Imporre un orario scolastico ridotto a un alunno con disabilità a causa della carenza di ore di sostegno rappresenta una condotta discriminatoria. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, intervenendo su una questione cruciale per l'inclusione scolastica e ribadendo che il diritto allo studio e alla frequenza scolastica in condizioni di parità non può essere compresso per motivi organizzativi o di carenza di organico.
La pronuncia interviene a fare chiarezza su una prassi purtroppo ancora riscontrata in diversi istituti italiani, dove di fronte a un monte ore di sostegno inferiore rispetto a quello certificato nel Profilo di Funzionamento o richiesto dalle esigenze dell'alunno, si sceglie la strada di tagliare le ore di permanenza a scuola, riducendo l'orario delle lezioni o escludendo lo studente da determinate attività.
Il principio della frequenza scolastica piena
Secondo i giudici di legittimità, il tempo scuola è un diritto fondamentale e indisponibile. Eventuali difficoltà organizzative della scuola o la mancata assegnazione tempestiva dei docenti specializzati non possono in alcun modo giustificare una limitazione dell'offerta formativa riservata all'alunno con disabilità.
La frequenza ridotta non può essere legittimata nemmeno attraverso il Piano Educativo Individualizzato (PEI). Il PEI, infatti, è uno strumento progettato per garantire il pieno sviluppo delle potenzialità dell'alunno, l'apprendimento e la socializzazione, e non può trasformarsi in un meccanismo per ratificare riduzioni d'orario imposte da carenze di bilancio, di risorse o di organico del personale docente.
Cosa cambia per le scuole e le famiglie
La decisione della Suprema Corte traccia una linea netta che chiama dirigenti scolastici e uffici territoriali a una maggiore responsabilità nella gestione delle risorse e nell'organizzazione del sostegno didattico.
- Diritto pieno: L'alunno con disabilità ha diritto a frequentare le lezioni per lo stesso numero di ore previsto per i compagni di classe.
- Divieto di compensazione: La carenza di docenti di sostegno non può essere compensata riducendo la presenza dello studente a scuola.
- Tutela legale: I genitori che si vedono imporre riduzioni d'orario immotivate o legate unicamente alla carenza di organico possono fare leva su orientamenti giurisprudenziali ormai consolidati per richiedere il ripristino immediato del tempo scuola integrale.
La pronuncia ribadisce che l'inclusione scolastica rappresenta un pilastro fondamentale del sistema educativo italiano e un dovere inderogabile per le istituzioni, che devono trovare soluzioni organizzative adeguate senza gravare sugli studenti più fragili e sulle loro famiglie.




