C’è più tempo per gli studenti dell’Università di Parma che desiderano partecipare al programma Erasmus italiano per l'anno accademico 2026/2027. L’Ateneo ha infatti disposto la proroga del bando relativo al primo periodo didattico: le domande potranno essere inviate fino alle ore 12 del 3 settembre 2026.
La decisione, ufficializzata con un aggiornamento dello scorso 21 agosto, punta a favorire la massima partecipazione a una sperimentazione nazionale che permette di frequentare corsi, sostenere esami e svolgere tirocini in altre università del Paese, garantendo la piena validità accademica delle attività svolte e un sostegno economico concreto per le spese di mobilità.
Cosa prevede il bando dell'Università di Parma
L’iniziativa mette a disposizione complessivamente 147 borse di studio. Queste sono destinate a studentesse e studenti regolarmente iscritti a tempo pieno (per l'anno accademico 2025-2026) ai corsi di studio che hanno aderito formalmente al progetto. L'obiettivo è consentire lo svolgimento di un periodo di studio della durata compresa tra tre e sei mesi presso uno degli atenei partner del consorzio.
Il vantaggio principale per chi partecipa è la possibilità di costruire un percorso didattico personalizzato e multidisciplinare, usufruendo delle strutture dell'università ospitante senza dover pagare ulteriori tasse di iscrizione oltre a quelle già versate a Parma. Il riconoscimento degli esami è assicurato preventivamente attraverso la firma del Learning Agreement, concordato con i Presidenti dei rispettivi corsi di studio prima della partenza.
Requisiti economici e importo della borsa
Per poter beneficiare del contributo economico, il bando fissa una soglia precisa legata alla condizione patrimoniale del nucleo familiare. Possono presentare domanda gli studenti in possesso di un ISEE 2026 per le prestazioni agevolate per il Diritto allo Studio Universitario non superiore a 50.000 euro.
In linea con le disposizioni ministeriali che regolano il fondo per la mobilità nazionale, il contributo previsto può arrivare fino a 1.000 euro mensili, parametrati sulla durata effettiva del soggiorno e sulla base delle risorse disponibili. Si tratta di un incentivo significativo, pensato per abbattere le barriere economiche che spesso frenano gli spostamenti degli studenti tra diverse regioni italiane.
Le università partner: dove è possibile andare
Il progetto dell’Università di Parma si sviluppa attraverso una rete di collaborazioni con dodici atenei distribuiti su tutto il territorio nazionale. Gli studenti selezionati potranno scegliere di trascorrere il semestre presso:
- Università di Bari
- Università di Brescia
- Università di Cagliari
- Università della Calabria
- Università di Catania
- Università di Ferrara
- Università di Napoli “Federico II”
- Università di Palermo
- Università di Pisa
- Sapienza Università di Roma
- Università di Sassari
- Università di Udine
Come presentare la domanda
La procedura di candidatura è interamente telematica. Gli interessati devono consultare la documentazione completa e i requisiti specifici di accesso (come eventuali crediti minimi richiesti o media ponderata) direttamente sul portale istituzionale dell'Ateneo.
Tutte le informazioni e i moduli necessari sono reperibili alla pagina dedicata all'Erasmus italiano sul sito dell'Università di Parma. È fondamentale completare l'invio entro il nuovo termine perentorio delle ore 12 del 3 settembre 2026 per non essere esclusi dalla graduatoria del primo periodo didattico.
Per chi non riuscisse a partecipare in questa finestra temporale o fosse interessato alla mobilità nella seconda parte dell'anno accademico, l'Ateneo ha già confermato che verrà successivamente emanato un ulteriore bando dedicato al secondo periodo didattico.
L’Erasmus italiano rappresenta un’occasione strategica non solo per l’arricchimento del curriculum accademico, ma anche per favorire lo scambio culturale interno e la conoscenza delle diverse eccellenze accademiche che l'Italia offre, ricalcando il modello di successo del programma europeo Erasmus+, ma con un focus specifico sulla mobilità domestica.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito unipr.it.