Il Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) ha confermato anche per l'anno accademico 2026/2027 il semestre aperto (o semestre filtro) come modalità di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria. Si tratta del modello introdotto dalla riforma dell'accesso all'area medica — legge 14 marzo 2025, n. 26, d.lgs. n. 71/2025 e D.M. n. 418/2025 — che punta a rendere il percorso di accesso più graduale, sostituendo il precedente test d'ingresso con un primo semestre universitario e una selezione basata sulle prove di verifica.

Il modello, che entra nel vivo in vista dell'imminente avvio delle procedure di iscrizione, incide in modo significativo sia sul piano del calendario accademico sia su quello della valutazione dei candidati rispetto al precedente sistema a quiz.

Come funziona il semestre aperto: didattica ed esami nazionali

Nel semestre aperto l'iscrizione al primo semestre è libera, senza test preventivo: gli studenti frequentano tre insegnamenti comuni — Biologia, Chimica e propedeutica biochimica, Fisica — per un totale di 18 CFU. Al termine sostengono gli esami nazionali, identici in tutte le sedi e svolti in contemporanea, i cui risultati confluiscono in una graduatoria nazionale di merito che stabilisce chi può proseguire al secondo semestre. Nella prima edizione le prove si sono svolte in due appelli, tra novembre e dicembre; l'eventuale revisione del calendario e dei tempi tra lezioni ed esami per il 2026/2027 sarà definita dai provvedimenti ministeriali attesi nelle prossime settimane.

Questo impianto risponde all'esigenza di valutare i candidati durante un semestre universitario reale, sulla base delle competenze di base acquisite, anziché attraverso un unico test d'ingresso.

Cosa cambia per le graduatorie

Il sistema di accesso rimane basato sulla graduatoria nazionale, ma le modalità di calcolo del punteggio tengono ora conto della nuova articolazione del semestre. È fondamentale che gli aspiranti studenti consultino con attenzione i bandi specifici pubblicati dai singoli atenei, poiché, pur nel quadro normativo definito a livello nazionale, le università avranno margini operativi per gestire l'organizzazione interna delle aule e degli appelli.

Il Ministero ha sottolineato che la trasparenza rimane il pilastro fondamentale della procedura: ogni candidato potrà monitorare la propria posizione attraverso il portale ufficiale dedicato, garantendo così una gestione centralizzata e univoca dell'accesso ai corsi a numero programmato.

Cosa fare adesso

  • Verificare i bandi di ateneo: Nonostante le regole nazionali, ogni università definisce le specifiche modalità di erogazione della didattica.
  • Consultare il portale ufficiale: Tutte le informazioni aggiornate sulle procedure sono disponibili sul sito istituzionale del Ministero dell'Università e della Ricerca.
  • Monitorare le scadenze: È essenziale prestare attenzione alle date di chiusura delle immatricolazioni, che varieranno a seconda del calendario specifico adottato dai singoli poli universitari per il prossimo semestre.

Le istituzioni raccomandano di non affidarsi a fonti non ufficiali per quanto riguarda le date delle prove o le modalità di iscrizione, invitando gli studenti a consultare esclusivamente i canali istituzionali degli atenei di riferimento per evitare discrepanze nelle informazioni.