Con l'avvicinarsi della riapertura delle scuole, prevista per le prossime settimane di settembre, torna prepotentemente d'attualità il tema del benessere climatico all'interno delle aule. Secondo le ultime elaborazioni dei dati ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito relative all'anno scolastico 2024-2025, la situazione dell'edilizia scolastica italiana appare critica: oltre il 92% degli edifici scolastici è ancora privo di impianti di climatizzazione. Nonostante una crescita costante negli ultimi quattro anni, la copertura resta marginale, lasciando la stragrande maggioranza di studenti e personale docente esposta a temperature spesso incompatibili con una didattica serena durante i mesi più caldi.
I numeri della carenza: solo un'aula su quattordici è climatizzata
L'analisi dei dati ministeriali evidenzia un progresso lento, seppur costante. Se nell'anno scolastico 2020-2021 gli edifici dotati di condizionatori erano appena 1.593 (pari al 3,95% del totale), nel 2023-2024 la quota è salita al 6,83%. Per l'anno scolastico 2024-2025 si tocca il valore più alto del quinquennio: 2.835 edifici climatizzati su un totale di 39.351 rilevati, raggiungendo la percentuale del 7,20%.
Traducendo queste percentuali in termini di spazi didattici, l'impatto sulla quotidianità scolastica è ancora più evidente. Su una stima di circa 365.973 aule complessive, si calcola che solo 26.350 siano dotate di sistemi di condizionamento, mentre ben 339.623 ne risultano sprovviste. In termini pratici, poco più di un'aula su quattordici offre un ambiente protetto dalle ondate di calore che, sempre più frequentemente, caratterizzano l'inizio e la fine dell'anno scolastico, oltre al periodo degli esami di Stato.
Il quadro normativo e la sicurezza sul lavoro
La questione non è solo legata al comfort, ma investe direttamente la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Decreto Legislativo 81/2008 stabilisce infatti che la temperatura nei luoghi di lavoro debba essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori. Nelle scuole, il microclima è un fattore determinante per la concentrazione e la salute di allievi e docenti.
Tuttavia, la responsabilità degli interventi strutturali è suddivisa tra diversi enti:
- Comuni: responsabili per gli edifici delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado.
- Province e Città Metropolitane: competenti per gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado (scuole superiori).
- Dirigenti Scolastici: in qualità di datori di lavoro, hanno il compito di segnalare le criticità agli enti proprietari, ma non hanno autonomia di spesa per installare impianti di climatizzazione centralizzati.
Le sfide per il futuro: PNRR e adattamento climatico
Il deficit di climatizzazione è il riflesso di un patrimonio edilizio spesso datato, progettato in epoche in cui le temperature medie esterne e la frequenza delle ondate di calore non rappresentavano l'emergenza attuale. Molti edifici scolastici soffrono di un isolamento termico insufficiente, che trasforma le aule in vere e proprie "bolle di calore" durante i mesi di giugno e settembre.
Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresentano l'occasione principale per invertire la rotta. Gli investimenti per la costruzione di nuove scuole e per la riqualificazione energetica di quelle esistenti puntano a standard di efficienza elevati, che includono sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) e climatizzazione a basso impatto ambientale. Tuttavia, i tempi della burocrazia e dei cantieri rendono la soluzione del problema ancora lontana per la maggior parte delle scuole italiane.
Cosa possono fare le scuole nell'immediato?
In attesa di interventi strutturali che richiedono anni di programmazione, molte istituzioni scolastiche adottano soluzioni-tampone per gestire l'emergenza caldo:
- Gestione degli orari: ove possibile, la flessibilità organizzativa permette di concentrare le attività più impegnative nelle ore meno calde della mattinata.
- Sistemi mobili: l'acquisto di ventilatori o condizionatori portatili, sebbene meno efficienti e spesso rumorosi, viene talvolta finanziato con fondi propri delle scuole o contributi dei genitori, previa verifica della tenuta dell'impianto elettrico da parte dei tecnici dell'ente proprietario.
- Schermature solari: l'installazione di tende tecniche o pellicole riflettenti sui vetri può ridurre l'irraggiamento solare diretto, mitigando la temperatura interna di alcuni gradi.
Nonostante questi sforzi, il dato di fatto rimane: la scuola italiana è ancora lontana dall'essere un ambiente "climatizzato" e pronto a fronteggiare il cambiamento climatico in atto. Il monitoraggio dei dati del Ministero resterà un indicatore fondamentale per misurare la reale capacità del sistema di evolversi verso standard di edilizia scolastica moderni e dignitosi per chi la scuola la vive ogni giorno.




