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Università di Bergamo, il 14% dei laureati lavora all'estero

22 agosto 2026 di Francesco Perrone

L'Università degli Studi di Bergamo ha mappato il percorso professionale dei propri ex studenti, rivelando che oltre il 14% dei laureati vive e lavora stabilmente all'estero. Per trasformare questa mobilità in una risorsa per chi ancora studia e per le imprese locali, l’Ateneo ha dato il via a "Reti Globali 2.0", un progetto di networking internazionale che punta a creare ponti stabili tra i talenti "emigrati" e il territorio bergamasco.

L'iniziativa, presentata ufficialmente in questi giorni di fine agosto, vede la collaborazione tra l’Università, l’associazione dei laureati Luberg e la Camera di Commercio Italiana in Cina. Il progetto ha ottenuto il sostegno finanziario di Regione Lombardia attraverso il bando 2026/2027 "Lombardi nel mondo", confermando l'interesse istituzionale nel mantenere vivo il legame con i professionisti che operano fuori dai confini nazionali.

I numeri della presenza internazionale: dove lavorano i laureati UniBg

La base di partenza del progetto è una ricognizione dettagliata che ha permesso di censire 4.108 laureati residenti fuori dall'Italia. Sebbene il 14% sia il dato ufficiale emerso dalla mappatura, i vertici dell'Ateneo ipotizzano che la cifra reale possa essere superiore, includendo coloro che non sono ancora stati intercettati dai sistemi di monitoraggio.

La distribuzione geografica dei laureati UniBg nel mondo vede una netta prevalenza del continente europeo, ma non mancano presenze significative in tutti gli altri quadranti globali:

Questi professionisti non sono considerati semplicemente come "cervelli in fuga", ma come veri e propri Alumni Ambassador, capaci di facilitare l'ingresso di nuovi laureati nei mercati internazionali e di offrire consulenza strategica alle imprese del territorio che intendono internazionalizzarsi.

Cos'è il progetto Reti Globali 2.0 e come funziona

Il progetto "Reti Globali 2.0 – Il network internazionale dei laureati bergamaschi" si pone l'obiettivo di strutturare queste relazioni attraverso strumenti concreti. Non si tratta solo di una community virtuale, ma di un vero e proprio hub per la mobilità dei talenti.

Tra le azioni principali previste dal programma figurano:

Le parole del Rettore e di Luberg

Il Rettore dell'Università di Bergamo, Sergio Cavalieri, ha sottolineato come il legame tra Ateneo e studente non debba interrompersi con la discussione della tesi: "I nostri laureati continuano a essere parte della comunità universitaria anche quando i loro percorsi professionali li portano lontano. Con Reti Globali 2.0 vogliamo trasformare questa presenza internazionale in una risorsa condivisa per generazioni, imprese e territori".

Sulla stessa linea Simona Bonomelli, presidente di Luberg, l'associazione che conta circa 2.500 soci attivi: "Vogliamo che chi lavora a Bruxelles, Shanghai o Londra continui a sentirsi parte di una comunità. I nostri Alumni Ambassador permetteranno di rafforzare una rete senza confini geografici, creando valore concreto per l'Università e per Bergamo".

Cosa cambia per studenti e neolaureati

Per chi sta frequentando i corsi di laurea presso l'Università di Bergamo o si è appena laureato, questo progetto apre prospettive inedite. L'accesso a una rete di mentoring qualificata riduce le barriere all'ingresso in mercati complessi (come quello asiatico o americano) e permette di orientare meglio le proprie scelte formative in base alle reali richieste del mercato globale.

Per maggiori informazioni sulle attività e su come aderire al network, è possibile consultare il portale ufficiale dell'ateneo unibg.it o il sito dell'associazione Luberg.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ecodibergamo.it.

Tags: cronaca universita laureati
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