L'inclusione scolastica in Italia continua a fare i conti con ostacoli, resistenze e vere e proprie discriminazioni quotidiane. È quanto emerge dal bilancio tracciato dal Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi, promosso da LEDHA (Lega Diritti Persone con Disabilità), che nell'anno appena trascorso ha registrato un aumento complessivo delle richieste di aiuto.
Tra i vari ambiti della vita sociale e civile monitorati dallo sportello, la scuola si conferma purtroppo uno dei terreni più critici, dove i diritti degli alunni con disabilità faticano a trovare una piena e concreta attuazione. Un dato che interroga direttamente il mondo dell'istruzione e richiama la comunità scolastica a una maggiore vigilanza.
Le principali criticità: dal PEI inadeguato ai tagli di orario
Analizzando le segnalazioni giunte al centro nel corso del 2025, emerge un quadro dettagliato delle principali barriere incontrate dalle famiglie e dagli studenti all'interno degli istituti. Non si tratta soltanto di episodi isolati, ma di criticità strutturali che si ripetono con preoccupante regolarità.
Al primo posto tra i motivi di ricorso allo sportello figurano:
- PEI inadeguati: piani educativi individualizzati redatti senza una reale personalizzazione o calati dall'alto, incapaci di rispondere ai bisogni specifici dello studente.
- Mancata convocazione dei GLO: i Gruppi di Lavoro Operativo per l'inclusione scolastica vengono spesso saltati, convocati in ritardo o senza il coinvolgimento effettivo di tutte le figure di riferimento, a partire dalle famiglie e dagli specialisti sanitari.
- Carenza di ore di sostegno: l'assegnazione delle risorse di sostegno risulta spesso insufficiente rispetto alle reali necessità certificate, penalizzando il percorso didattico.
- Riduzioni arbitrarie dell'orario scolastico: in diversi casi si registrano richieste o imposizioni di frequenza ridotta, mascherate da esigenze organizzative ma di fatto lesive del diritto allo studio.
Queste pratiche non solo ostacolano il processo di apprendimento e di socializzazione degli alunni, ma finiscono per aggravare il carico di stress emotivo e burocratico sulle famiglie, costrette a intraprendere vere e proprie battaglie legali o vertenze amministrative per veder riconosciuti diritti che dovrebbero essere garantiti d'ufficio.
Il quadro generale delle segnalazioni
Il Centro Antidiscriminazione ha complessivamente gestito 1.024 segnalazioni nell'arco del 2025, segnando un incremento del 10% rispetto al periodo precedente. Un aumento che, secondo gli operatori, non testimonia necessariamente un peggioramento assoluto della situazione, ma riflette anche una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini, sempre più inclini a denunciare le discriminazioni anziché subirle in silenzio.
Nonostante la normativa italiana in materia di inclusione sia considerata tra le più avanzate sul piano formale, l'applicazione pratica continua a mostrare forti disomogeneità territoriali e limiti organizzativi legati alla carenza di stabilità del personale, alla formazione specialistica non sempre adeguata e alla fatica nel fare rete tra scuola, enti locali e servizi sociosanitari.




