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Sindacati

Funzioni Locali, contratto 2025-2027: 152 euro medi in più

25 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Se lavori in un asilo nido comunale, in una scuola dell'infanzia gestita dal Comune o nei servizi scolastici di un ente locale — mense, trasporto, assistenza — il tuo contratto è quello delle Funzioni Locali, ed è stato appena rinnovato: il 21 luglio scorso ARAN e sindacati hanno firmato l'ipotesi di accordo per il triennio 2025-2027, che a regime vale in media 152 euro lordi al mese per il personale dei Comuni. Non riguarda invece i docenti e il personale ATA delle scuole statali, che hanno un contratto diverso, quello del comparto Istruzione e Ricerca.

È una distinzione che genera ogni volta confusione, quindi vale la pena fissarla subito: nello stesso edificio scolastico possono convivere personale statale e personale comunale, con due contratti nazionali separati, due tabelle stipendiali e due calendari di rinnovo.

Chi è coinvolto

L'intesa si applica a 403.617 dipendenti di Regioni, enti locali, Camere di Commercio e altri enti del comparto, come indica il comunicato dell'ARAN. All'interno di questa platea rientra tutto il personale educativo e scolastico degli enti locali: educatrici ed educatori dei nidi, insegnanti delle scuole dell'infanzia comunali, personale ausiliario e amministrativo dei servizi educativi.

Il contratto copre — sia per la parte giuridica sia per quella economica — il periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027. Arriva quindi mentre il triennio è ancora in corso, a pochi mesi dalla firma del precedente contratto 2022-2024, sottoscritto il 23 febbraio 2026.

Quanto sale lo stipendio, e quando

Le risorse complessive, a regime dal 1° gennaio 2027, ammontano a circa 989 milioni di euro l'anno al lordo degli oneri riflessi, distribuiti in tre aumenti progressivi che decorrono dal 1° gennaio di ciascun anno del triennio. Gli incrementi vanno sugli stipendi tabellari e trascinano con sé tutti gli istituti collegati; comprendono l'anticipazione già pagata in base alla legge di bilancio 2025.

In concreto, sempre secondo l'ARAN:

Sono medie di comparto: l'importo reale dipende dall'area di inquadramento, dalla posizione economica e dall'ente. La differenza a favore dei Comuni si spiega con le risorse aggiuntive previste dalla legge di bilancio 2026, che ha istituito presso il Ministero dell'Interno un fondo dedicato al trattamento accessorio del personale non dirigenziale comunale, con dotazione crescente a partire dal 2027; la ripartizione tra gli enti sarà definita con un decreto ministeriale sulla base dei criteri fissati dal contratto nazionale.

Attenzione al passaggio più importante per la busta paga: quella del 21 luglio è un'ipotesi di accordo, non il contratto definitivo. Prima dell'applicazione servono i controlli di compatibilità finanziaria e la firma definitiva. Solo dopo gli enti adegueranno le tabelle e liquideranno gli arretrati. Non ci sono, al momento, date certe: chi lavora negli enti locali farà bene a non contare su un aumento immediato nel cedolino delle prossime settimane.

L'impegno sul personale educativo e scolastico

Il capitolo che interessa più da vicino chi lavora nei servizi educativi comunali non sta nelle tabelle, ma nelle dichiarazioni congiunte allegate al testo. Le parti hanno messo nero su bianco che un intervento normativo sulla classificazione del personale educativo e scolastico — compreso il personale istruttore inquadrato nel profilo a esaurimento — non è più rinviabile, e si sono impegnate a sollecitare il Governo.

È il nodo del doppio inquadramento e del riconoscimento professionale che le organizzazioni sindacali sollevano da anni. La FP CGIL, in particolare, riferisce di un impegno a definire con il primo provvedimento utile tempi, modalità e finanziamenti per il rinquadramento delle lavoratrici e dei lavoratori interessati dai percorsi di riqualificazione. Resta però, appunto, un impegno politico: per tradursi in qualcosa di esigibile serve una norma di legge, che oggi non c'è.

Le altre novità

Per la prima volta nella contrattazione delle Funzioni Locali entra un titolo dedicato all'intelligenza artificiale, con regole sull'uso dei sistemi, garanzie per il personale e percorsi di formazione: i criteri generali di funzionamento degli strumenti che incidono sul rapporto di lavoro diventano materia di confronto sindacale. Sul piano dei diritti, il testo prevede inoltre una copertura economica automatica nei periodi di vacanza contrattuale, l'equiparazione delle ferie tra neoassunti e personale con più anzianità e un rafforzamento del welfare integrativo.

Cosa fare adesso

Nulla, sul piano burocratico: non ci sono domande da presentare né scadenze da rispettare. Le tre cose da tenere d'occhio sono la conclusione dell'iter e la firma definitiva, il decreto ministeriale che ripartirà tra i Comuni il fondo statale, e l'eventuale norma sulla classificazione del personale educativo. Il testo integrale dell'ipotesi e il comunicato ufficiale sono consultabili sul sito dell'ARAN.

Tags: sindacati stipendio CCNL scuola
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