Domenica 26 luglio Retequattro rimette in palinsesto Compagni di scuola, il film di Carlo Verdone del 1988, in una versione restaurata in alta definizione mai proposta prima al pubblico televisivo. È il ritorno in chiaro di un titolo che mancava dal piccolo schermo da diciannove anni e che, per chi la scuola la vive ogni giorno, resta uno dei ritratti più affilati di quello che un'aula lascia addosso molti anni dopo l'ultimo giorno di lezione.

La notizia del restauro e della programmazione è stata diffusa il 24 luglio dall'agenzia ANSA, insieme a un commento dello stesso regista. Per una volta, quindi, l'appuntamento non richiede nulla di più che accendere la televisione: nessuna piattaforma a pagamento, nessuna registrazione.

Una rimpatriata che è anche un esame di coscienza

Il meccanismo del film è semplicissimo e proprio per questo funziona ancora. Un gruppo di ex compagni di liceo si ritrova, anni dopo la maturità, in una villa alle porte di Roma. Nel giro di una notte la festa si sfalda: riaffiorano vecchie amicizie, rivalità mai chiuse, amori mancati, promesse che nessuno ha mantenuto. Ognuno arriva con il peso delle scelte fatte e, soprattutto, di quelle non fatte.

Verdone ha raccontato di aver preso spunto da una rimpatriata vera, vissuta insieme a Christian De Sica. Da quell'esperienza è nato un mosaico corale in cui, quasi quarant'anni dopo, è ancora facile riconoscersi: il compagno che "prometteva bene" e si è arenato, quello che ce l'ha fatta e non lo perdona a nessuno, quella che tiene insieme il gruppo pur avendo pagato il prezzo più alto.

È anche il motivo per cui il film è finito, negli anni, in tante ore di educazione civica e di cineforum scolastico: parla di adolescenza senza mostrarla, la osserva a distanza, quando i conti si tirano davvero. Non è un film sulla scuola, è un film su ciò che la scuola produce.

Il cast corale e la svolta nella carriera di Verdone

Uscito nelle sale il 21 dicembre 1988, Compagni di scuola segna un cambio di passo nella filmografia del regista romano. La comicità dei personaggi-maschera lascia spazio a un racconto più amaro, che alterna ironia e malinconia senza mai scegliere del tutto una delle due strade.

Attorno a Verdone si muove un gruppo di interpreti che oggi si leggerebbe come una piccola antologia della commedia italiana: Nancy Brilli, Christian De Sica, Massimo Ghini, Eleonora Giorgi, Athina Cenci, Alessandro Benvenuti, Maurizio Ferrini, Natasha Hovey, Angelo Bernabucci e molti altri. Il film ottenne un buon riscontro di pubblico e di critica e valse ad Athina Cenci il David di Donatello per la migliore attrice non protagonista, oltre a diverse candidature ai principali premi del cinema italiano. Fu inoltre tra i maggiori incassi della stagione cinematografica 1988-1989.

Le parole del regista

Nel commento diffuso in occasione del restauro, Verdone spiega di considerarlo, dal punto di vista della scrittura e della regia, il suo film più importante, e lo definisce «un azzardo, una sfida che dovevo affrontare». Il regista racconta di aver voluto misurarsi con un tema che gli stava a cuore — il cinismo e i sogni mai realizzati, insieme alla fragilità e all'immaturità che li accompagnano — e di aver trovato nella direzione di diciotto attori una prova tecnica decisiva per la propria maturazione. Il ricordo finale va agli interpreti del set, compresi quelli che nel frattempo sono scomparsi, ai quali dedica il restauro.

Una precisazione utile, per evitare equivoci: il regista parla del proprio film più importante sul piano della scrittura e della regia, non del più riuscito o del più amato in assoluto. È una distinzione che lui stesso ha tenuto a fare.

Perché guardarlo (o rivederlo) adesso

Per docenti e famiglie l'occasione ha un valore in più rispetto alla semplice nostalgia. Il restauro in alta definizione rende il film utilizzabile in classe con una qualità d'immagine che le vecchie copie televisive non avevano, e il tema — il rapporto tra aspettative giovanili e vita adulta — si presta bene ai percorsi di orientamento del triennio delle superiori, che riprenderanno con il nuovo anno scolastico.

Va detto con altrettanta chiarezza che non si tratta di un film per la scuola secondaria di primo grado: il tono è adulto, il linguaggio a tratti crudo e diversi passaggi presuppongono uno sguardo già formato. Con le classi più grandi, invece, funziona meglio di molti prodotti pensati apposta per loro, proprio perché non ha alcuna intenzione pedagogica.

In sintesi: appuntamento domenica 26 luglio su Retequattro, in chiaro. Chi volesse conservarlo per settembre farà bene a segnarselo: una copia restaurata di un classico della commedia italiana non capita spesso in prima serata generalista.

Foto di copertina: Wiki-VincenzoRusso — CC BY 4.0, via Wikimedia Commons