Brutta sorpresa nel cedolino di agosto 2026 per migliaia di pensionati del comparto scuola. L'INPS ha infatti dato il via alle operazioni di recupero forzoso di somme erogate negli anni passati e ora ritenute non dovute: si tratta, in particolare, della quattordicesima mensilità e dell'importo aggiuntivo riferiti all'anno 2021.

La misura, annunciata dall'Istituto con i messaggi operativi degli scorsi mesi, entra ora nella fase operativa incidendo direttamente sull'assegno mensile di ex docenti e personale ATA. Non si tratta di un errore di calcolo generalizzato, ma dell'esito di una verifica reddituale che ha portato alla revoca definitiva di prestazioni assistenziali e previdenziali legate a limiti di reddito che l'ente non ha potuto confermare.

Perché scattano le trattenute: il nodo della dichiarazione RED

La causa principale di queste trattenute non è necessariamente un superamento dei limiti di reddito, ma un inadempimento formale. Come previsto dall'art. 35, comma 10-bis, del D.L. 207/2008, i pensionati che percepiscono prestazioni collegate al reddito sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale (modello RED, 730 o Redditi PF).

Per l'annualità 2021, il termine perentorio per presentare tali dati era stato fissato al 19 settembre 2025. Chi non ha inviato la documentazione entro quella data ha reso impossibile per l'INPS la verifica del diritto alle somme percepite. Di conseguenza, l'Istituto ha proceduto alla revoca d'ufficio e al contestuale recupero delle somme già versate in via provvisoria.

Con il messaggio INPS n. 2514 del 29 luglio 2026, l'ente ha definito le modalità tecniche del recupero, che per molti ex dipendenti pubblici della Gestione privata integrata inizia proprio con il pagamento di questo mese.

Quali somme vengono recuperate e in quante rate

Le voci che i pensionati troveranno sul cedolino riguardano due prestazioni distinte, che seguono piani di ammortamento differenti:

  • Quattordicesima mensilità (anno 2021): l'importo, che solitamente varia tra i 336 e i 655 euro a seconda dell'anzianità contributiva, viene recuperato in 24 rate mensili.
  • Importo aggiuntivo (154,94 euro): la somma prevista dalla Legge 388/2000 per le pensioni minime viene recuperata in 12 rate mensili.

Per fare un esempio concreto, un pensionato della scuola che deve restituire una quattordicesima di 336 euro e l'importo aggiuntivo di 154,94 euro, subirà una trattenuta totale di circa 26,91 euro al mese per il primo anno. Dal tredicesimo mese, esaurito il debito sull'importo aggiuntivo, la trattenuta scenderà a 14 euro fino al completamento del biennio di restituzione.

Prestazione da restituire Esempio Importo Totale Numero Rate Trattenuta Mensile stimata
Quattordicesima (fascia bassa) 336,00 € 24 14,00 €
Quattordicesima (fascia alta) 655,00 € 24 27,29 €
Importo aggiuntivo 154,94 € 12 12,91 €

Attenzione alla seconda trattenuta: la scadenza del 15 settembre

Oltre al recupero delle somme del 2021, sul cedolino di agosto 2026 potrebbe comparire una voce differente: una sospensione cautelare del 5% dell'assegno. In questo caso, il provvedimento (legato al messaggio INPS n. 2394 del 17 luglio 2026) riguarda i redditi dell'anno 2022 non ancora dichiarati.

A differenza del recupero del 2021, che è ormai definitivo, questa sospensione può essere bloccata. I pensionati hanno tempo fino al 15 settembre 2026 per presentare la domanda di ricostituzione reddituale attraverso il portale ufficiale INPS o tramite l'assistenza di un patronato. Se la comunicazione viene inviata entro il termine, la trattenuta del 5% verrà interrotta e le somme trattenute saranno rimborsate; in caso contrario, la prestazione collegata al reddito verrà revocata definitivamente.

Cosa fare se si riceve la trattenuta

L'INPS è tenuta a inviare una raccomandata individuale a tutti i soggetti coinvolti, che funge da notifica ufficiale del provvedimento di recupero. Se nel cedolino di agosto notate le voci "Recupero quattordicesima" o "Recupero importo aggiuntivo", il consiglio è di:

  1. Verificare la ricezione della raccomandata per controllare l'esatto importo del debito calcolato dall'INPS.
  2. Controllare se per l'anno 2021 era stata effettivamente presentata la dichiarazione dei redditi o il modello RED.
  3. In caso di errore dell'ente (ovvero se la dichiarazione era stata presentata regolarmente e i limiti di reddito erano rispettati), è possibile presentare un ricorso amministrativo al Comitato provinciale dell'INPS entro 90 giorni dalla notifica.

Per la gestione di queste pratiche, spesso complesse a causa dell'incrocio di dati tra Agenzia delle Entrate e archivi previdenziali, resta fondamentale il supporto dei centri di assistenza fiscale o dei sindacati di categoria, che possono verificare la posizione contributiva e reddituale del pensionato attraverso i canali telematici dedicati.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito enacinforma.it.