Solo il 5,9% degli studenti delle scuole superiori considera "moderna" la propria scuola. A trascinare in basso il giudizio sono soprattutto tre cose molto concrete: il Wi-Fi, lo stato dei bagni e il riscaldamento. È la fotografia che arriva da una nuova indagine del Censis, presentata il 6 luglio scorso, che ha ascoltato la voce di chi la scuola la vive ogni giorno.
La rilevazione fa parte del progetto Iride "La scuola vista dai giovani" e ha coinvolto oltre 8.000 studenti delle secondarie di secondo grado, più circa 1.000 diplomati tra i 18 e i 24 anni. Il messaggio che ne esce è netto: al di là degli investimenti sull'innovazione didattica, restano indietro proprio gli aspetti più basilari della quotidianità in aula.
Wi-Fi, bagni e riscaldamento: i tre nodi
Il dato che colpisce di più riguarda la connessione. Il 56,3% degli studenti dà un giudizio insufficiente o gravemente insufficiente sul Wi-Fi della propria scuola: in un sistema che punta sul digitale, la rete che non funziona è vissuta come una contraddizione evidente. Subito dopo vengono i servizi igienici, criticati dal 49,4%, e il comfort ambientale: il 38,7% considera inadeguato l'impianto di riscaldamento.
Non si tratta di dettagli. Sono, secondo il Censis, i "simboli" più immediati della distanza tra le ambizioni della scuola e la realtà degli edifici in cui gli studenti passano le giornate.
Una scuola percepita come "normale", non moderna
Quando si chiede agli studenti di descrivere con una parola le strutture del proprio istituto, la risposta più frequente è "normali". Ecco come si distribuiscono i giudizi:
| Come descrivono la propria scuola | Quota di studenti |
|---|---|
| "Normali" | 41,0% |
| "Vecchie" | 34,4% |
| "Funzionali" | 21,6% |
| "Moderne" | 5,9% |
Il Censis avverte di non leggere quel "normale" come un giudizio positivo: sembra piuttosto il segno di un'abitudine a condizioni non ottimali. Non mancano infatti valutazioni più dure: il 17,3% ritiene la propria scuola male attrezzata, il 16,7% la considera sporca, il 9,5% inadeguata; una minoranza la definisce addirittura pericolosa (4,7%) o fatiscente (4,0%).
Non è tutto negativo: promossi laboratori e spazi attrezzati
Il quadro, però, non è a tinte unite. Dove gli ambienti sono progettati e curati, il giudizio cambia: i laboratori, le aule di informatica, le biblioteche e gli spazi attrezzati ricevono valutazioni ottime o buone dal 44,9% degli studenti. Segno che, quando si investe sugli spazi, la differenza si nota.
Le aule tradizionali, che restano il cuore della vita scolastica, raccolgono soprattutto sufficienze: il 40,3% le giudica sufficienti, il 30,2% esprime un giudizio positivo e il 29,5% le considera inadeguate. Anche gli edifici nel loro insieme e gli impianti sportivi mostrano una situazione ambivalente, con una quota rilevante di apprezzamenti accanto a una parte consistente di studenti che ne segnala i limiti.
Il ricordo degli ex studenti è più morbido
Interessante anche il confronto con chi la scuola l'ha già lasciata. Tra i diplomati di 18-24 anni cresce la quota di chi ricorda il proprio istituto come funzionale (39,1%), pulito (24,2%) o moderno (15,5%). Anche qui, però, restano prevalenti le definizioni di scuola "normale" e "vecchia": la distanza dal tempo scolastico ammorbidisce il giudizio, ma non cancella il problema di fondo.
Per il Censis la conclusione è chiara: l'edilizia scolastica resta uno dei nodi strutturali del sistema. Una parte importante degli istituti è ancora ospitata in edifici datati, spesso nati per funzioni diverse e solo in seguito adattati all'uso didattico. Accanto a scuole rinnovate anche grazie agli interventi degli ultimi anni, insomma, resta una fetta consistente di strutture che aspettano manutenzione e ammodernamento. I dettagli dell'indagine sono consultabili sul sito del Censis.
Per chi la scuola la abita ogni giorno — studenti, docenti, personale — il segnale è concreto: prima ancora dei grandi progetti sull'innovazione, a fare la differenza sono una rete che funziona, bagni decorosi e aule alla giusta temperatura.