Chi conta di avvicinarsi a casa per un anno con l'assegnazione provvisoria ha ora un calendario a cui rispondere: le domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria per docenti, personale educativo e insegnanti di religione cattolica possono essere presentate entro il 23 luglio 2026, mentre per il personale ATA la finestra per l'invio delle istanze è fissata dal 23 luglio al 4 agosto 2026. Sono termini perentori: chi resta fuori dalla finestra non rientra nella procedura.
Vale la pena usare bene i giorni che restano: i tempi per compilare sono in genere stretti, e arrivare con documenti e credenziali già in ordine fa la differenza.
Di cosa parliamo
L'assegnazione provvisoria e l'utilizzazione sono forme di mobilità che dura un solo anno scolastico. Permettono a chi è di ruolo di lavorare in una sede diversa da quella di titolarità, senza però perderla: la scuola di appartenenza e il punteggio già maturato restano lì, pronti a riaccogliere il docente o l'ATA l'anno successivo.
Non è uno strumento per "migliorare la sede" in base ai titoli, come avviene con la mobilità ordinaria. Si chiede per motivi personali e familiari precisi: tra i più frequenti il ricongiungimento al coniuge, alla parte dell'unione civile o al convivente, l'assistenza a un familiare con disabilità ai sensi della Legge 104/1992 e gravi esigenze di salute documentate. Il CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie prevede però anche altri presupposti, come il ricongiungimento ai figli, agli affidati, ai genitori e ulteriori casi disciplinati dal contratto integrativo: è quindi opportuno verificare l'elenco completo delle condizioni ammesse sul testo di riferimento prima di presentare la domanda.
A che punto siamo
Il quadro delle regole è fissato dal contratto integrativo sulla mobilità annuale sottoscritto lo scorso anno per il triennio 2025–2028. Per il 2026/27, che è il secondo anno di validità, non serviva un accordo nuovo "da zero": mancava il passaggio operativo, cioè il calendario con la modulistica aggiornata, che ora fissa i termini per le diverse categorie di personale. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, tra i temi del confronto tra amministrazione e sindacati rientrava anche il nodo delle deroghe al vincolo di permanenza nella sede per i docenti con figli minori: è un aspetto da verificare direttamente sul testo di riferimento.
Come termine di paragone, lo scorso anno le domande per il 2025/26 si presentarono dal 14 al 25 luglio: un periodo sostanzialmente in linea con quello di quest'anno, con la differenza che per l'ATA la finestra si allunga fino ai primi giorni di agosto.
Come si presenta la domanda
Le modalità ricalcano quelle consolidate lo scorso anno e cambiano a seconda del contratto:
- Personale di ruolo (docenti di ogni grado): domanda telematica sul portale Istanze Online (POLIS), con accesso tramite SPID o CIE, entro il 23 luglio 2026.
- Personale educativo, insegnanti di religione cattolica e docenti a tempo determinato in possesso dei requisiti: modulo pubblicato dal MIM, da inviare entro il 23 luglio 2026 secondo le modalità del Codice dell'amministrazione digitale (in genere via PEC) all'ufficio scolastico territorialmente competente.
- Personale ATA: modello dedicato pubblicato dal MIM, da trasmettere all'ufficio competente dal 23 luglio al 4 agosto 2026.
La domanda si presenta per una sola provincia, indicando le sedi preferite — scuole, comuni, distretti — nell'ordine che si desidera. L'ordine delle preferenze pesa sull'esito: vale la pena ragionarci con calma prima di compilare.
Un aspetto da mettere in conto
Prima di decidere se chiedere l'assegnazione provvisoria conviene ricordare un effetto spesso richiamato dalla prassi: l'anno trascorso fuori sede, di norma, non fa maturare punteggio di continuità nella scuola di titolarità. Si tratta di un aspetto da verificare sul testo contrattuale di riferimento; la sede e il punteggio già accumulato restano comunque, ma è un elemento da valutare per chi ragiona in prospettiva su una sistemazione stabile. Diverso il caso dell'utilizzazione, che nella procedura ha una sua priorità: se ne ricorrono i presupposti, vale la pena capire quale delle due strade convenga, per non incorrere in esclusioni tecniche.
Cosa preparare adesso
Con i termini ormai ravvicinati, conviene mettere in ordine subito tutto ciò che serve, così da non rincorrere all'ultimo minuto:
- Credenziali: verificare che SPID o CIE siano attive e funzionanti, perché senza non si accede a Istanze Online.
- Documentazione per precedenze e deroghe: certificazioni Legge 104/1992, stato di famiglia, dichiarazioni di residenza dei familiari, eventuali certificati sanitari, tutto aggiornato.
- Elenco delle preferenze: preparare in bozza l'ordine delle sedi della provincia richiesta.
Il consiglio pratico è uno solo: non ridursi agli ultimi giorni e tenere d'occhio la pagina ufficiale del Ministero dedicata a utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, dove sono pubblicati avviso, date e moduli. Le scadenze ci sono, i moduli anche: quello che resta da fare è compilare con attenzione, nell'ordine giusto e nei tempi previsti.
Aggiornato il 16/07/2026 alle 09:31