Cercare una stanza singola a Padova richiede ormai una spesa media di 496 euro al mese. A confermarlo è l'ultima indagine curata da Immobiliare.it Insights sul mercato degli alloggi nelle principali città universitarie italiane, che colloca il capoluogo euganeo al sesto posto a livello nazionale tra i centri più onerosi per chi studia o lavora da fuori sede.
Mentre la comunità studentesca si prepara all'avvio del nuovo anno accademico e migliaia di giovani cercano una sistemazione abitativa, il quadro tracciato dagli analisti evidenzia una leggera flessione dei prezzi rispetto all'anno scorso, ma con valori complessivi che restano decisamente elevati rispetto al passato recente.
I numeri del mercato: la crescita in due anni
Rispetto ai 502 euro medi registrati nell'agosto del 2025, il canone di una singola a Padova mostra una lieve riduzione dell'1,1%. Un segnale di apparente assestamento che tuttavia non riassorbe i forti rincari accumulati in precedenza. Nel confronto con l'agosto 2024, quando la locazione di una stanza si attestava mediamente a 442 euro, il prezzo risulta aumentato di 54 euro al mese (+12,2%), determinando un aggravio annuale di oltre 600 euro sui bilanci familiari.
A commentare questo scenario è Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova:
«Il piccolo arretramento dell’ultimo anno è certamente un segnale positivo, ma non deve farci dimenticare il punto da cui siamo partiti. In appena due anni siamo passati da 442 a quasi 500 euro per una stanza. Significa oltre 600 euro in più all’anno rispetto al 2024 per uno studente o un giovane lavoratore».
Il paradosso tra domanda e offerta
L'aspetto più singolare emerso dall'analisi riguarda l'evoluzione contemporanea di prezzi, disponibilità e richieste di mercato. Nel corso degli ultimi due anni, l'offerta di stanze singole a Padova ha registrato un incremento significativo: dopo il balzo dell'89% rilevato nel 2025, nel 2026 la disponibilità di alloggi è cresciuta ulteriormente del 5,4%.
Parallelamente, la pressione della domanda si è alleggerita, mettendo a segno un calo del 15,5% nell'ultimo anno (dopo la contrazione del 9% nel 2025 e del 32% nel 2024). Nonostante l'aumento delle soluzioni sul mercato e una richiesta meno aggressiva, i costi mensili mantengono valori decisamente superiori rispetto al 2024.
Come puntualizza Silvia Dell'Uomo, presidente degli agenti immobiliari di Fimaa Confcommercio Padova:
«Il risultato è quasi un paradosso: rispetto a due anni fa abbiamo molta più offerta e una domanda meno aggressiva, ma una stanza costa comunque il 12% in più. Questo è probabilmente il dato più interessante dell’indagine».
Il confronto nazionale: Padova al sesto posto
Il panorama italiano del mercato delle stanze si conferma estremamente disomogeneo. A livello nazionale la media ponderata del canone per una singola si attesta a 575 euro al mese, in calo del 6,2% rispetto ai 613 euro del 2025. Milano si conferma la città più cara d'Italia, mentre Padova si posiziona subito a ridosso delle prime cinque piazze nazionali.
| Città | Canone medio mensile (2026) |
|---|---|
| Milano | 704 € |
| Firenze | 627 € |
| Roma | 615 € |
| Bologna | 585 € |
| Bergamo | 504 € |
| Padova | 496 € |
| Torino | 479 € |
| Brescia | 478 € |
| Verona | 473 € |
| Venezia | 456 € |
Non solo studenti: l'impatto sui lavoratori
Se tradizionalmente la questione del caro-affitti viene legata agli immatricolati e agli universitari fuori sede, le ripercussioni di un listino da 500 euro al mese si estendono all'intero tessuto socio-economico del territorio. L'accessibilità della casa rappresenta infatti un nodo cruciale anche per giovani docenti, personale scolastico con contratti a tempo determinato, dipendenti del terziario e lavoratori alle prime esperienze professionali che si trasferiscono in città.
Un costo casa sproporzionato rischia così di trasformarsi in un deterrente per l'attrattività lavorativa di Padova. Come ribadito dalla presidenza di Confcommercio Padova, la sostenibilità delle locazioni impatta direttamente sulla possibilità di reclutare risorse umane nelle imprese e nei servizi territoriali.
Le proposte per riequilibrare il mercato
Per mitigare la pressione sui costi abitativi, le rappresentanze di categoria sottolineano la necessità di interventi strutturali. Tra le priorità individuate figurano:
- L'ampliamento dell'offerta residenziale accessibile: incremento delle soluzioni abitative a canone concordato o agevolato.
- Il recupero del patrimonio immobiliare sfitto: rigenerazione di locali e appartamenti attualmente inutilizzati nel tessuto urbano.
- Tutele contrattuali per i locatori: strumenti di garanzia che incentivino i proprietari a immettere gli immobili sul circuito delle locazioni a lungo termine.
- Sinergia istituzionale: collaborazione stretta tra Comune, Università e mondo economico per pianificare politiche abitative sostenibili.
Evitare che i costi di permanenza vanifichino la capacità di attrazione della città rimane la sfida principale per garantire diritto allo studio e competitività economica nell'anno accademico in arrivo.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito tgpadova.telenuovo.it.




