A undici anni esatti dall’approvazione della Legge 107/2015, nota come "La Buona Scuola", il bilancio per migliaia di insegnanti della classe di concorso A046 (Scienze giuridico-economiche) è drammatico. Nonostante il passare degli anni e l'avvicendarsi di diversi governi, una fetta consistente di questi professionisti vive ancora una condizione di "esilio" forzato, prestando servizio a centinaia di chilometri dalla propria residenza. Una situazione che non ha solo risvolti psicologici e familiari, ma che si traduce in un vero e proprio salasso economico: secondo le stime sindacali, il costo cumulato per un docente fuori sede dal 2015 a oggi può sfiorare i 170.000 euro.
L'eredità della Legge 107 e il caso A046
Il piano straordinario di immissioni in ruolo previsto dalla Legge 13 luglio 2015, n. 107, ha rappresentato per molti il traguardo del tempo indeterminato, ma per la classe A046 si è trasformato in una trappola geografica. Molti docenti, pur di ottenere il ruolo, hanno accettato sedi in regioni lontane, confidando in una mobilità interprovinciale che, per questa specifica classe di concorso, è rimasta quasi totalmente bloccata per oltre un decennio.
Il motivo risiede nella scarsità di cattedre disponibili nelle regioni del Sud e del Centro, dovuta ai tagli operati dalle riforme precedenti che hanno ridotto drasticamente l'insegnamento del diritto e dell'economia negli istituti tecnici e professionali. Senza posti vacanti in organico di diritto, il rientro definitivo attraverso i trasferimenti è diventato un miraggio statistico.
Il calcolo dell'esilio: perché si arriva a 170.000 euro
Parlare di 170.000 euro di spese non è un'esagerazione iperbolica, ma il risultato di un calcolo analitico basato sui costi medi sostenuti da un docente fuori sede in undici anni di servizio (2015-2026). Se analizziamo le voci di spesa principali, il quadro appare chiaro:
- Affitto e utenze: Una media di 700-800 euro al mese per un piccolo appartamento o una stanza in città del Nord o grandi aree metropolitane. In 11 anni (calcolando 11 mensilità l'anno), la spesa supera i 90.000 euro.
- Trasporti: Viaggi settimanali o bisettimanali per il ricongiungimento familiare (treni AV, voli, carburante e pedaggi). Una spesa media di 300-400 euro al mese porta il totale a oltre 45.000 euro.
- Doppio mantenimento: La gestione di due nuclei abitativi distinti (spesa alimentare, tasse locali, manutenzioni) incide per almeno altri 30.000 euro nel decennio.
Queste cifre, sommate, dimostrano come gran parte dello stipendio percepito venga immediatamente "restituito" al sistema per permettere la prestazione lavorativa, riducendo drasticamente il potere d'acquisto e la capacità di risparmio di questi dipendenti pubblici.
Assegnazioni provvisorie: l'unica (precaria) ancora di salvezza
In questo scenario, lo strumento dell'assegnazione provvisoria rimane l'unica via per tornare a casa, seppur temporaneamente. Proprio in queste settimane di luglio 2026, si stanno definendo le procedure per le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie per l'anno scolastico 2026/2027.
Nello specifico, per l'anno scolastico 2026/2027, le operazioni di mobilità annuale sono regolate dall'Ordinanza Ministeriale (OM) emanata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito in attuazione del CCNI vigente. In merito alle modalità di invio, si ricorda che la presentazione delle istanze deve essere effettuata esclusivamente in via telematica attraverso il portale Istanze Online (POLIS) del Ministero, che rappresenta l'unico canale ufficiale e obbligatorio per l'inoltro delle domande. Secondo quanto previsto per questa tornata, la finestra temporale per la presentazione delle istanze è stata indicativamente programmata tra la metà di giugno e i primi giorni di luglio 2026, con le operazioni di assegnazione che dovranno concludersi entro la fine di agosto per garantire il regolare avvio delle lezioni.
Tuttavia, l'assegnazione provvisoria presenta forti limiti:
- Viene concessa solo su organico di fatto, ovvero su posti che non sono stabili ma che si rendono disponibili anno per anno.
- Non garantisce la continuità didattica, poiché il docente può cambiare scuola ogni settembre.
- Mantiene il docente in una condizione di incertezza perenne, con la domanda da ripresentare annualmente e il rischio costante di dover ripartire per la sede di titolarità.
"Siamo i dimenticati della scuola italiana. Abbiamo garantito il funzionamento degli istituti in tutto il Paese, ma dopo undici anni lo Stato non ha ancora trovato una soluzione strutturale per permetterci di insegnare nelle nostre terre d'origine", spiegano i coordinamenti dei docenti A046.
Cosa cambia con i nuovi decreti e il futuro della A046
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, ha introdotto negli ultimi anni alcune deroghe ai vincoli di mobilità, specialmente per i docenti con figli piccoli o situazioni di disabilità (Legge 104/92). Tuttavia, per la generalità dei docenti A046, il problema resta l'assenza fisica di cattedre nei quadri orari.
Le ultime note ministeriali riguardanti gli organici confermano una timida inversione di tendenza grazie al potenziamento dell'educazione civica e all'introduzione di nuovi moduli di diritto nel biennio di alcuni indirizzi, ma i numeri sono ancora insufficienti a svuotare le graduatorie dei trasferimenti interprovinciali.
Cosa fare adesso
Per i docenti interessati alle operazioni di mobilità annuale, è fondamentale monitorare i portali degli Uffici Scolastici Regionali (USR) di riferimento. Le scadenze per le assegnazioni provvisorie sono solitamente fissate entro la fine di luglio, con le pubblicazioni delle graduatorie provvisorie previste per la prima metà di agosto.
Per approfondimenti sulle procedure di ricongiungimento e sui criteri di precedenza, è possibile consultare l'area dedicata sul sito ufficiale del Ministero mim.gov.it o rivolgersi alle sedi sindacali territoriali per la verifica del punteggio e la compilazione delle istanze online.