Una novità importante attende i dipendenti pubblici, compreso il personale del comparto scuola, a partire dal prossimo anno. Dal 1° gennaio 2027, il termine ordinario per l'erogazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS) si ridurrà, passando dagli attuali dodici a nove mesi.
Questa modifica interessa direttamente coloro che accederanno al pensionamento per limiti di età, di servizio o in caso di collocamento a riposo d’ufficio. Si tratta di un passo avanti verso una maggiore celerità nella liquidazione delle spettanze di fine rapporto, un tema da tempo al centro del dibattito sindacale e delle istanze presentate dai lavoratori del settore pubblico.
Cosa cambia concretamente
Attualmente, per i dipendenti pubblici che cessano il servizio per i motivi sopra indicati, l'INPS provvede al pagamento del TFS decorsi dodici mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, a cui si aggiungono i tempi tecnici per l'istruttoria della pratica. Con l'entrata in vigore della nuova disposizione, il termine di attesa "base" per l'avvio della procedura di liquidazione sarà ridotto di tre mesi.
È bene precisare che la misura si applicherà ai soggetti che matureranno i requisiti per il pensionamento a partire dall'inizio del 2027. La norma, dunque, non ha effetti retroattivi e non modifica le tempistiche previste per chi è già in pensione o per chi accederà al riposo prima della data indicata.
Le esclusioni: cosa resta invariato
Non tutte le tipologie di pensionamento beneficeranno di questa riduzione. La nuova tempistica di nove mesi è infatti circoscritta esclusivamente ai pensionamenti per limiti di età o di servizio (il cosiddetto collocamento a riposo d'ufficio).
Per quanto riguarda le forme di pensione anticipata, restano confermate le attuali modalità e i tempi di attesa previsti dalla normativa vigente. In questi casi, il decorso dei termini per il pagamento del TFS inizia solitamente dal momento in cui il lavoratore avrebbe raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia, rendendo il calcolo del tempo effettivo di attesa variabile a seconda della situazione contributiva e anagrafica individuale.
Cosa fare adesso
Per i dipendenti del comparto scuola, così come per tutto il pubblico impiego, è fondamentale monitorare la propria posizione contributiva attraverso i canali ufficiali. Si consiglia di verificare regolarmente l'estratto conto previdenziale tramite il portale dell'INPS, accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS.
Sebbene la nuova scadenza sia prevista per il 2027, è sempre opportuno accertarsi che la propria posizione assicurativa sia aggiornata e che non vi siano incongruenze nei dati trasmessi dall'Amministrazione di appartenenza. In caso di dubbi sulla propria data di cessazione o sulla corretta applicazione delle norme previdenziali, il lavoratore può rivolgersi ai patronati di riferimento o consultare le sezioni informative dedicate sul sito istituzionale dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
È importante sottolineare che, in attesa di ulteriori circolari esplicative che accompagneranno l'applicazione della norma, la procedura per la domanda di TFS rimane invariata. Sarà l'INPS a gestire le liquidazioni in automatico una volta maturati i requisiti, basandosi sulla documentazione trasmessa dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.




