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Docenti

Burnout dei docenti: nuovo allarme per la salute mentale

16 agosto 2026 di Francesco Perrone

Quasi la metà degli insegnanti della scuola secondaria soffre di stress da lavoro e un docente su quattro dichiara conseguenze negative sulla propria salute mentale. A confermarlo è un recente studio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), che riporta al centro del dibattito il fenomeno del burnout nel mondo dell'istruzione, una realtà con cui i docenti italiani fanno i conti quotidianamente tra burocrazia, precarietà e retribuzioni non adeguate.

L'analisi europea evidenzia come la professione docente sia esposta a rischi psicosociali specifici e complessi, ben diversi da quelli riscontrabili nei settori d'ufficio o industriali. L'attività quotidiana in classe richiede infatti una costante combinazione di sforzi quantitativi, cognitivi ed emotivi.

I numeri del disagio: cosa dice lo studio europeo

I dati emersi dall'indagine dell'Agenzia europea delineano un quadro chiaro sulle condizioni di lavoro negli istituti scolastici:

Secondo il report, questi fattori di rischio non danneggiano soltanto il benessere dei singoli lavoratori, ma finiscono per compromettere la qualità complessiva dell'insegnamento, la permanenza dei docenti nella professione e la stessa continuità didattica per gli studenti.

La situazione italiana: carico burocratico, precarietà e retribuzioni

In Italia, l'allarme sulla salute psicofisica del personale docente non costituisce un tema nuovo. Da oltre vent'anni il medico milanese Vittorio Lodolo D’Oria denuncia la sovraesposizione degli insegnanti al burnout e alle patologie psichiatriche correlate all'attività lavorativa, evidenziando la scarsità di tutele preventive finora attivate nel nostro Paese.

Nel contesto scolastico nazionale, l'accumularsi delle criticità ha aggravato la pressione sui docenti. Tra le principali fonti di stress figurano:

Le buone pratiche in Europa e il diritto alla disconnessione

Per contrastare i rischi psicosociali nell'insegnamento, diversi Paesi europei hanno avviato interventi mirati. Lo studio richiama varie esperienze virtuose:

Per quanto riguarda l'Italia, il report cita come elemento positivo l'introduzione del diritto alla disconnessione nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), clausola stabilita per porre confini chiari tra lavoro e vita privata ed evitare l'obbligo di consultare comunicazioni e circolari al di fuori dell'orario di servizio.

Cosa fare adesso: prevenzione e tutela della salute

Il tema della salute mentale nella scuola richiede risposte concrete da parte delle istituzioni per passare dalla gestione dell'emergenza alla prevenzione strutturale. Tra le priorità individuate dagli addetti ai lavori figurano:

  1. Semplificazione amministrativa: ridurre il carico di adempimenti burocratici per restituire centralità alla didattica;
  2. Presidio medico e monitoraggio: attivare canali strutturati per la sorveglianza sanitaria preventiva nei luoghi di lavoro;
  3. Supporto psicologico: garantire sportelli di ascolto e percorsi formativi per la gestione dello stress e dei conflitti;
  4. Valorizzazione economica: riallineare le retribuzioni alla media europea per restituire adeguato riconoscimento al ruolo educativo.

Per approfondire le disposizioni generali in materia di organizzazione e salute nel comparto scolastico è possibile consultare i portali ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito e di Normattiva.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito repubblica.it.

Tags: cronaca docenti salute mentale
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