La Regione Sardegna mette a disposizione 83,5 milioni di euro per rimettere in sesto gli edifici scolastici dell'Isola: l'avviso pubblico è stato pubblicato il 23 luglio e le domande si potranno presentare dal 23 settembre al 23 ottobre sulla piattaforma regionale ARES. Attenzione a un punto che spesso genera equivoci: non si tratta di un bando rivolto alle singole scuole o al personale, ma agli enti locali proprietari degli immobili. L'esito, però, ricade direttamente su aule, palestre e laboratori dove ogni giorno lavorano docenti e personale ATA.

Le risorse arrivano dalla programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027 e si inseriscono nel Piano straordinario di edilizia scolastica Iscol@, il programma con cui la Regione interviene da anni sul patrimonio scolastico sardo. L'avviso è stato approvato con determinazione del 22 luglio 2026 dall'Assessorato della Pubblica Istruzione.

Che cosa si può finanziare

I fondi sono destinati a interventi di riqualificazione, adeguamento e nuova realizzazione di edifici scolastici pubblici. Secondo il comunicato della Regione, le priorità sono cinque e ricorrono in tutti i criteri di valutazione:

  • sicurezza strutturale e antisismica degli edifici;
  • efficienza energetica, con ricadute anche sui costi di gestione a carico dei Comuni;
  • accessibilità universale, cioè spazi realmente fruibili da tutti gli studenti;
  • sostenibilità ambientale degli edifici;
  • qualità degli spazi didattici: luce, salubrità, acustica, flessibilità delle aule.

Quest'ultimo punto è quello che tocca più da vicino chi in classe ci sta tutti i giorni. La Regione lo collega esplicitamente al tema della dispersione scolastica, sia quella "esplicita" dell'abbandono precoce sia quella "implicita" di chi arriva al diploma senza competenze adeguate. «La dispersione scolastica non si affronta con un solo strumento», ha dichiarato l'assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas, «ma una scuola più bella, sicura e funzionale può contribuire a rendere più forte il legame tra studenti, comunità scolastica e territorio».

Come sono divisi gli 83,5 milioni

La dotazione è articolata in due linee distinte, con finalità diverse:

LineaRisorseA cosa serve
Adeguamento e miglioramento44 milioniInterventi strutturali e miglioramento degli ambienti scolastici, con l'obiettivo dichiarato di ridurre la dispersione e rafforzare le competenze di base
Completamenti39,5 milioniChiusura di interventi già avviati nell'ambito di piani regionali o di missioni PNRR, purché riferiti a lotti funzionali

La seconda linea, in sostanza, serve a evitare che i cantieri già aperti restino a metà per mancanza di copertura: un problema ricorrente soprattutto nei piccoli Comuni.

Chi presenta domanda e con quali tempi

Possono candidarsi Comuni, Unioni di Comuni e Comunità montane. Le proposte vanno caricate sulla piattaforma ARES, l'Anagrafe regionale dell'edilizia scolastica, che secondo l'avviso sarà aperta dalle ore 9 del 23 settembre 2026 fino alle ore 18 del 23 ottobre 2026, termine indicato come perentorio.

La selezione avverrà con procedura valutativa a graduatoria. Fra i criteri indicati dalla Regione ci sono la qualità dell'intervento, la popolazione scolastica coinvolta, la maturità progettuale, la sicurezza sismica, l'efficienza energetica, l'eventuale accorpamento di plessi, la presenza di scuole a servizio di più Comuni e gli indicatori sul disagio negli apprendimenti. Tradotto: non conta solo lo stato dell'edificio, ma anche quanti studenti ne beneficiano e quanto il progetto è già pronto per partire.

Chi amministra un Comune o segue un ufficio tecnico ha quindi due mesi di tempo per preparare la documentazione. Il testo integrale dell'avviso e gli allegati sono consultabili nella pagina dedicata sul sito della Regione Sardegna.

Le scuole superiori e le misure annunciate

Questo avviso non copre l'intero sistema scolastico sardo. Per le scuole secondarie di secondo grado la Regione riferisce di una procedura negoziale separata, in fase di chiusura, con le Province e con le Città metropolitane di Cagliari e Sassari.

L'Assessorato ha inoltre annunciato ulteriori misure, per le quali al momento non sono state comunicate date né importi: un avviso dedicato alle scuole dell'infanzia e ai poli 0-6, uno per il rinnovo di arredi e attrezzature didattiche e due avvisi pensati per anticipare agli enti locali le risorse necessarie alla progettazione e alle indagini preliminari. Quest'ultimo tassello serve a superare un ostacolo noto: i Comuni più piccoli spesso non hanno progetti pronti quando si apre una finestra di finanziamento, e restano fuori. Su tempi e contenuti di queste misure occorrerà attendere i rispettivi provvedimenti.

Date da ricordare

  • 23 settembre 2026, ore 9 – apertura della piattaforma ARES per il caricamento delle domande;
  • 23 ottobre 2026, ore 18 – termine perentorio per la presentazione delle candidature.

Per dirigenti scolastici, docenti e famiglie il consiglio pratico è uno solo: se l'edificio che frequentate ha problemi di sicurezza, barriere architettoniche o spazi inadeguati, questo è il momento di segnalarlo all'amministrazione comunale, che è il soggetto titolato a candidare l'intervento. Una volta chiusa la finestra di ottobre, bisognerà aspettare il prossimo bando.