L’impatto del digitale sulla vita degli adolescenti torna al centro del dibattito scolastico italiano. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) si è rivolto direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, attraverso un comunicato ufficiale per chiedere l’apertura immediata di un tavolo di confronto nazionale sul modello delle restrizioni introdotte di recente in Francia.

Al centro della riflessione ci sono i provvedimenti adottati oltralpe, che hanno stabilito il divieto di accesso ai social network per i minori di quindici anni, estendendo parallelamente le limitazioni sull’utilizzo degli smartphone all’interno dei contesti educativi e nella vita quotidiana dei giovanissimi. Una linea dura che punta a tutelare il benessere psicologico dei ragazzi, a contrastare il fenomeno del cyberbullismo e a limitare i rischi legati alla dipendenza digitale.

La richiesta del CNDDU: un dibattito aperto nella scuola italiana

Secondo il sindacato e le associazioni dei docenti di diritti umani, l’esperienza francese non deve restare un caso isolato, ma deve diventare lo spunto per una riflessione profonda anche nel nostro Paese. La proposta è quella di istituire uno spazio di dialogo istituzionale che coinvolga il Ministero dell'Istruzione e del Merito, gli insegnanti, le famiglie e gli esperti del settore digitale e psicologico.

Nel documento diffuso dal CNDDU viene sottolineato come l’uso precoce e non regolamentato delle piattaforme social stia alterando le capacità relazionali e di attenzione degli studenti, incidendo negativamente sul rendimento scolastico e sulla socializzazione in presenza. Da qui la necessità di interrogarsi sull'opportunità di introdurre norme più stringenti anche in Italia, bilanciando la tutela dei minori con la necessaria alfabetizzazione digitale che la scuola è chiamata a promuovere.

Il contesto normativo e le misure già in corso

Il tema della gestione dei dispositivi elettronici nelle aule italiane non è nuovo. Già nei mesi scorsi il Ministero dell'Istruzione e del Merito è intervenuto con linee guida orientate a limitare l’uso degli smartphone durante le ore di lezione nelle scuole dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, puntando a un ritorno a strumenti più tradizionali come carta e penna per favorire la concentrazione.

Tuttavia, la richiesta avanzata dal CNDDU alza l'asticella, spostando l'attenzione dal perimetro scolastico al divieto generalizzato di accesso alle piattaforme social al di fuori dell'orario di lezione, sulla scia del dibattito europeo sulla protezione dei minori online. Nelle prossime settimane si vedrà se l'appello troverà ascolto a Viale Trastevere e se il Ministero deciderà di avviare il confronto richiesto per valutare nuove contromisure normative a tutela delle nuove generazioni.

Foto di copertina: European Union — Attribution, via Wikimedia Commons