Se lavori a scuola e ti stai chiedendo se avrai un PC o un tablet in comodato d'uso, il primo passo è uno solo: chiedi in segreteria se il tuo istituto è tra le scuole ammesse. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha infatti approvato le graduatorie del bando "Dispositivi digitali", con l'elenco regione per regione degli istituti che potranno acquistare strumenti tecnologici e materiali didattici da concedere in uso al personale. Il singolo docente o collaboratore ATA non deve presentare alcuna domanda: a candidarsi sono state le scuole.
Le graduatorie sono state ufficializzate con il decreto direttoriale n. 48 del 3 luglio scorso, con cui il Ministero ha chiuso la fase di valutazione delle candidature. Per ogni istituzione scolastica è indicato l'esito: "AMMESSO", se la candidatura aveva tutti i requisiti previsti e la scuola accede quindi al finanziamento, oppure "NON AMMESSO", se la domanda è stata esclusa perché priva dei requisiti richiesti dall'avviso. Gli elenchi sono suddivisi per regione e fanno parte integrante del provvedimento: si consultano sulla pagina del MIM dedicata al decreto.
Cosa possono acquistare le scuole ammesse
Il finanziamento serve a dotare il personale di strumenti aggiornati per il lavoro quotidiano. Le scuole ammesse potranno acquistare tablet, PC e altri dispositivi digitali, oltre a libri e sussidi didattici, da concedere in comodato d'uso gratuito ai propri dipendenti "per esigenze di servizio". In pratica: i beni restano di proprietà della scuola, che li assegna a docenti e ATA secondo criteri interni. Non si tratta quindi di un contributo economico al singolo, ma di attrezzatura in dotazione.
L'iniziativa rientra nel Programma operativo complementare al PON "Per la Scuola" 2014-2020 e dà attuazione a un precedente provvedimento ministeriale che individuava gli istituti destinatari delle risorse. È utile ricordare che la finestra per candidarsi si è chiusa lo scorso 12 maggio: quella fase riguardava le scuole ed è ormai alle spalle. Chi non ha partecipato in tempo non può più presentare domanda ora.
La scadenza che conta davvero: il 30 settembre
Il termine da tenere d'occhio, per gli istituti ammessi, è un altro. I progetti autorizzati dovranno essere formalmente chiusi e rendicontati entro il prossimo 30 settembre 2026, in vista della conclusione della programmazione POC 2014-2020. È una scadenza ravvicinata: significa che acquisti, consegne e rendicontazione dovranno concentrarsi nelle prossime settimane, in buona parte durante l'estate.
Per le segreterie il margine è stretto. Tra la pubblicazione delle graduatorie e la chiusura contabile passano poco più di due mesi e mezzo, in un periodo di attività ridotta. Chi si occupa degli acquisti farà bene ad avviare subito le procedure di gara o di affidamento, senza attendere il rientro dalle ferie, per completare in tempo forniture e collaudi. Su questo punto conviene monitorare eventuali circolari o note operative che il Ministero potrà pubblicare sulle modalità di rendicontazione.
Se una scuola ammessa rinuncia
Il decreto prevede la possibilità di scorrimenti delle graduatorie: se un istituto inizialmente ammesso rinuncia al finanziamento o gli viene revocato, le risorse potranno essere riassegnate alle scuole successive in elenco, con provvedimenti separati. Le eventuali autorizzazioni aggiuntive e lo scioglimento delle riserve sono affidati all'Autorità di gestione presso l'Unità di missione per il PNRR. Anche gli istituti non ammessi, quindi, possono avere interesse a seguire gli aggiornamenti nelle prossime settimane.
Cosa fare adesso
Per docenti e personale ATA il consiglio pratico è semplice. Verifica con la tua segreteria se l'istituto compare tra le scuole ammesse nell'elenco della tua regione. In caso positivo, informati sui tempi e sulle modalità con cui la scuola distribuirà i dispositivi: essendo beni in comodato d'uso, saranno l'amministrazione scolastica e il dirigente a stabilire criteri e turnazioni per l'assegnazione. Se il tuo istituto non risulta ammesso, tieni comunque presente la possibilità di scorrimenti legati a rinunce o revoche.
In sintesi: la palla passa ora alle scuole ammesse, che hanno pochi mesi per acquistare, consegnare e rendicontare. Il personale non ha adempimenti diretti da rispettare, ma può utilmente sollecitare la propria segreteria a non perdere tempo, così da avere gli strumenti effettivamente disponibili prima della chiusura contabile di fine settembre.




