Le famiglie con figli iscritti a una scuola paritaria — alle medie o nei primi due anni delle superiori — potranno ricevere un contributo fino a 1.500 euro per l'anno scolastico 2025/2026, a condizione che l'ISEE del nucleo non superi i 30.000 euro. Per ora la cosa più utile da fare è tenersi pronti: il decreto attuativo è stato firmato, ma il servizio online per presentare la domanda non risulta ancora aperto.
La misura nasce dalla Legge di Bilancio 2026 (articolo 1, comma 519) ed è stata resa operativa da un decreto interministeriale Istruzione–Economia, firmato dal ministro Giuseppe Valditara il 2 luglio scorso dopo il via libera del Garante per la privacy arrivato a giugno. In pratica, lo Stato aiuta le famiglie a reddito medio-basso che scelgono la scuola paritaria a sostenere una parte della retta.
A chi spetta
Il bonus è riservato agli studenti che frequentano una scuola paritaria in due fasce ben precise:
- la scuola secondaria di primo grado (le medie);
- il primo biennio della scuola secondaria di secondo grado (i primi due anni delle superiori).
Restano esclusi l'infanzia, la scuola primaria e il triennio finale delle superiori. Il requisito economico è un ISEE del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro. Non è previsto un limite al numero di figli: se una famiglia ha più figli iscritti nelle classi ammesse, la richiesta si può presentare per ciascuno di loro. Uno studente maggiorenne e autonomo ai fini ISEE può fare domanda per conto proprio.
Quanto vale il contributo
Il tetto è di 1.500 euro, ma non tutti riceveranno l'importo massimo: l'aiuto è inversamente proporzionale all'ISEE, cioè più basso è l'indicatore, più alto è il contributo. Secondo le fasce indicate dal decreto e riportate da Il Sole 24 Ore, gli scaglioni previsti sono questi:
| Fascia ISEE | Contributo indicativo |
|---|---|
| fino a 10.000 € | da 600 a 1.500 € |
| da 10.000 a 20.000 € | da 400 a 1.300 € |
| da 20.000 a 30.000 € | da 200 a 1.000 € |
L'importo esatto per ogni famiglia si definirà solo alla chiusura dell'avviso, perché dipende anche dal numero di domande. Per il 2026 la legge ha stanziato un tetto complessivo di 20 milioni di euro: è una risorsa limitata, quindi conviene non aspettare l'ultimo momento quando la procedura sarà attiva.
Come e dove si presenta la domanda
La richiesta andrà inoltrata online tramite la Piattaforma Unica del Ministero (UNICA-MIM), con un apposito servizio digitale dedicato. A presentarla saranno i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, purché appartenenti allo stesso nucleo ISEE dello studente. Il pagamento avverrà poi con bonifico a cura dell'Ufficio scolastico regionale competente, individuato in base alla sede della scuola frequentata.
Il servizio non è ancora attivo e non è stata comunicata una data certa di apertura: conviene quindi tenere d'occhio gli aggiornamenti sul portale Piattaforma Unica e i comunicati del Ministero. Nel frattempo si può preparare tutto il necessario:
- ISEE aggiornato al 2026, indispensabile per verificare la soglia e calcolare l'importo;
- credenziali digitali: SPID, Carta d'identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS);
- i dati dello studente e della scuola paritaria frequentata;
- l'IBAN del conto su cui ricevere il contributo;
- la documentazione di eventuali contributi regionali già ottenuti o richiesti per la stessa finalità.
Attenzione ai contributi regionali
Un aspetto da non trascurare: se la famiglia ha già ricevuto (o richiesto) un aiuto dalla propria Regione per la stessa finalità — buono scuola, dote scuola o simili — quell'importo va indicato nella domanda e verrà scomputato in automatico dal bonus statale, per evitare doppi finanziamenti. Il Ministero incrocerà i dati con l'INPS (per la fascia ISEE) e con l'Anagrafe nazionale (ANPR) per verificare il legame di responsabilità genitoriale, con possibili controlli anche a campione.
Cosa fare adesso
In sintesi, non c'è nulla da inviare in questo momento, ma è il momento giusto per rinnovare l'ISEE se non è ancora aggiornato al 2026 e per verificare di avere SPID o CIE funzionanti. Chi ha figli alle medie o al primo biennio delle superiori paritarie, con ISEE entro i 30.000 euro, rientra nella platea: appena il servizio sulla Piattaforma Unica sarà aperto, avere già documenti e credenziali pronti farà la differenza, soprattutto considerando che il fondo è limitato.