Supporto psicologico e pedagogico al centro dell'azione educativa in Lombardia. A partire da ieri, lunedì 27 luglio, le reti scolastiche lombarde hanno la possibilità di presentare la propria candidatura per attivare gli spazi denominati “Scuola in ascolto”. L’iniziativa, promossa dalla Regione, punta a rafforzare il benessere all'interno degli istituti, offrendo un punto di riferimento concreto per studenti, famiglie e personale scolastico.
Il progetto, che copre il triennio 2026-2029, si inserisce in un quadro di interventi mirati a prevenire il disagio giovanile e a promuovere un clima sereno negli ambienti di apprendimento. Complessivamente, la Regione ha stanziato 3,738 milioni di euro, risorse destinate a sostenere le attività di 52 reti territoriali che verranno selezionate attraverso l'avviso pubblico.
Obiettivi del progetto "Scuola in ascolto"
L’attivazione di questi sportelli risponde alla crescente necessità di integrare le competenze psicologiche e pedagogiche nel sistema scolastico. Gli spazi di ascolto non si limitano a una funzione di emergenza, ma si configurano come presidi stabili di consulenza, capaci di affiancare il lavoro quotidiano dei docenti e di supportare i nuclei familiari nelle fasi di crescita e di eventuale difficoltà.
Le attività finanziate includono:
- Consulenza psicologica dedicata agli studenti per la gestione delle fragilità emotive e relazionali.
- Supporto pedagogico per il personale docente, utile a implementare strategie didattiche inclusive.
- Percorsi di orientamento e mediazione per le famiglie, per facilitare il dialogo scuola-casa.
Come partecipare
L'avviso pubblico, consultabile ufficialmente sul portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia, definisce le modalità per la creazione delle reti. Gli istituti scolastici interessati devono operare in forma aggregata, costituendo reti territoriali che permettano di ottimizzare le risorse e garantire una copertura capillare del servizio su base provinciale o di ambito.
La procedura richiede la presentazione di un progetto che delinei chiaramente le modalità di accesso allo sportello, le figure professionali coinvolte e i tempi di erogazione del servizio all'interno dell'orario scolastico o in momenti dedicati. È fondamentale che ogni rete identifichi un istituto capofila, incaricato di gestire la rendicontazione e i rapporti con l'amministrazione regionale.
Un investimento per il prossimo triennio
La programmazione triennale (2026-2029) garantisce una continuità operativa che spesso è mancata nei progetti a breve termine. Questa stabilità permette alle scuole di costruire relazioni di fiducia durature con gli esperti, garantendo agli studenti un punto di riferimento costante nel tempo. La selezione delle 52 reti avverrà sulla base di criteri qualitativi che premiano l'integrazione con i servizi sociali del territorio e la capacità di intercettare i bisogni specifici del contesto scolastico di riferimento.
Si consiglia alle segreterie scolastiche e ai dirigenti di verificare con attenzione i requisiti tecnici indicati nell'avviso, in quanto la corretta costituzione della rete territoriale è condizione essenziale per l'ammissione al finanziamento. Le prossime settimane saranno cruciali per la definizione dei partenariati e la redazione delle proposte progettuali.




