L'avvio dell'anno scolastico nella provincia di Enna si preannuncia particolarmente critico a causa di una netta riduzione dell'organico di fatto del personale ATA. La contrazione dei posti per collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici rischia di compromettere dei servizi essenziali di vigilanza, sicurezza e funzionamento burocratico all'interno degli istituti del territorio.
La denuncia arriva in modo compatto e unanime dai rappresentanti provinciali delle principali sigle sindacali del comparto istruzione: FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e Gilda Unams. Al termine di un incontro tenutosi il 21 agosto scorso presso la sede dell'Ambito Territoriale di Caltanissetta ed Enna, i sindacati hanno espresso profonda preoccupazione per i criteri rigidi applicati nella definizione delle risorse di personale per il prossimo anno scolastico, come riportato nel comunicato stampa congiunto pubblicato da La Sicilia.
I motivi della protesta: la logica dei numeri contro le specificità del territorio
Al centro della contestazione sindacale vi è l'applicazione di parametri puramente numerici definiti a livello centrale, che collegano la determinazione degli organici esclusivamente al numero complessivo degli alunni iscritti. Secondo i segretari provinciali Rosaria Russo (FLC CGIL), Giuseppe Mercato (CISL Scuola), Rosario Sollami (UIL Scuola), Giuseppe Miccichè (SNALS Confsal) e Enzo Sabatino (Gilda Unams), questo criterio ignora le peculiarità geografiche e strutturali della provincia ennese.
La riduzione della popolazione scolastica, legata al calo demografico che colpisce le aree interne della Sicilia, non coincide infatti con una riduzione dei punti di erogazione del servizio. La mappa dei plessi scolastici, delle sedi distaccate e delle succursali da presidiare sul territorio rimane sostanzialmente immutata. Molti istituti scolastici della provincia di Enna sono distribuiti su più comuni o presentano strutture articolate su più piani, che richiedono un numero minimo di unità di personale per poter garantire anche solo l'apertura dei cancelli, la sorveglianza dei corridoi e la sicurezza degli studenti durante l'orario delle lezioni e nelle attività pomeridiane.
Sicurezza e vigilanza degli alunni a rischio
La carenza di collaboratori scolastici desta particolare alarme per quanto riguarda la sicurezza quotidiana all'interno dei plessi. Con un organico ridotto all'osso, diventa estremamente complesso assicurare la vigilanza degli ingressi, il controllo dei piani e l'assistenza igienico-assistenziale agli alunni con disabilità, un servizio delicato che ricade tra le mansioni di questo profilo professionale.
In molte realtà scolastiche ennesi, l'estensione del tempo scuola e l'attivazione di progetti pomeridiani rischiano di non poter essere garantite per l'impossibilità di coprire i turni di servizio. La mancanza di un numero adeguato di collaboratori costringe le istituzioni scolastiche a scelte difficili, che possono limitare l'offerta formativa o esporre il personale in servizio a carichi di lavoro non sostenibili.
Il sovraccarico burocratico delle segreterie scolastiche
La scure dei tagli non risparmia il personale amministrativo e tecnico. Le segreterie delle scuole della provincia si trovano a gestire una mole di adempimenti burocratici sempre più complessi, che vanno dalla gestione delle pratiche pensionistiche tramite l'applicativo Passweb alla rendicontazione dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), fino alle ordinarie procedure di reclutamento dei supplenti e di gestione amministrativa del personale di ruolo.
La riduzione degli assistenti amministrativi rischia di rallentare l'efficienza degli uffici, proprio in un momento in cui la digitalizzazione e le nuove procedure ministeriali richiederebbero un supporto stabile e qualificato. Anche il personale tecnico, fondamentale per la gestione dei laboratori e delle dotazioni informatiche degli istituti, risulta sottodimensionato rispetto alle reali necessità didattiche.
La richiesta di deroghe all'Ufficio Scolastico Regionale
Di fronte a questo scenario, le organizzazioni sindacali chiedono un intervento immediato e straordinario da parte delle autorità scolastiche regionali e nazionali. L'obiettivo è ottenere l'autorizzazione a posti in deroga sull'organico di fatto, in modo da compensare le carenze strutturali e garantire un avvio ordinato delle lezioni a settembre.
I sindacati sollecitano l'intervento dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia e del Ministero dell'Istruzione e del Merito affinché si tenga conto delle concrete esigenze dei singoli istituti e della complessa orografia del territorio ennese, superando la logica dei tagli lineari che penalizza il diritto allo studio e la qualità del servizio scolastico nelle aree interne.