Chi lavora nel mondo della scuola e progetta di andare in pensione dal 1° settembre 2027 deve iniziare a muoversi già durante i mesi estivi. Anche se la consueta circolare del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) con le scadenze precise verrà pubblicata solo in autunno, i requisiti anagrafici e contributivi per le vie d'uscita ordinarie sono già definiti ed è fondamentale muoversi in anticipo per evitare ritardi nella liquidazione dell'assegno.
Il sistema previdenziale del comparto istruzione ha una caratteristica unica: vi è un'unica finestra di uscita annuale, coincidente con l'inizio dell'anno scolastico. Chi perde il treno autunnale delle domande rischia di dover attendere un intero anno in più.
Quando si presenta la domanda di cessazione?
In base alla prassi consolidata degli anni precedenti, il MIM pubblicherà la circolare d'intesa con l'INPS tra la fine di settembre e il mese di ottobre. Le funzioni per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie tramite il portale ministeriale Istanze Online (POLIS) resteranno attive solitamente fino a una scadenza fissata nella seconda metà di ottobre: per le cessazioni con decorrenza 1° settembre 2026, ad esempio, il termine per il personale docente, educativo e ATA è stato il 21 ottobre 2025.
È importante ricordare che la procedura per andare in pensione si articola sempre in due passaggi obbligatori, distinti ma collegati:
- La domanda di cessazione dal servizio, da inviare al Ministero dell'Istruzione e del Merito tramite la piattaforma POLIS entro i termini stabiliti dalla futura circolare.
- La domanda di pensione vera e propria, da inoltrare direttamente all'INPS tramite il portale dell'istituto o con l'assistenza di un patronato sindacale.
I requisiti ordinari per l'uscita nel 2027
Per chi cessa dal servizio il 1° settembre 2027, i requisiti principali (stabiliti dalla normativa vigente, nota come Legge Fornero) devono essere maturati entro il 31 dicembre 2027. Le opzioni ordinarie a disposizione di docenti e personale ATA sono due:
| Canale di uscita | Requisito Anagrafico | Requisito Contributivo |
|---|---|---|
| Pensione di vecchiaia | 67 anni e 1 mese di età (compiuti entro il 31 dicembre 2027) | Almeno 20 anni di contributi |
| Pensione anticipata ordinaria (Donne) | Nessun limite di età | 41 anni e 11 mesi di contributi |
| Pensione anticipata ordinaria (Uomini) | Nessun limite di età | 42 anni e 11 mesi di contributi |
Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia d'ufficio, l'amministrazione scolastica è tenuta a collocare a riposo i dipendenti che compiono 67 anni entro il 31 agosto dell'anno di riferimento, a patto che abbiano raggiunto il requisito contributivo minimo dei 20 anni. Se il compleanno cade tra il 1° settembre e il 31 dicembre, il pensionamento d'ufficio non è automatico e il dipendente può scegliere se presentare domanda o rimanere in servizio un anno in più.
Canali di uscita flessibili: serve cautela
Oltre alle vie ordinarie, esistono canali di pensionamento anticipato flessibile che negli ultimi anni hanno subito continue modifiche o proroghe annuali (come le diverse formule di quota flessibile, Opzione Donna o l'Ape Sociale). Su questo fronte è necessaria la massima prudenza: l'effettiva applicabilità di queste misure per le uscite del 2027 dipenderà dalle decisioni che verranno assunte dal Governo nella prossima Legge di Bilancio, attesa per la fine dell'anno.
Il consiglio per chi spera di usufruire di queste deroghe è di monitorare costantemente i canali ufficiali del Ministero e le indicazioni dei sindacati di categoria a partire dal prossimo autunno, senza dare per scontata la proroga automatica delle attuali condizioni.
Cosa fare adesso: la preparazione estiva
In attesa dell'apertura delle funzioni ministeriali, il personale scolastico può sfruttare i mesi estivi per compiere alcune verifiche preliminari fondamentali. Ecco i passi consigliati per non farsi trovare impreparati:
- Verifica dell'estratto conto previdenziale: Accedere al sito ufficiale dell'INPS tramite SPID o CIE e controllare la propria posizione contributiva. È essenziale verificare che tutti gli anni di servizio (comprese le supplenze temporanee o i servizi svolti in altri comparti) siano correttamente registrati.
- Sistemazione delle posizioni frammentate: Qualora vi siano periodi di riscatto (ad esempio il riscatto degli anni di laurea) o domande di computo e ricongiunzione non ancora definite, è opportuno sollecitare le sedi INPS competenti o farsi assistere da un patronato per accelerare le pratiche.
- Consulenza mirata: Rivolgersi a un ufficio di consulenza sindacale o a un patronato per effettuare un calcolo previsionale dell'importo dell'assegno pensionistico, così da valutare la convenienza economica dell'uscita.
Nota bene: Eventuali incongruenze nell'estratto conto contributivo INPS possono richiedere mesi per essere corrette. Muoversi in anticipo rispetto alla pubblicazione della circolare ministeriale è l'unico modo per garantire che la certificazione del diritto alla pensione avvenga nei tempi corretti, evitando il rischio di vedersi respingere la domanda a ridosso dell'estate.




