Le famiglie di Caselle Torinese che hanno accompagnato a scuola con mezzi propri un figlio con disabilità durante l'anno scolastico appena concluso possono chiedere al Comune un contributo economico: le domande vanno presentate entro le ore 12:00 di venerdì 21 agosto, via PEC o via posta elettronica ordinaria. L'avviso è stato pubblicato oggi dal Settore Servizi alla Persona e prevede che i soldi arrivino direttamente sul conto corrente delle famiglie, non attraverso un servizio gestito dall'ente.
È una formula meno consueta rispetto al classico potenziamento dello scuolabus comunale: il Comune, invece di ampliare il servizio in proprio, riconosce un rimborso a chi il trasporto se l'è organizzato — e pagato — da solo. Il contributo riguarda i minori residenti a Caselle Torinese iscritti e frequentanti nell'anno scolastico 2025/2026 una scuola statale dell'infanzia, primaria o secondaria di primo grado.
Chi può presentare la domanda
L'avviso comunale fissa quattro condizioni, che devono essere tutte soddisfatte:
- il minore deve possedere la certificazione di handicap ai sensi dell'articolo 3 della Legge 104/1992;
- deve essere residente nel Comune di Caselle Torinese;
- deve risultare iscritto e frequentante, nell'anno scolastico 2025/2026, una scuola statale dell'infanzia, primaria o secondaria di primo grado;
- il trasporto verso la scuola deve essere stato a carico della famiglia: restano esclusi quindi i casi in cui l'alunno abbia usufruito dello scuolabus comunale o di altri servizi già finanziati dal Comune.
La domanda può essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale, dall'affidatario o dal tutore del minore, e va compilata una per ogni figlio avente titolo.
Quanto si può ottenere
Il Comune ha stanziato complessivamente 52.603,89 euro. Le risorse saranno ripartite in modo proporzionale tra tutti i richiedenti ammessi, fino a un massimo di 4.383,66 euro per ciascun beneficiario: quella cifra non è arbitraria, corrisponde al costo standard di riferimento definito per il 2026 per il trasporto di un alunno con disabilità.
Tradotto in pratica: l'importo effettivo dipenderà da quante domande valide arriveranno. Meno richieste ci saranno, più alto sarà il contributo individuale, fino al tetto massimo indicato. Il pagamento avverrà tramite bonifico bancario disposto dalla Tesoreria comunale, per questo tra i documenti da allegare c'è anche l'IBAN.
Come si presenta la richiesta
Non c'è una piattaforma online dedicata: si usa il modulo pubblicato sul sito del Comune, che va compilato e firmato e nel quale si dichiarano i dati anagrafici del nucleo familiare e del minore, i dati della scuola frequentata e la certificazione di disabilità.
Al modulo vanno allegati:
- copia di un documento di riconoscimento in corso di validità di entrambi i genitori;
- copia del codice fiscale di entrambi i genitori;
- copia dell'IBAN sul quale ricevere l'accredito.
L'invio può avvenire alla PEC del Comune oppure, in alternativa, all'indirizzo di posta elettronica del protocollo. L'avviso è netto su un punto: saranno valutate soltanto le domande complete della documentazione richiesta e pervenute entro il termine, e per verificare il rispetto della scadenza fa fede la data e l'ora di ricezione. Chi invia all'ultimo minuto un modulo incompleto rischia quindi di restare fuori. Il testo dell'avviso, il modulo e i recapiti sono disponibili sulla pagina dedicata del sito comunale.
Da dove arrivano queste risorse
L'iniziativa non nasce isolata. Il Comune richiama nell'avviso il decreto ministeriale del 18 maggio 2026, che ripartisce tra i Comuni le risorse per potenziare il trasporto scolastico degli studenti con disabilità privi di autonomia. Secondo il comunicato del Ministero dell'Interno del 25 giugno scorso, si tratta di un contributo complessivo di 100 milioni di euro per il 2026, destinato ai Comuni delle regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della Sardegna, previsto dalla legge di bilancio per il 2024 (legge n. 213/2023). L'obiettivo dichiarato è aumentare il numero di alunni dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado ai quali viene garantito il trasporto per raggiungere la sede scolastica.
Ogni Comune beneficiario ha ricevuto una quota e un obiettivo di servizio da raggiungere, e decide poi come impiegare concretamente le somme: c'è chi amplia le corse dello scuolabus, chi affida il servizio a terzi, chi — come in questo caso — sceglie il contributo diretto alle famiglie. Per i genitori che vivono altrove, è un'indicazione utile: vale la pena controllare l'albo pretorio o la sezione avvisi del proprio Comune, perché misure analoghe possono essere state attivate o esserlo nelle prossime settimane, con regole e scadenze del tutto autonome.
Cosa fare adesso
Chi rientra nei requisiti ha poco meno di un mese di tempo. Conviene scaricare subito il modulo dal sito del Comune, recuperare la copia della certificazione ai sensi della Legge 104/1992 e i documenti dei genitori, e inviare il tutto senza aspettare metà agosto, periodo in cui gli uffici lavorano a ranghi ridotti. Il termine — ore 12:00 del 21 agosto — è perentorio.




