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Scuola

Piano CIPS: il Ministero cerca una scuola polo nazionale

05 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha avviato le procedure per l’individuazione di un’istituzione scolastica statale che assumerà il ruolo di scuola polo nazionale per l’attuazione del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola (CIPS). Attraverso queste procedure di selezione, l'Amministrazione centrale punta a consolidare la governance di un progetto che, anno dopo anno, è diventato centrale per l'alfabetizzazione iconica e audiovisiva degli studenti italiani.

L’istituto selezionato non avrà soltanto un compito di rappresentanza, ma diventerà il braccio operativo del Ministero per la gestione amministrativa, contabile e organizzativa di una serie di azioni a supporto delle scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di un incarico di alta responsabilità che richiede competenze gestionali consolidate e una pregressa esperienza nella conduzione di progetti su scala nazionale.

Cos’è il Piano CIPS e perché è strategico

Il Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura (MiC), nasce in attuazione della Legge Cinema (Legge 220/2016). L'impianto normativo di riferimento è oggi regolato dal Decreto Interministeriale MIM-MiC n. 143 del 3 agosto 2023, che stabilisce le linee guida per il riparto del "Fondo per il cinema e l'audiovisivo", unitamente ai precedenti decreti direttoriali che hanno disciplinato le fasi di individuazione della scuola polo nazionale per il coordinamento delle azioni previste.

L'obiettivo principale è quello di fornire agli studenti gli strumenti critici per comprendere il linguaggio delle immagini, in un'epoca in cui la comunicazione visiva è predominante. Attraverso finanziamenti specifici, il Piano permette alle scuole di realizzare laboratori, rassegne cinematografiche, corsi di formazione per docenti e collaborazioni con professionisti del settore audiovisivo. In questo contesto, la scuola polo nazionale funge da raccordo tra le decisioni politiche dei due Ministeri e l’applicazione pratica nelle singole autonomie scolastiche.

I compiti della scuola polo nazionale

L’istituzione scolastica che risulterà vincitrice della selezione sarà chiamata a svolgere attività di supporto tecnico-amministrativo di grande rilievo. Secondo quanto previsto dalle disposizioni ministeriali e dai relativi decreti direttoriali, i compiti principali includono:

Requisiti e criteri di selezione

Non tutte le scuole possono ambire a questo ruolo. Le procedure definiscono criteri stringenti per garantire che l'istituto selezionato abbia la solidità necessaria per gestire un carico di lavoro così complesso. Tra i principali criteri di valutazione che la commissione ministeriale prende in esame figurano:

Sotto il profilo tecnico, la selezione si basa su specifiche griglie di valutazione dei titoli che pesano l'esperienza del personale coinvolto e l'efficacia della proposta. Inoltre, tra i requisiti minimi di accesso, è richiesta la documentazione della capacità operativa della struttura, spesso verificata attraverso la gestione di fondi nazionali o europei nel triennio precedente.

È importante sottolineare che la scuola polo nazionale riceverà un apposito finanziamento per coprire i costi di gestione e il personale impegnato nelle attività, come previsto dalle tabelle di rimborso spese per le collaborazioni istituzionali definite dai decreti attuativi.

Come presentare la manifestazione di interesse

Le istituzioni scolastiche interessate devono inviare la propria candidatura seguendo le modalità indicate negli avvisi ufficiali pubblicati sul portale del Ministero. La procedura è interamente telematica e richiede la compilazione di una serie di allegati tecnici che descrivano l'esperienza dell'istituto e le risorse umane che si intendono mettere a disposizione.

Nello specifico, l'inoltro della domanda deve avvenire tramite la piattaforma ministeriale dedicata, inserendo i codici identificativi univoci associati alla procedura di selezione. Le scuole sono tenute a rispettare i termini perentori indicati; l'Amministrazione punta a rendere operativa la scuola selezionata per l'avvio delle attività previste dalla programmazione annuale, in attesa delle relative circolari attuative.

Per consultare il testo integrale delle procedure e monitorare la pubblicazione dei nuovi bandi, è possibile accedere alla sezione dedicata sul portale ministeriale tramite il seguente link ufficiale: Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola - MIM.

Cosa cambia per le altre scuole?

Per la maggior parte dei docenti e dei dirigenti scolastici, l'individuazione della scuola polo nazionale rappresenta una garanzia di continuità. Una volta operativa, la scuola polo supporterà la diffusione delle circolari e delle linee guida per i nuovi bandi rivolti a tutti gli istituti. Chi desidera avviare progetti di cinema in classe, dunque, potrà fare riferimento a questo centro di coordinamento per ricevere supporto e chiarimenti normativi.

Il Ministro Giuseppe Valditara ha più volte ribadito l'importanza di queste iniziative per "riportare la bellezza e la cultura cinematografica all'interno dei percorsi formativi, sottraendo i giovani alla fruizione passiva dei contenuti digitali". Con il consolidamento della scuola polo, il Piano CIPS prosegue le sue attività con una struttura organizzativa definita nel quadro della collaborazione tra MIM e MiC.

In sintesi per le segreterie:
  • Oggetto: Selezione scuola polo nazionale Piano CIPS.
  • Atto di riferimento: Decreto Interministeriale n. 143/2023 e successivi Avvisi ministeriali.
  • Scadenza: Verificare i termini perentori all'interno degli allegati tecnici di ciascun avviso.
  • Azione richiesta: Eventuale delibera del Collegio Docenti e del Consiglio di Istituto per la partecipazione alla selezione.

L'attenzione del Ministero verso il cinema a scuola conferma la volontà di investire in competenze trasversali che vadano oltre il programma tradizionale, puntando su una didattica innovativa ed esperienziale.

Tags: ministero istruzione normativa cinema
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