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Personale ATA

Congedo disabilità ATA: zero punti nelle graduatorie

21 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

Chi usufruisce del congedo straordinario biennale per assistere un familiare con disabilità grave rischia di subire una pesante penalizzazione nelle graduatorie del personale ATA, vedendosi azzerato il punteggio di servizio per tutto il periodo di assenza. Questa "stortura" normativa è al centro della lettera aperta che il sindacato Evoluzione ATA ha inviato in questi giorni ai parlamentari di Italia Viva, Davide Faraone e Matteo Renzi, chiedendo un emendamento urgente al Decreto PA per sanare una disparità di trattamento non più tollerabile.

Attualmente, infatti, lo Stato riconosce il diritto del lavoratore a prendersi cura di un parente stretto non autosufficiente, garantendo la conservazione del posto e un'indennità economica. Tuttavia, al momento di aggiornare le graduatorie provinciali o di circolo (come le graduatorie di prima o di terza fascia ATA), quel periodo di assistenza si traduce in un danno professionale: zero punti per il servizio non prestato fisicamente a scuola.

Il paradosso del congedo straordinario: stipendio sì, punteggio no

Il congedo straordinario biennale, disciplinato dall'articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo 151/2001, è una delle misure cardine per il supporto alle famiglie che assistono persone con disabilità grave (ai sensi della Legge 104/1992). Durante i mesi di astensione dal lavoro, il dipendente scolastico percepisce un'indennità e beneficia della contribuzione figurativa ai fini pensionistici.

Il problema sorge quando si passa alla valutazione dei titoli di servizio per le supplenze o per i ruoli del personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici). Mentre altri istituti di tutela della genitorialità e della famiglia – come il congedo parentale o l'astensione obbligatoria per maternità – vengono valutati regolarmente come servizio effettivo ai fini del punteggio, il congedo straordinario per assistenza disabili viene escluso dal computo del punteggio di servizio.

Una contraddizione evidente, come sottolinea il coordinatore nazionale di Evoluzione ATA, Luigi Bruno: "Hai diritto ad assistere tuo figlio, tua madre, tuo padre, tuo coniuge o un altro familiare con disabilità grave. Ma quello stesso Stato poi ti presenta il conto sul piano professionale: niente punteggio di servizio".

La lettera aperta a Faraone e Renzi

La mobilitazione del sindacato prende le mosse da un fatto di attualità e di forte sensibilità sociale: le recenti dichiarazioni del deputato Davide Faraone sulla figlia Sara e il dibattito politico attorno alla riforma costituzionale che punta a modificare gli articoli 3 e 38 della Costituzione, sostituendo termini ormai superati con un riferimento esplicito e dignitoso alla disabilità.

Evoluzione ATA, pur esprimendo piena solidarietà a Faraone per gli attacchi ricevuti e sostenendo il valore simbolico della riforma della Carta, chiede che la tutela delle persone con disabilità si traduca in atti normativi concreti per chi, ogni giorno, lavora nella scuola e assiste i propri cari a casa.

"La dignità delle persone con disabilità non si tutela soltanto attraverso il linguaggio. Si tutela garantendo servizi, assistenza, inclusione. Si tutela mettendo le persone nelle condizioni concrete di esercitare i propri diritti", si legge nel testo della lettera aperta inviata ai due parlamentari.

Il sindacato evidenzia inoltre il ruolo cruciale che il personale ATA, in particolare i collaboratori scolastici, svolge quotidianamente per garantire l'inclusione degli alunni con disabilità all'interno degli istituti, spesso in condizioni di forte precarietà e con livelli salariali tra i più bassi d'Europa.

La proposta di emendamento al Decreto PA

Per superare questa disparità, Evoluzione ATA ha annunciato di aver predisposto una proposta di emendamento da inserire nel primo provvedimento legislativo utile, nello specifico il Decreto PA. L'obiettivo della modifica è semplice: equiparare, ai fini della valutazione del servizio nelle graduatorie scolastiche del personale ATA, i periodi di congedo straordinario ex art. 42 comma 5 del D.Lgs. 151/2001 a quelli degli altri congedi tutelati, garantendo così il pieno riconoscimento del punteggio.

L'appello rivolto a Italia Viva è quello di farsi promotrice di questa istanza in Parlamento, trasformando la sensibilità dimostrata sul tema della disabilità in un'iniziativa legislativa concreta che eviti ai lavoratori della scuola di dover scegliere tra il dovere morale e affettivo di assistere un familiare e la tutela del proprio futuro professionale.

Cosa cambia per il personale ATA in attesa di novità

Fino a quando non interverrà una modifica legislativa o una specifica indicazione ministeriale nei decreti di aggiornamento delle graduatorie, la situazione rimane bloccata. Di seguito viene riassunto come vengono attualmente trattati i principali congedi nelle graduatorie ATA per quanto riguarda il punteggio:

Tipologia di congedo / assenza Valutazione del punteggio nelle graduatorie ATA
Congedo di maternità (obbligatorio) Valutato interamente ai fini del punteggio (se in costanza di nomina)
Congedo parentale (maternità facoltativa) Valutato interamente ai fini del punteggio (nei limiti previsti)
Congedo straordinario biennale (Legge 104) Non valutato ai fini del punteggio di servizio nelle graduatorie

Per i supplenti precari della scuola, la perdita anche solo di pochi mesi di punteggio può significare la retrocessione di decine di posizioni in graduatoria, con il rischio concreto di perdere la possibilità di ottenere un nuovo incarico l'anno successivo. Per questo motivo, la richiesta di un intervento normativo immediato rappresenta una priorità assoluta per migliaia di assistenti e collaboratori scolastici costretti a farsi carico della cura dei propri familiari con disabilità grave.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito vocedellascuola.it.

Tags: Ata disabilità graduatorie
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