Nelle luci del campus universitario di Fisciano si è chiusa ufficialmente la nona edizione degli European Universities Games (EUG 2026), la più imponente manifestazione sportiva accademica del continente, approdata per la prima volta nella storia in Italia. Sabato 1° agosto la cerimonia di chiusura in Piazza del Sapere ha scandito il termine di due settimane intense di gare, incontro tra culture e condivisione tra migliaia di studenti-atleti giunti da ogni angolo d'Europa.

Per due settimane gli spazi dell'Università degli Studi di Salerno e delle strutture sportive del territorio campano si sono trasformati in un villaggio olimpico universitario a cielo aperto, dove la dimensione agonistica ha camminato di pari passo con la vita di campus, lo scambio culturale e la ricerca didattica.

La festa di chiusura in Piazza del Sapere

La serata conclusiva del 1° agosto ha visto sfilare le delegazioni universitarie nel cuore dell'ateneo salernitano. Piazza del Sapere, luogo simbolo della quotidianità studentesca di Fisciano, ha accolto le atlete, gli atleti, i volontari e i quadri tecnici per i saluti istituzionali dell'EUSA (European University Sports Association), del Comitato Organizzatore e delle autorità accademiche e locali.

Tra applausi e momenti di grande emozione, il protocollo ufficiale ha vissuto il suo momento culminante con lo spegnimento del braciere e l'ammainacollo della bandiera dell'EUSA, che è stata solennemente consegnata ai rappresentanti della città croata di Spalato, sede designata per ospitare la prossima edizione dei Giochi universitari europei nel 2028.

Un modello di integrazione tra sport e vita universitaria

L'appuntamento di Salerno non ha rappresentato soltanto un evento agonistico di vertice per lo sport universitario, ma un vero e proprio laboratorio d'integrazione europea. Centinaia di atenei si sono confrontati su decine di discipline differenti, mettendo al centro del progetto i valori del dual career, ovvero la capacita degli studenti di conciliare al massimo livello la carriera accademica con quella sportiva.

A fare da collante organizzativo è stata la straordinaria risposta della comunità universitaria salernitana: studenti e volontari hanno presidiato campi di gara, accoglienza e trasporti, garantendo un supporto costante a tutte le delegazioni straniere.

Per la rete accademica italiana e per l'Ateneo di Salerno si chiude un appuntamento storico che lascia in eredità strutture sportive riqualificate, una rete internazionale di relazioni consolidata e la testimonianza di come l'università possa essere luogo d'eccellenza non solo per lo studio e la ricerca, ma anche per i valori formativi e sociali dello sport.