Un'ondata di preoccupazione e dissenso sta scuotendo il mondo della scuola pisana, dove le famiglie degli studenti dell'Istituto Santoni si trovano in aperta rivolta. Al centro della protesta, la decisione di trasferire quattro classi dei corsi geometri e agraria dalla sede storica del complesso Marchesi alla succursale di via Possenti, conosciuta anche come edificio Gambacorti. Una scelta che, a pochi mesi dall'inizio del nuovo anno scolastico, sta sollevando dubbi e timori tra i genitori.

Il trasloco inatteso e la rabbia delle famiglie

La notizia dello spostamento, che riguarda le prime e seconde classi degli indirizzi geometri e agraria, è arrivata alle famiglie con un preavviso ritenuto insufficiente e, soprattutto, in un momento cruciale. Secondo quanto riportato da Il Tirreno, la comunicazione ufficiale della decisione è avvenuta solo lo scorso 13 luglio, ben dopo il perfezionamento delle iscrizioni per l'anno scolastico 2026/2027. Questo ritardo ha generato forte malcontento, poiché durante gli open day e le fasi di pre-iscrizione non era stato fatto alcun cenno a questa possibilità.

I genitori lamentano una scarsa trasparenza e una mancanza di coinvolgimento nelle decisioni che riguardano direttamente il percorso formativo dei loro figli. La protesta si è concretizzata anche nell'invio di una lettera certificata alla Provincia di Pisa e alla dirigenza scolastica, in cui vengono contestati i tempi e le modalità del trasferimento.

Dubbi sull'adeguatezza delle nuove strutture

Oltre alla questione comunicativa, le preoccupazioni maggiori delle famiglie riguardano l'idoneità della nuova sede di via Possenti. Nonostante una visita organizzata tre giorni dopo la comunicazione ufficiale, le famiglie hanno riscontrato diverse carenze che mettono in discussione la qualità dell'offerta formativa, soprattutto per indirizzi tecnici che richiedono laboratori specifici e attrezzature adeguate.

Tra le criticità evidenziate figurano la presunta insufficienza di computer nell'aula di informatica, l'assenza di tavoli da disegno indispensabili per i geometri e dubbi sull'adeguatezza dei laboratori scientifici (chimica, fisica e scienze della terra). Anche gli spazi destinati all'attività fisica avrebbero sollevato perplessità. I genitori temono che queste carenze possano compromettere la continuità didattica e la qualità dell'istruzione impartita, influendo negativamente sul percorso di studi dei futuri professionisti.

La posizione della Provincia di Pisa

La Provincia di Pisa, interpellata sulla questione, ha spiegato che la riorganizzazione degli spazi scolastici è una priorità per l'avvio del prossimo anno scolastico. La necessità di liberare aule nel complesso Marchesi, da destinare al Liceo Buonarroti che ha registrato un aumento significativo di iscrizioni, ha portato alla decisione di ottimizzare l'utilizzo del plesso di via Gambacorti, già in carico all'Istituto Santoni.

Il Presidente della Provincia, Massimiliano Angori, ha sottolineato che la decisione non è frutto di scelte unilaterali, ma l'esito di "un articolato processo di confronto e mediazione", avviato già lo scorso 14 aprile con il tavolo dell'edilizia scolastica e proseguito con incontri formali e interlocuzioni con i dirigenti degli Istituti Santoni e Buonarroti e l'Ufficio Scolastico Provinciale. La Provincia ha inoltre dichiarato di essere al lavoro per definire uno specifico accordo che preveda investimenti per potenziare l'offerta formativa e gli strumenti didattici nella sede di via Possenti, a supporto della decisione assunta dall'IIS Santoni.

Cosa succederà ora?

Le famiglie, tuttavia, non sembrano placate dalle spiegazioni e sono determinate a proseguire la mobilitazione qualora non arrivassero risposte concrete alle loro richieste. L'appello è chiaro: aprire un confronto reale sulle possibili alternative e garantire che gli studenti possano fruire di strutture didattiche idonee a un percorso di studi così specifico e professionalizzante. La vicenda resta aperta, in attesa di capire quali saranno i prossimi passi per trovare una soluzione che soddisfi le esigenze di tutti i soggetti coinvolti.