I Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) delle scuole italiane percepiscono una retribuzione annua significativamente inferiore rispetto ai funzionari di altri comparti della Pubblica Amministrazione, con un divario che raggiunge i 10.000 euro annui nel confronto con i dipendenti dei Ministeri. La denuncia arriva direttamente dal sindacato Anief, che sottolinea come, a parità di inquadramento e responsabilità, il personale direttivo della scuola resti il meno pagato dello Stato.
Secondo le analisi diffuse dall'organizzazione sindacale, la forbice retributiva è diventata insostenibile. Come evidenziato dalle tabelle di confronto stipendiale elaborate da Anief sulla base del CCNL di comparto, un DSGA in Italia percepisce mediamente meno di 27.000 euro lordi l’anno. Per fare un confronto con profili professionali analoghi, un funzionario di un Comune guadagna circa 29.000 euro, mentre un funzionario in servizio presso un Ministero tocca quota 37.000 euro annui. Questa differenza di trattamento economico non trova giustificazione nel carico di lavoro o nelle competenze richieste, che nel mondo della scuola sono anzi aumentate esponenzialmente negli ultimi anni.
La denuncia di Anief-Condir: "Disparità inaccettabile"
Alberico Sorrentino, portavoce di Anief-Condir, ha definito questa situazione una "disparità di compensi inaccettabile". Nonostante gli incrementi ottenuti con gli ultimi rinnovi contrattuali, che hanno visto un aumento dell’indennità di direzione, il sindacato ritiene che la strada per una reale perequazione sia ancora lunga. La richiesta è chiara: allineare le retribuzioni del personale ATA e dei DSGA a quelle degli altri comparti delle Funzioni Centrali.
Il problema non riguarda solo la busta paga mensile, ma il riconoscimento complessivo di una figura che coordina l'intera macchina amministrativa, contabile e gestionale di un istituto scolastico. "A parità di trattamento giuridico, si applica una disparità di compensi che penalizza chi lavora nel settore dell'istruzione", ha ribadito Sorrentino, evidenziando come la complessità normativa della scuola non sia seconda a quella di alcun Ministero.
Responsabilità crescenti e rischi legali
A pesare sulla categoria non è solo il dato economico, ma anche il crescente carico di responsabilità. Recentemente, la Corte dei Conti ha acceso i riflettori sulla gestione amministrativa scolastica, allargando le maglie della responsabilità contabile per i direttori. I DSGA si trovano oggi a gestire fondi complessi, come quelli legati al PNRR, con procedure burocratiche rigide e tempi strettissimi, esponendosi a rischi di sanzioni e rilievi amministrativi.
Per chi punta a ricoprire questo ruolo di alta responsabilità o desidera aggiornare le proprie competenze legislative e gestionali, è fondamentale una preparazione specifica: si possono valutare i corsi DSGA proposti da Formacenter, un servizio di formazione specializzata che prevede il supporto di un consulente dedicato per affrontare le sfide del ruolo.
Il nodo della governance e i disagi operativi
Oltre alla questione salariale, Anief pone l'accento sulla necessità di una riforma complessiva della governance scolastica. La gestione quotidiana è spesso ostacolata da inefficienze tecniche e mancanze di tutele basilari. Un caso emblematico, citato dal sindacato, riguarda una DSGA che, al rientro dal periodo di maternità, ha trovato le proprie credenziali di accesso ai sistemi ministeriali disabilitate. Nonostante l'impossibilità oggettiva di operare, la dipendente è stata sanzionata per inadempienze amministrative.
Tale provvedimento disciplinare è stato oggetto di un ricorso legale conclusosi con la Sentenza n. 143/2024 del Tribunale di Prato, che ha annullato la sanzione riconoscendo l'illegittimità dell'addebito a fronte di un impedimento tecnico non imputabile alla lavoratrice. Questo episodio evidenzia, secondo Anief-Condir, quanto il sistema sia fragile e quanto poco venga tutelato chi ricopre ruoli apicali nelle segreterie. La richiesta di una riforma non è dunque solo economica, ma strutturale: servono procedure digitali più snelle, una revisione delle sanzioni disciplinari e, soprattutto, un riconoscimento della dignità professionale che passi attraverso uno stipendio dignitoso.
Nelle prossime settimane, il sindacato promette di dare battaglia sui tavoli negoziali per ottenere ulteriori stanziamenti destinati alla valorizzazione del personale ATA. L'obiettivo resta quello di azzerare quel gap di 10.000 euro che separa i direttori scolastici dal resto della Pubblica Amministrazione, garantendo che il lavoro svolto per il futuro del Paese venga retribuito equamente.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito zazoom.it.




