A partire dall'anno accademico 2027/2028, l'Università della Svizzera italiana (USI) e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) applicheranno un significativo aumento delle proprie tasse semestrali. I rincari colpiranno in modo particolare gli studenti non residenti, una misura che tocca da vicino anche i numerosi iscritti provenienti dall'Italia.

La decisione, comunicata congiuntamente dai due atenei, si è resa necessaria per fare fronte a una sensibile riduzione del sostegno finanziario pubblico a livello federale e cantonale. Negli ultimi mesi, diverse altre istituzioni accademiche svizzere, compresi i prestigiosi Politecnici federali, hanno intrapreso la stessa strada differenziando le rette tra studenti residenti e non residenti.

Cosa cambia all'USI: le nuove tariffe per i non residenti

Per l'Università della Svizzera italiana si tratta di una svolta storica: l'ateneo non modificava l'importo delle proprie tasse scolastiche dal 1996, anno della sua fondazione.

A partire dall'anno accademico 2027/2028, la tassa semestrale per i nuovi iscritti ai corsi di Bachelor (laurea triennale) e Master (laurea magistrale) salirà a 5.000 franchi svizzeri (CHF) per gli studenti non residenti.

Il Consiglio dell’USI ha tuttavia stabilito precise tutele per evitare che il rincaro gravi su chi già studia o risiede nel territorio:

  • Esenzione per i residenti: l’aumento non verrà applicato agli studenti di nazionalità svizzera e a coloro che erano domiciliati in Svizzera al momento del conseguimento del diploma di maturità (soggetti all'Accordo intercantonale universitario - AIU).
  • Garanzia per gli iscritti attuali: gli studenti già immatricolati prima della riforma continueranno a pagare la tassa semestrale precedente fino al termine del proprio ciclo di studi (Bachelor o Master).
  • Esclusione per Teologia: le nuove disposizioni non si applicheranno alle tasse della Facoltà di Teologia di Lugano, affiliata all'USI ma dotata di gestione amministrativa autonoma.

Adeguamenti anche alla SUPSI: focus sul diritto allo studio

Anche la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) rivedrà le proprie tariffe semestrali a partire dal 2027/2028, segnando il primo ritocco ai costi di iscrizione dopo quindici anni di stabilità.

La revisione delle rette manterrà l'attuale criterio di proporzionalità, che prevede un rapporto di due a uno tra la tassa applicata agli studenti non residenti e quella prevista per i residenti. I nuovi importi verranno applicati a tutti gli studenti iscritti nei quattro Dipartimenti della SUPSI, mentre rimarranno escluse dagli effetti diretti le scuole affiliate (tra cui l'Accademia Teatro Dimitri, il Conservatorio della Svizzera italiana, la SUPSI Landquart e la Fernfachhochschule Schweiz).

Per mitigare l'impatto di questa decisione e garantire il diritto allo studio, il Consiglio della SUPSI ha contestualmente deliberato un importante potenziamento delle misure di welfare interno: un importo supplementare di 200.000 franchi svizzeri derivante dalle nuove entrate sarà interamente destinato al fondo di solidarietà per sostenere gli studenti che si trovano in condizioni di difficoltà economica.

Le ragioni del rincaro: tagli federali e "Nutzerfinanzierung"

Come specificato nel comunicato ufficiale dell'USI, la riorganizzazione delle rette risponde a un mutamento strutturale delle condizioni di finanziamento della ricerca e della formazione in Svizzera. I tagli decisi dalla Confederazione elvetica si collegano alla volontà politica di incrementare la cosiddetta "Nutzerfinanzierung", ossia la quota di contribuzione diretta degli utenti ai costi dei servizi di studio, unita a una esplicita sollecitazione del Consiglio di Stato ticinese a rivedere le tariffe per gli studenti provenienti dall'estero.

Nonostante gli sforzi profusi negli ultimi anni da USI e SUPSI per contenere le spese e diversificare le entrate tramite fondi terzi, la rapidità dei tagli pubblici ha reso inevitabile l'intervento sulle tasse di iscrizione per preservare l'alto standard qualitativo della didattica e dei servizi offerti sul territorio.