Chi punta a un incarico nelle scuole italiane all'estero deve tenersi pronto in vista della prossima pubblicazione del bando. Secondo quanto anticipato dalle organizzazioni sindacali, come la FLC CGIL, il bando del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) per la selezione dei docenti da inviare oltreconfine è atteso in Gazzetta Ufficiale, sebbene la data esatta di pubblicazione non sia ancora stata ufficialmente confermata nei canali istituzionali. Lo stesso sindacato ha organizzato per martedì 4 agosto alle ore 15:30 un incontro online aperto al personale interessato, per illustrare le previsioni del bando e rispondere ai dubbi.
Attenzione a come vanno lette queste indicazioni: si tratta di notizie e bozze informative, non ancora di un atto pubblicato. Finché il testo non compare ufficialmente in Gazzetta Ufficiale, requisiti, scadenze e posti disponibili non sono definitivi. Il senso pratico dell'attesa, però, è chiaro: chi è interessato deve mettere in ordine i propri documenti, perché una volta pubblicato il bando i tempi di presentazione della domanda saranno stretti e cadranno in pieno agosto.
Di cosa parliamo: non è un concorso per entrare di ruolo
La selezione MAECI non serve per diventare insegnanti. Serve a formare le graduatorie da cui il Ministero degli Esteri attinge per assegnare i posti nelle scuole italiane all'estero, nelle iniziative scolastiche italiane e nelle Scuole europee. È quindi una procedura rivolta a chi è già docente a tempo indeterminato in Italia e vuole ottenere un incarico all'estero per un periodo pluriennale.
La FLC CGIL ha ripetutamente segnalato il ritardo con cui si arriva a questa pubblicazione: negli anni precedenti il bando usciva nei primi mesi dell'anno, mentre stavolta si arriva a estate inoltrata. Il rischio, secondo il sindacato, è che tra domande, colloqui e formazione delle graduatorie definitive gli insegnanti selezionati prendano servizio ad anno scolastico già avviato, con disagi per le sedi estere coinvolte.
Cosa prevedeva la bozza illustrata ai sindacati
Il 22 giugno scorso il MAECI ha presentato alle organizzazioni sindacali la bozza del bando. I punti che seguono derivano da quel testo di confronto, riassunto dalla FLC CGIL: possono cambiare nel testo definitivo, ma danno un'idea attendibile di cosa aspettarsi.
La partecipazione, secondo la bozza, sarebbe riservata ai docenti di ruolo che alla scadenza del bando abbiano maturato almeno tre anni di servizio effettivo in Italia dopo il superamento dell'anno di prova, senza contare l'anno scolastico in corso. La candidatura andrebbe presentata soltanto per la classe di concorso o il posto di titolarità. Restano esclusi, tra gli altri, i docenti che hanno già svolto più di un mandato all'estero o che non possono garantire una permanenza continuativa di sei anni scolastici nella sede assegnata.
A questi si aggiungono due requisiti che è bene verificare subito, perché non si recuperano in pochi giorni:
- una certificazione linguistica almeno di livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento nella lingua prescelta;
- la partecipazione ad almeno un percorso di formazione di 25 ore su intercultura o internazionalizzazione, erogato da enti accreditati.
Le aree linguistiche interessate, sempre stando alla bozza, sono inglese, francese, spagnolo e tedesco, abbinate a un elenco definito di classi di concorso: l'elenco puntuale sarà quello del bando ufficiale.
Tra gli elementi essenziali per la verifica preliminare di candidabilità figurano la specifica dettagliata delle classi di concorso ammesse e la ripartizione dei posti per area geografica o tipologia di scuola (scuole statali e paritarie all'estero, sezioni italiane presso scuole straniere o Scuole europee). La mappa analitica delle cattedre disponibili suddivise per Paese consentirà agli aspiranti di valutare con precisione la propria posizione prima dell'invio dell'istanza.
Domanda e prove: come dovrebbe funzionare
La domanda si presenta esclusivamente online, attraverso il portale SPSE dedicato alla selezione del personale scolastico da destinare all'estero, con autenticazione SPID. Nella bozza il termine è fissato al trentesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: la finestra si chiuderà quindi indicativamente dopo un mese dall'uscita del decreto. Vale la pena non ridursi agli ultimi giorni, perché la compilazione richiede di caricare certificati e attestati.
La selezione, sempre secondo il testo presentato ai sindacati, si articolerebbe in un colloquio in presenza al MAECI a Roma — con verifica delle competenze linguistiche, professionali e interculturali e della conoscenza della normativa sul servizio all'estero — seguito, per i soli candidati che lo superano, dalla valutazione dei titoli. Il colloquio varrebbe fino a 60 punti, con una soglia di superamento a 42; i titoli fino a 40. Le graduatorie definitive avrebbero una validità di nove anni scolastici e verrebbero utilizzate dopo l'esaurimento di quelle ancora vigenti.
Cosa fare adesso
In attesa del testo ufficiale, i passi utili sono pochi e concreti. Verificare di avere i tre anni di servizio effettivo richiesti. Controllare che la certificazione linguistica sia valida e almeno di livello B2. Recuperare l'attestato del corso sull'intercultura o l'internazionalizzazione, se già svolto. Tenere a portata di mano le credenziali SPID.
Per il testo definitivo il riferimento è la Gazzetta Ufficiale, quarta serie speciale "Concorsi ed esami", e la pagina del MAECI dedicata alla selezione del personale scolastico da destinare all'estero.
Chi vuole seguire l'incontro online della FLC CGIL del 4 agosto deve invece registrarsi tramite il modulo indicato dal sindacato: il link dell'assemblea viene inviato via mail agli iscritti alla lista.




