A Latina la ripresa delle lezioni rischia di aprirsi con un ritardo significativo nell'avvio della refezione scolastica. L'orientamento dell'amministrazione comunale di far partire il servizio di mensa nella prima metà di ottobre ha sollevato forti proteste da parte dei genitori, dei sindacati e delle forze politiche d'opposizione. Il rinvio dell'attivazione comporta infatti conseguenze dirette sull'organizzazione del tempo pieno nelle scuole primarie e dell'infanzia, oltre a creare un forte disagio occupazionale per gli operatori della refezione.

La questione è esplosa dopo le recenti indicazioni sul calendario del servizio fornite dall'assessora all'Istruzione Federica Censi e le conseguenti rimostranze manifestate dalle famiglie e dai dipendenti della società Vivenda, l'azienda incaricata della gestione dei pasti scolastici nel territorio comunale.

Le date contestate: avvio a ottobre e chiusura anticipata

Al centro delle critiche vi è la tempistica programmata per il nuovo anno scolastico. Secondo il quadro prefigurato, la mensa dovrebbe prendere il via il 5 ottobre per la scuola primaria e il 12 ottobre per la scuola dell'infanzia. Inoltre, l'interruzione del servizio viene ipotizzata per l'11 giugno, nonostante le attività didattiche nelle scuole dell'infanzia proseguano regolarmente fino al 30 giugno.

Un'impostazione che, secondo l'esponente civico Latina Bene Comune (LBC) — con gli interventi dei consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, unitamente alla segretaria del movimento Elettra Ortu La Barbera —, penalizzerebbe pesantemente l'utenza scolastica. Far slittare la mensa a ottobre inoltrato equivale infatti a sottrarre oltre un mese di servizio a tutti gli alunni che hanno scelto il tempo prolungato o il tempo pieno.

I rappresentanti di LBC contestano anche la ricostruzione emersa dalla giunta comunale, secondo la quale l'inizio del servizio nel mese di ottobre rappresenterebbe una prassi consolidata negli anni passati. Dalle verifiche storiche condotte dall'opposizione emerge infatti che durante la precedente amministrazione Coletta la refezione scolastica era solita prendere il via tra il 20 settembre e il 1° ottobre al massimo, consentendo una ripartenza della didattica a pieno regime già a poche settimane dal suono della prima campanella.

L'impatto su 4.000 studenti, famiglie e lavoratori

I numeri della vicenda riflettono la rilevanza sociale del servizio per la comunità cittadina. Ogni giorno la mensa garantisce la distribuzione di circa 4.000 pasti destinati ad altrettanti alunni. L'assenza della refezione nei primi trenta giorni di scuola comporta disagi notevoli per la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro dei genitori, costretti a riorganizzare la gestione dei figli nelle ore pomeridiane o a rinunciare alle attività pomeridiane previste dal piano dell'offerta formativa.

Accanto all'impatto sulle famiglie, la decisione ripercuote le sue conseguenze anche sul versante occupazionale. Il rinvio dell'avvio incide direttamente sulle condizioni economiche di circa cento addetti alla refezione impiegati dalla società Vivenda. Per questi lavoratori, la partenza ritardata del servizio si traduce concretamente in un mese aggiuntivo privo di retribuzione, aggravando una situazione contrattuale già caratterizzata dalle sospensioni estive del rapporto di lavoro.

A testimonianza della crescente preoccupazione sul territorio, in diversi istituti scolastici di Latina sono scattate raccolte di firme organizzate dai comitati dei genitori per chiedere al Comune una revisione immediata dei tempi di partenza.

Le richieste dell'opposizione: stanziare le risorse necessarie

Per la forza politica di opposizione Latina Bene Comune, il problema non va derubricato a un mero ritardo tecnico o organizzativo concordato con le dirigenze scolastiche, ma rappresenta una precisa scelta di bilancio. Il movimento sostiene che la partenza posticipata risponda alla volontà di ottenere risparmi finanziari su una prestazione essenziale.

Richiamando anche le analisi dell'ex assessore al Bilancio Gianmarco Proietti sulla necessità di stabilire priorità chiare nel bilancio comunale, LBC sollecita l'esecutivo guidato dalla sindaca Matilde Celentano a individuare le coperture finanziarie indispensabili per anticipare l'avvio della mensa.

La richiesta rivolta all'amministrazione è quella di evitare contrapposizioni con gli istituti scolastici e di attivare un tavolo di coordinamento urgente per garantire l'apertura del servizio a ridosso dell'avvio delle lezioni di settembre, mantenendolo continuativo fino al termine del calendario scolastico.

Aspetto Proposta/Orientamento attuale Richiesta delle famiglie e opposizione
Avvio Primaria 5 ottobre A ridosso dell'apertura (fine settembre)
Avvio Infanzia 12 ottobre A ridosso dell'apertura (fine settembre)
Termine servizio Infanzia 11 giugno Fino al 30 giugno (fine attività)
Bacino d'utenza Circa 4.000 pasti al giorno Garantire continuità didattica e conciliazione lavorativa
Personale coinvolto Circa 100 lavoratori (Vivenda) Evitare estensioni dei periodi non retribuiti

Nei prossimi giorni si attende un nuovo confronto tra gli uffici comunali e le istituzioni scolastiche autonome del territorio per verificare la fattibilità di un'eventuale accelerazione dei tempi e lo stanziamento di risorse aggiuntive prima dell'avvio formale dell'anno scolastico.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito latinaoggi.eu.