Una scoperta inattesa, emersa durante i lavori di ristrutturazione, ha riacceso il dibattito sulla memoria storica e l'identità delle nostre istituzioni scolastiche. Sulla facciata del Liceo Mariano Buratti di Viterbo è tornata visibile la scritta "Casa del Balilla", un richiamo esplicito al periodo fascista italiano. La notizia, diffusa mercoledì 22 luglio 2026, ha subito sollevato la preoccupazione della FLC CGIL di Viterbo, che ha chiesto un intervento per la sua rimozione o, quantomeno, per una sua adeguata contestualizzazione storica.

La dicitura, a lungo celata dagli strati di intonaco, è riemersa in questi giorni, riportando alla luce un pezzo di storia che per molti dovrebbe rimanere nel passato. La "Casa del Balilla" era infatti la sede dell'Opera Nazionale Balilla, un'organizzazione giovanile fascista che mirava all'indottrinamento ideologico e all'educazione fisica dei giovani, dai sei ai diciotto anni.

Il ricordo di Mariano Buratti e l'appello della FLC CGIL

Il contesto in cui questa scritta riappare è particolarmente significativo. Il Liceo è intitolato a Mariano Buratti, una figura emblematica della Resistenza italiana. Mariano Buratti era un giovane partigiano viterbese, insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare, barbaramente ucciso dalle SS naziste il 24 gennaio 1944. L'intitolazione del Liceo a una tale figura non è casuale, ma rappresenta un monito e un simbolo dei valori di libertà e democrazia conquistati con il sacrificio di molti.

Proprio in virtù di questa intitolazione e del profondo significato che essa riveste per la comunità scolastica e per l'intera città di Viterbo, la FLC CGIL ha espresso una ferma posizione. "Il Liceo Mariano Buratti di Viterbo non può diventare la Casa del Balilla", ha dichiarato il sindacato, sottolineando l'importanza di preservare l'integrità dei valori democratici che la scuola incarna.

Il sindacato ha lanciato un appello all'Amministrazione comunale e alla Dirigenza scolastica, affinché intervengano tempestivamente. Le opzioni proposte sono chiare: la rimozione definitiva della scritta, per evitare qualsiasi ambiguità interpretativa, oppure una sua contestualizzazione storica che ne spieghi l'origine e il significato, in modo da trasformare un potenziale simbolo controverso in un'opportunità di riflessione e apprendimento sul passato.

La scuola come luogo di memoria e futuro

La questione del Liceo Buratti non è un caso isolato. In diverse occasioni, il riaffiorare di simboli o architetture legate al ventennio fascista ha riacceso il dibattito pubblico sulla gestione della memoria storica. La scuola, in particolare, è un luogo cruciale dove si formano le coscienze civili delle nuove generazioni. Per questo, la presenza di una scritta come "Casa del Balilla" su un edificio intitolato a un eroe della Resistenza solleva interrogativi importanti su come vogliamo raccontare la nostra storia e quali valori vogliamo trasmettere.

La richiesta della FLC CGIL va proprio in questa direzione: assicurare che gli spazi educativi siano coerenti con i principi costituzionali e con la memoria di coloro che hanno lottato per la libertà. Sarà ora compito delle istituzioni locali e della dirigenza scolastica trovare la soluzione più adeguata per affrontare questa situazione, garantendo che il Liceo Mariano Buratti continui a essere un faro di democrazia e un luogo dove la memoria storica è custodita con consapevolezza e senso critico.