La Regione Piemonte ha confermato lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per l'anno educativo 2026/2027, destinati all'ampliamento degli orari di apertura dei nidi comunali. La misura, che coinvolge 77 Comuni su tutto il territorio regionale, mira a fornire un supporto concreto alle famiglie nella gestione del tempo tra lavoro e cura dei figli, promuovendo al contempo l'occupazione femminile e il benessere dei più piccoli.
Grazie a questi fondi, i genitori piemontesi potranno contare su servizi educativi più flessibili, con la possibilità di usufruire di aperture prolungate durante la settimana, il sabato mattina o nel corso delle pause didattiche natalizie. L'iniziativa si inserisce in una strategia di lungo periodo che vede la Regione impegnata nel contrasto alla denatalità e nel sostegno ai piccoli centri abitati.
Cosa cambia per le famiglie nel 2026/2027
L'obiettivo principale del finanziamento è rendere i nidi non solo luoghi di educazione e crescita, ma anche strumenti attivi di welfare territoriale. I Comuni beneficiari utilizzeranno le risorse per abbattere i costi di gestione legati all'estensione oraria, evitando così che l'aumento del servizio ricada sulle rette pagate dalle famiglie.
Nello specifico, i progetti approvati permetteranno di attivare diverse modalità di flessibilità:
- Prolungamento pomeridiano: estensione dell'orario giornaliero oltre la fascia standard per agevolare i genitori con turni di lavoro tardivi;
- Apertura del sabato: un servizio prezioso per chi lavora nel settore del commercio o dei servizi;
- Continuità nelle vacanze: apertura dei nidi durante il periodo natalizio e le altre interruzioni del calendario scolastico, momenti spesso critici per l'organizzazione familiare.
La ripartizione dei fondi sul territorio piemontese
Il bando, giunto alla sua sesta edizione, ha visto una partecipazione massiccia degli enti locali. Su 78 progetti presentati, ne sono stati finanziati 77, a dimostrazione della capacità progettuale dei Comuni piemontesi. La distribuzione geografica dei contributi copre tutte le province della regione, con una particolare concentrazione nell'area metropolitana torinese e nel cuneese.
| Provincia | Numero Comuni beneficiari |
|---|---|
| Città metropolitana di Torino | 21 |
| Alessandria | 12 |
| Cuneo | 11 |
| Novara | 11 |
| Asti | 10 |
| Biella | 6 |
| Vercelli | 4 |
| Verbano Cusio Ossola | 2 |
L’iter procedurale seguito dai Comuni per l’accesso a queste risorse si basa sulle deliberazioni della Giunta Regionale che definiscono i criteri di riparto per la misura FSE+. Gli enti locali interessati possono consultare i dettagli tecnici e l'elenco completo dei beneficiari all'interno del bando specifico per il prolungamento orario, i cui atti amministrativi e le relative graduatorie sono pubblicati ufficialmente sul portale della Regione Piemonte per garantire la massima trasparenza sull'impiego dei fondi europei.
L'assessore regionale all'Istruzione e Merito, Daniela Cameroni, ha sottolineato l'importanza di questa scelta politica: "Investire nei nidi è una scelta che guarda al futuro delle famiglie e dei territori. Vogliamo che nessuna amministrazione sia costretta a rinunciare a un servizio fondamentale per mancanza di risorse". Secondo l'assessore, la misura è fondamentale soprattutto per i piccoli Comuni, dove il mantenimento di un nido di qualità può fare la differenza contro lo spopolamento.
Un investimento strutturale dal 2021
Quello annunciato per l'anno 2026/2027 non è un intervento isolato. Dal suo avvio nel 2021, la Regione Piemonte ha investito complessivamente circa 9 milioni di euro attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+). In sei anni, la misura ha coinvolto oltre 350 Comuni e più di 430 nidi, raggiungendo una platea di oltre 3.000 bambini.
L'utilizzo dei fondi europei garantisce la sostenibilità economica di progetti che, altrimenti, graverebbero interamente sui bilanci comunali. La stabilità di questo finanziamento permette alle amministrazioni locali di pianificare l'offerta educativa con maggiore serenità, garantendo standard elevati e personale qualificato anche nelle ore extra.
Cosa devono fare i genitori
Le famiglie residenti nei Comuni beneficiari non devono presentare domanda direttamente alla Regione. Per conoscere le modalità di accesso agli orari prolungati e verificare se il nido frequentato dai propri figli rientri tra quelli potenziati, è necessario rivolgersi agli uffici istruzione del proprio Comune o consultare il sito istituzionale dell'ente locale di riferimento.
Generalmente, le iscrizioni per i servizi integrativi seguono le finestre temporali stabilite dai singoli regolamenti comunali, ma data la pubblicazione degli elenchi dei beneficiari in questo mese di agosto, è probabile che molte amministrazioni aprano i termini per le richieste di orario prolungato proprio nelle prossime settimane, in vista della ripresa di settembre.
Per ulteriori dettagli sulla programmazione regionale e sui criteri di riparto dei fondi FSE+, è possibile consultare la sezione dedicata sul portale ufficiale della Regione Piemonte.




