Il Ministero dell'Istruzione e del Merito sta lavorando alla definizione della nuova organizzazione dei Gruppi per l'Inclusione Territoriale (GIT), ma le ipotesi sui numeri sollevano perplessità tra gli addetti ai lavori. Secondo le recenti bozze di discussione e gli schemi di decreto oggetto di confronto con le sigle sindacali, la dotazione organica dei docenti esperti destinati a supportare le scuole nei processi di inclusione potrebbe subire una contrazione, passando da una stima di 405 unità a 373. Una riduzione che preoccupa il settore, a fronte di un numero di alunni con disabilità nelle scuole italiane che, secondo le rilevazioni statistiche più recenti, tende a una crescita costante verso la soglia delle 330.000 unità.
Cosa sono i GIT e perché la loro efficienza è fondamentale
I Gruppi per l'Inclusione Territoriale sono stati istituiti con l'obiettivo di offrire un supporto concreto alle istituzioni scolastiche nella redazione del Piano per l'Inclusione e nell'utilizzo dei sostegni didattici. L'istituzione e il funzionamento effettivo dei GIT a livello provinciale sono regolati dal Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66 (in particolare dagli articoli 9 e 15) e dalle successive modifiche introdotte dal D.Lgs. 96/2019, che ne definiscono i compiti di supporto alle scuole nella pianificazione dell'inclusione.
Composti da docenti esperti, i GIT hanno il compito di coadiuvare i dirigenti scolastici e i Gruppi di Lavoro per l'Inclusione (GLI) nel definire le strategie più efficaci per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità. L'importanza di questi organismi è cresciuta parallelamente alla complessità della normativa sull'inclusione, che richiede competenze sempre più specifiche per la gestione dei PEI (Piani Educativi Individualizzati) e per l'interazione con le ASL e gli enti locali. Un'eventuale riduzione del numero di esperti comporterebbe un aumento del carico di lavoro per ogni singolo componente del gruppo, con il rischio di dilatare i tempi di intervento.
La protesta dei sindacati: "Un segnale contraddittorio"
Le principali sigle sindacali hanno espresso preoccupazione riguardo alle ipotesi di riduzione dell'organico. La FLC CGIL ha sottolineato come un eventuale decremento sia in contrasto con le reali esigenze del sistema scolastico. "Mentre il numero di alunni con certificazione aumenta costantemente, la risposta non può essere la riduzione del personale esperto che dovrebbe garantire la qualità dell'inclusione", evidenziano le rappresentanze sindacali. La preoccupazione principale riguarda la capacità dei GIT di essere realmente operativi su territori spesso vasti e frammentati.
Anche l'Anief ha preso posizione durante i recenti incontri al Ministero, guidato da Giuseppe Valditara. Il sindacato ha ribadito la necessità di non depotenziare le risorse destinate all'inclusione, chiedendo invece un consolidamento strutturale. Secondo l'Anief, la stabilità dei docenti esperti nei GIT è un requisito essenziale: "Senza risorse certe e personale numericamente adeguato, i GIT rischiano di rimanere uffici burocratici lontani dalle aule dove si costruisce l'integrazione quotidiana".
I numeri in discussione: l'analisi delle tendenze
I dati degli ultimi anni scolastici confermano un trend di crescita: gli alunni con disabilità frequentanti le scuole statali e paritarie si avvicinano progressivamente alla soglia delle 330.000 unità. In questo contesto, l'ipotesi di una contrazione di 32 docenti esperti viene letta come una scelta legata a vincoli di bilancio piuttosto che a esigenze pedagogiche.
La tabella seguente riassume la variazione ipotizzata negli ultimi schemi di riorganizzazione:
| Parametro | Configurazione di riferimento | Ipotesi di nuova configurazione | Variazione ipotizzata |
|---|---|---|---|
| Docenti esperti GIT | 405 | 373 | -32 |
| Alunni con disabilità | In costante aumento | Verso 330.000 | Trend in crescita |
Il Ministero valuta queste rimodulazioni nell'ottica di una razionalizzazione delle risorse, ma per le scuole il timore è quello di un minor numero di consulenze specialistiche disponibili. I docenti esperti dei GIT, infatti, non si occupano solo di monitoraggio, ma dovrebbero essere figure di riferimento per la formazione dei colleghi e per l'implementazione delle migliori pratiche didattiche inclusive.
Cosa potrebbe cambiare per le scuole
Con l'applicazione dei nuovi assetti organizzativi, che dovrebbero entrare a regime in attesa delle circolari applicative definitive, i GIT potrebbero trovarsi a operare con ranghi ridotti. Questo scenario potrebbe comportare:
- Minore frequenza delle visite di supporto: I docenti esperti potrebbero trovarsi a seguire un numero maggiore di istituzioni scolastiche contemporaneamente.
- Tempi più lunghi per il supporto alla progettazione: La consulenza sulla redazione dei PEI potrebbe risentire della riduzione del personale dedicato.
- Carico burocratico: Il rischio è che l'attività dei GIT si sposti maggiormente su compiti di verifica documentale piuttosto che di supporto pedagogico attivo.
Per restare aggiornati sulle circolari applicative e sulle modalità di interazione con i Gruppi per l'Inclusione Territoriale, è possibile consultare la sezione dedicata sul sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Prospettive e richieste del mondo scuola
La richiesta che arriva compattamente da sindacati e associazioni è quella di un investimento che permetta ai GIT di avere un impatto capillare. L'inclusione scolastica, regolata dal quadro normativo del D.Lgs. 66/2017, richiede figure di coordinamento che garantiscano l'omogeneità dei diritti su tutto il territorio nazionale.
In attesa della pubblicazione dei provvedimenti definitivi e delle relative tabelle organiche, il mondo della scuola resta in attesa di conferme ufficiali. L'obiettivo condiviso è evitare che la qualità dell'integrazione scolastica risenta dei vincoli di bilancio, lasciando i docenti di sostegno e i consigli di classe ad affrontare sfide educative sempre più impegnative senza il necessario supporto territoriale.
Cosa fare adesso
I dirigenti scolastici e i referenti per l'inclusione sono invitati a monitorare le comunicazioni degli Uffici Scolastici Regionali (USR), i quali provvederanno alla nomina dei componenti dei GIT sulla base delle disponibilità organiche che verranno ufficializzate. È fondamentale segnalare tempestivamente eventuali criticità nella gestione dei casi più complessi che richiederebbero l'intervento degli esperti territoriali.