Il TFA Sostegno (Tirocinio Formativo Attivo) è il percorso di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, rivolto al personale docente delle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria. Si tratta dell'abilitazione ufficiale indispensabile per poter accedere alle immissioni in ruolo e alle supplenze specifiche su posto di sostegno.

A differenza di altri percorsi universitari — come ad esempio Scienze della Formazione Primaria, che è un corso di laurea a ciclo unico abilitante per l'insegnamento comune — il TFA Sostegno è un corso di perfezionamento post-laurea riservato a chi possiede già specifici titoli di accesso all'insegnamento.

Requisiti di accesso al TFA Sostegno

I requisiti per partecipare alle selezioni variano a seconda dell'ordine e grado di scuola per cui ci si candida. La normativa di riferimento, disciplinata originariamente dal Decreto Ministeriale n. 249 del 2010 e dai successivi decreti di aggiornamento, stabilisce titoli ben precisi.

Inoltre, la normativa prevede specifiche disposizioni transitorie e modalità di accesso dedicate ai soggetti con titoli esteri riconosciuti o in attesa di riconoscimento, oltre alla misura che consente l'accesso diretto (con eventuale esenzione dalla prova preselettiva, secondo quanto previsto dalle recenti modifiche normative) per coloro che hanno maturato almeno tre anni di servizio sul sostegno nei cinque anni precedenti.

Scuola dell'Infanzia e Primaria

  • Laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria (titolo già abilitante di per sé, ma utile per chi intende specializzarsi ulteriormente); oppure
  • Diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 (incluso il diploma sperimentale a indirizzo linguistico).

Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado

  • Abilitazione specifica sulla classe di concorso; oppure
  • Laurea magistrale o a ciclo unico (o titolo equipollente) unita ai crediti formativi universitari (CFU) previsti dalla normativa vigente per l'accesso alla classe di concorso.

Per gli insegnanti ITP (Insegnanti Tecnico-Pratici), fino al completamento della fase transitoria prevista dalle riforme della classe docente, continuano a valere i requisiti legati al titolo di studio d'accesso previsti per la specifica categoria.

La struttura delle prove di selezione

L'accesso ai corsi universitari di TFA Sostegno è a numero programmato. Per entrare è necessario superare una selettiva procedura concorsuale organizzata dai singoli atenei, che si articola solitamente in tre momenti:

  1. Test preselettivo: un esame a risposta multipla incentrato sulle competenze socio-psico-pedagogiche, sulle competenze linguistiche e sulla comprensione dei testi.
  2. Prova scritta: incentrata sugli stessi nuclei tematici della preselettiva, con quesiti a risposta sintetica o aperta per valutare la capacità argomentativa del candidato.
  3. Prova orale: un colloquio di approfondimento sui temi della prova scritta, sulla normativa scolastica inclusiva e sulle esperienze professionali del candidato.

Come è strutturato il corso e cosa si studia

Una volta superate le selezioni e immatricolati all'università, il percorso di specializzazione ha una durata complessiva pari a un anno accademico. Il piano di studi prevede un carico di almeno 60 CFU (Crediti Formativi Universitari), suddivisi in:

  • Insegnamenti teorici di ambito pedagogico, didattico, psicologico e igienico-sanitario.
  • Laboratori specifici per la didattica inclusiva e le tecnologie assistive.
  • Ore di tirocinio diretto e indiretto, svolte all'interno delle istituzioni scolastiche sotto la supervisione di docenti tutor specializzati.
  • Una prova finale di esame, che consiste nella discussione di una tesi o di un elaborato progettuale legato all'esperienza di tirocinio.

A cosa serve il titolo

Il conseguimento del diploma di specializzazione sul sostegno permette l'inserimento nelle apposite graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) di prima fascia per il sostegno, oltre a costituire un requisito fondamentale nei concorsi a cattedra ordinari per i posti di sostegno. La richiesta di docenti specializzati resta molto alta in tutto il territorio nazionale, rendendo questo percorso uno dei canali principali per la stabilizzazione del personale precario nella scuola italiana.