L'autonomia scolastica e la costruzione di una solida comunità educante tornano al centro del dibattito politico sulle riforme dell'istruzione. La presa di posizione arriva in occasione del dibattito «Riformiamo la scuola», inserito nel programma del Meeting di Rimini, che vede a confronto esponenti di maggioranza e opposizione sui nodi strutturali del sistema scolastico italiano.

Al centro dell'intervento di Mariastella Gelmini, portavoce per le tematiche scolastiche di Noi Moderati, c'è il rilancio della Legge 59/1997 e del successivo Regolamento sul DPR 275/1999, strumenti che hanno introdotto l'autonomia didattica e organizzativa negli istituti italiani. Secondo la parlamentare, senza un'effettiva applicazione dell'autonomia e una sinergia concreta tra scuole, enti locali e famiglie, qualsiasi tentativo di riforma corre il rischio di rimanere incompleto.

Autonomia e contrasto alle diseguaglianze territoriali

Il tema dell'autonomia si intreccia con quello del divario territoriale e della dispersione scolastica. La proposta punta a concedere maggiore flessibilità organizzativa ai dirigenti scolastici e ai collegi dei docenti, consentendo di adattare l'offerta formativa alle esigenze specifiche dei diversi contesti locali, in particolare nelle aree interne e periferiche.

In questo modello, la scuola smette di essere un'istituzione isolata e diventa l'elemento propulsore di un'alleanza educativa territoriale. Un'impostazione che intende valorizzare la libertà di scelta delle famiglie e la collaborazione con il terzo settore e i servizi sociali dei Comuni per prevenire il disagio giovanile e l'abbandono scolastico.

Il dibattito politico al Meeting di Rimini

Il dibattito «Riformiamo la scuola. Alcuni spunti per un dibattito» vede la partecipazione di rappresentanti di diverse forze politiche e del mondo educativo, tra cui:

  • Mariastella Gelmini, portavoce per le tematiche scolastiche di Noi Moderati;
  • Valentina Aprea, responsabile del dipartimento istruzione di Forza Italia;
  • Enrico Borghi, senatore e vicepresidente nazionale di Italia Viva;
  • Grazia Di Maggio, componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati (Fratelli d'Italia);
  • Simona Malpezzi, vicepresidente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza (Partito Democratico).

L'incontro, moderato da Massimiliano Tonarini, presidente di Cdo Opere Educative, rappresenta un momento chiave di confronto prima dell'avvio ufficiale dell'anno scolastico 2026/2027, con l'obiettivo di individuare punti di convergenza tra le forze parlamentari sui temi del reclutamento, della continuità didattica e delle risorse per le strutture scolastiche.

Cosa cambia per le scuole e i docenti

I temi sollevati nel confronto politico anticipano le linee guida del dibattito legislativo previsto per la ripresa dei lavori parlamentari a settembre. I punti principali su cui si concentrerà l'attenzione riguardano:

  • Flessibilità organizzativa: potenziamento dell'organico dell'autonomia per rispondere alle necessità delle singole istituzioni scolastiche.
  • Patti di comunità: consolidamento degli accordi tra scuole, enti locali e associazioni territoriali per ampliare l'offerta formativa ed extracurricolare.
  • Risorse e strutture: allocazione dei fondi per la digitalizzazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Per consultare gli atti parlamentari e i disegni di legge relativi al sistema d'istruzione è possibile accedere al portale istituzionale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Foto di copertina: [[User: Webers ]] — CC BY 4.0, via Wikimedia Commons