La riforma della disabilità in Italia compie un passo fondamentale verso la sua piena attuazione. Il Decreto Legislativo n. 62 del 3 maggio 2024, che introduce il "Progetto di Vita" per le persone con disabilità, entrerà pienamente a regime su tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027. Per accompagnare questo importante cambiamento, la Regione Toscana si distingue con un’iniziativa pratica: la pubblicazione di un dépliant informativo che chiarisce diritti, procedure di richiesta e, in particolare, il ruolo della scuola in questo nuovo percorso di inclusione.
Il Progetto di Vita: una svolta per l'inclusione
Il "Progetto di Vita" rappresenta il cuore della riforma, attuativa della Legge delega sulla disabilità n. 227/2021. L'obiettivo è superare un approccio frammentato, garantendo una presa in carico completa e integrata della persona con disabilità, secondo una visione unitaria che abbraccia tutti gli aspetti della vita quotidiana. Non è un semplice atto burocratico, ma un percorso personalizzato e partecipato, costruito con la persona e la sua famiglia, che tiene conto dei desideri, delle inclinazioni, delle potenzialità e dei bisogni specifici in ambiti cruciali come l'istruzione, il lavoro, l'abitare, la socialità, la salute e il tempo libero.
Il decreto legislativo 62/2024 introduce un nuovo modello basato su due procedimenti complementari: la valutazione di base e la valutazione multidimensionale della condizione di disabilità. Quest'ultima è funzionale all'elaborazione del Progetto di Vita stesso. Un elemento innovativo è il "budget di progetto", un insieme integrato di risorse umane, professionali, tecnologiche, strumentali ed economiche, pubbliche e private, attivabili anche in seno alla comunità territoriale. È importante notare anche il cambiamento terminologico: la parola "handicap" è stata sostituita dall'espressione "condizione di disabilità", in linea con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
La sperimentazione in corso e l'entrata in vigore nel 2027
L'entrata in vigore del sistema a livello nazionale è fissata per il 1° gennaio 2027, ma già da marzo 2026 è partita una fase di sperimentazione in diverse province italiane. Anche la Toscana ha partecipato a questo percorso sperimentale, in particolare negli ambiti territoriali della provincia di Firenze, come testimoniato dalla Società della Salute Valdinievole. Questa fase preparatoria è cruciale per testare il modello e formare gli operatori coinvolti, per garantire che al momento dell'applicazione su tutto il territorio nazionale, il sistema sia efficiente e uniforme.
Il ruolo centrale della scuola nel Progetto di Vita
Per il mondo dell'istruzione, la riforma comporta cambiamenti significativi. La scuola non è più chiamata solo a predisporre interventi didattici personalizzati, ma a partecipare attivamente alla costruzione di un percorso complessivo che accompagni lo studente verso l'autonomia e l'inclusione sociale. Un rappresentante dell'istituzione scolastica diventerà un componente obbligatorio dell'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) che elabora il progetto di vita dell'alunno.
Il Piano Educativo Individualizzato (PEI), pur rimanendo uno strumento fondamentale, sarà sempre più funzionale e integrato nel più ampio "Progetto di Vita", ampliando la prospettiva verso tutti gli aspetti della partecipazione sociale. La collaborazione tra scuola, famiglia, servizi sanitari ed enti locali diventa ancora più stringente e necessaria per garantire la continuità tra scuola, formazione, lavoro e vita sociale.
Il dépliant della Regione Toscana: una guida pratica
In questo contesto di cambiamento, il dépliant realizzato dalla Regione Toscana (disponibile, ad esempio, tramite l'Azienda USL Toscana Centro e la SdS Valdinievole) si configura come uno strumento prezioso. Il documento, pensato per famiglie e operatori, spiega in modo semplice:
- I diritti delle persone con disabilità nel nuovo quadro normativo.
- Le modalità per richiedere l'attivazione del Progetto di Vita.
- Il ruolo specifico che la scuola è chiamata a svolgere in questo percorso di presa in carico.
Il Progetto di Vita può essere richiesto per chi ha una certificazione ai sensi dell'articolo 3 della Legge n. 104 del 1992, anche se risalente nel tempo, o per chi ha una certificazione della condizione di disabilità rilasciata a seguito della nuova "valutazione di base" introdotta dal decreto legislativo n. 62 del 2024. Il procedimento per la formazione del progetto si conclude entro novanta giorni dall'avvio.
Questa iniziativa toscana sottolinea l'importanza di una corretta informazione e di un accompagnamento concreto per dirigenti scolastici, docenti, GLO e famiglie, affinché la riforma possa tradursi in una reale e tangibile miglioria della qualità della vita delle persone con disabilità.




