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Scuola

Studenti plusdotati: come riconoscerli e supportarli a scuola

27 luglio 2026 di Francesco Perrone

Riconoscere precocemente un alunno plusdotato è il primo passo fondamentale per evitare che il suo talento si trasformi in un disagio relazionale o in un paradosso scolastico: l'abbandono precoce. In Italia, gli studenti "gifted" (ad alto potenziale cognitivo) sono ufficialmente inseriti nell'area dei Bisogni Educativi Speciali (BES), il che permette alle istituzioni scolastiche di attivare percorsi personalizzati per valorizzare le loro capacità.

Nonostante la sensibilità sul tema sia cresciuta negli ultimi anni, molti di questi ragazzi continuano a sentirsi "fuori posto". Recentemente, diverse cronache nazionali hanno riportato storie di studenti che, come la piccola Simona di otto anni, già in età prescolare mostravano competenze eccezionali nella lettura e nella scrittura, ma che una volta seduti tra i banchi hanno iniziato a "spegnersi" o a nascondere le proprie abilità per non sentirsi diversi dai compagni. Per evitare che questo accada, è necessario che docenti e genitori conoscano gli strumenti normativi e pedagogici a disposizione.

Chi sono gli studenti plusdotati: oltre il mito del "primo della classe"

Esiste un malinteso comune secondo cui lo studente plusdotato sia necessariamente l'alunno che ottiene sempre il massimo dei voti in ogni materia. In realtà, la plusdotazione è un fenomeno complesso che riguarda circa il 5% della popolazione scolastica e si manifesta con un quoziente intellettivo (QI) superiore a 130, ma anche con caratteristiche emotive e comportamentali specifiche.

Spesso questi studenti presentano una cosiddetta "disincronia evolutiva": se da un lato mostrano capacità cognitive paragonabili a quelle di un adulto, dall'altro mantengono reazioni emotive coerenti con la loro età anagrafica. Questa discrepanza può generare frustrazione. Inoltre, il pensiero degli studenti gifted è spesso di tipo "divergente" o "arborescente": non procedono in modo lineare, ma collegano concetti apparentemente distanti tra loro, il che può essere scambiato erroneamente per distrazione o mancanza di metodo.

La normativa italiana: la Nota MIM n. 562/2019

Il punto di riferimento normativo per la gestione di questi alunni è la Nota n. 562 del 3 aprile 2019. Con questo documento, il Ministero dell'Istruzione ha chiarito che gli studenti con alto potenziale intellettivo rientrano a pieno titolo nell'area dei Bisogni Educativi Speciali (BES).

Questa classificazione ha implicazioni pratiche molto importanti:

Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) per i gifted

Sebbene per gli alunni BES non certificati da una disabilità o da un DSA la redazione del PDP sia una scelta deliberata dal Consiglio di Classe (e non un obbligo assoluto come per i DSA), nel caso della plusdotazione è fortemente raccomandata. Il PDP per un alunno gifted non serve a semplificare il programma, ma a renderlo stimolante.

All'interno di un PDP efficace dovrebbero trovare spazio strategie come la didattica a stazioni, l'apprendimento cooperativo e il peer tutoring (l'alunno plusdotato aiuta i compagni, consolidando così le proprie competenze sociali). È fondamentale che il piano sia condiviso con la famiglia e, dove possibile, supportato da una valutazione clinica effettuata da psicologi esperti in alto potenziale.

Cosa possono fare i docenti e le famiglie

Per il prossimo anno scolastico 2026/2027, l'obiettivo delle istituzioni è potenziare la formazione del personale. I docenti non devono temere la plusdotazione, ma vederla come una risorsa per l'intera classe. Ecco alcuni consigli pratici:

Le famiglie, dal canto loro, dovrebbero mantenere un dialogo costante con la scuola, evitando contrapposizioni ma portando all'attenzione dei docenti le peculiarità del figlio osservate in ambito extrascolastico. In presenza di segnali chiari, è opportuno rivolgersi a centri specializzati per una valutazione cognitiva che possa fornire alla scuola una base scientifica su cui costruire il percorso educativo.

"Il diritto all'istruzione non significa dare a tutti la stessa cosa, ma dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno per sviluppare il proprio potenziale."

In attesa di ulteriori linee guida che potrebbero essere emanate dal Ministero nelle prossime settimane per l'aggiornamento dei protocolli di inclusione, resta fondamentale il ruolo della comunità educante nel riconoscere che l'eccellenza, se non coltivata, rischia di diventare un peso insostenibile per chi la possiede.

Tags: cronaca plusdotazione bes
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