L’educazione al rispetto, all’empatia e alle relazioni corrette è già obbligatoria in tutti i gradi scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. A ribadirlo è il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che in un’intervista rilasciata il 21 agosto 2026 ha fatto il punto sulle misure attivate dalle scuole italiane per contrastare la violenza di genere e promuovere la cultura della parità.
Rispondendo al dibattito aperto sulle iniziative di prevenzione negli istituti scolastici, il titolare del dicastero di Viale Trastevere ha tracciato il quadro degli interventi già avviati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, sottolineando che quasi la totalità degli istituti scolastici sul territorio nazionale ha già integrato questi percorsi nell'offerta formativa fin dal primo anno di applicazione.
L'Educazione civica e la trasversalità delle materie
Secondo le indicazioni ministeriali, la prevenzione della violenza e l'educazione alle relazioni non si limitano all'orario dedicato all'Educazione civica, ma devono innervare l'intero piano degli studi in modo interdisciplinare. I percorsi sul contrasto alla violenza di genere sono inseriti nelle nuove linee guida dell'insegnamento e nei programmi di ogni ordine e grado.
Il ministro ha precisato che il percorso formativo non si esaurisce nel monte ore annuale riservato all'Educazione civica, ma viene declinato nell'insegnamento quotidiano di tutte le discipline curricolari:
- Insegnamento interdisciplinare: argomenti legati al rispetto e al ruolo della donna nella società vengono affrontati durante le lezioni di italiano, storia, scienze e altre materie.
- Continuità didattica: i percorsi sono concepiti per accompagnare lo studente lungo tutto l'arco della formazione, partendo dalla scuola dell'infanzia e dalla primaria fino al secondo ciclo.
- Integrazione nei PTOF: gli istituti scolastici hanno recepito le indicazioni inserendo formalmente le attività all'interno del Piano Triennale dell'Offerta Formativa.
Consenso informato: cosa prevede e cosa è escluso
Nel corso del suo intervento, il ministro Valditara ha chiarito i confini di applicazione del consenso informato richiesto alle famiglie, smentendo le interpretazioni che vedrebbero un blocco dei percorsi sulla prevenzione della violenza.
Il consenso preventivo dei genitori non riguarda i contenuti prescritti dai programmi nazionali obbligatori, tra cui rientrano:
- L'educazione al rispetto della persona e alla parità di genere;
- Il contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione;
- L'educazione sessuale dal punto di vista biologico e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.
La preventiva informazione alle famiglie è stata pensata e circoscritta unicamente alle tematiche legate alle teorie sull'identità di genere, mentre la promozione del rispetto reciproco e della valorizzazione della donna resta parte integrante e inderogabile della didattica ordinaria.
Formazione docenti affidata all'INDIRE e risorse stanziate
Per supportare i docenti nello svolgimento di questi compiti educativi, il Ministero ha strutturato un piano straordinario di formazione in collaborazione con esperti del settore. Il programma è affidato all'INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), che schiera psicologi e pedagogisti specializzati per preparare il personale docente al dialogo con gli studenti.
I dati forniti dal Ministero evidenziano i seguenti impegni economici e organizzativi:
| Ambito di intervento | Dettaglio risorse e numeri |
|---|---|
| Finanziamento formazione INDIRE | 3,1 milioni di euro |
| Scuole già coinvolte | 4.800 istituti scolastici |
| Risorse complessive destinate al piano | 18 milioni di euro |
I corsi erogati tramite l'INDIRE puntano a fornire ai docenti strumenti metodologici utili per gestire le dinamiche relazionali in classe, intervenire preventivamente sui segnali di disagio e promuovere un clima d'aula improntato all'empatia e all'ascolto.
Contrasto al maschilismo e sfida educativa
Analizzando l'origine dei comportamenti violenti tra i più giovani, il ministro ha sottolineato l'esigenza di combattere la cultura maschilista e la crescente fragilità emotiva di alcuni giovani uomini. Secondo il titolare dell'Istruzione, la scuola deve rappresentare un presidio costante per porre confini educativi chiari e insegnare il valore del rispetto della libertà altrui.
L'obiettivo dichiarato dal Ministero è proseguire nell'attuazione dei progetti già avviati, consolidando la rete tra scuole, famiglie ed enti di formazione senza introdurre ulteriori sovrapposizioni normative, ma concentrando gli sforzi sull'efficacia didattica dei percorsi previsti.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito lastampa.it.
Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons