Le scuole di ogni ordine e grado — insieme agli enti che si occupano di cinema ed educazione all'immagine — possono candidare i propri progetti al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola: le domande si presentano online dal 13 luglio al 18 settembre 2026, sulla piattaforma dedicata. In palio ci sono contributi che, a seconda del bando, arrivano fino a decine di migliaia di euro per singolo progetto, pensati per portare il linguaggio audiovisivo tra i banchi.
A promuovere l'iniziativa sono il Ministero della Cultura e il Ministero dell'Istruzione e del Merito, che per il 2026 hanno pubblicato tre distinti avvisi pubblici. La dotazione complessiva è di circa 20 milioni di euro, in attuazione della cosiddetta Legge Cinema (legge n. 220 del 2016). L'obiettivo dichiarato è diffondere l'educazione all'immagine e un uso più consapevole dei media, dall'infanzia alle superiori.
Chi può fare domanda
Dipende dal bando a cui si guarda. Semplificando, ci sono due strade:
- Le scuole statali e paritarie, singole o organizzate in rete, che presentano i progetti obbligatoriamente in partenariato con un operatore del settore (un ente del terzo settore, un'associazione culturale o un altro soggetto che si occupa di cinema ed educazione all'immagine).
- Gli operatori del settore — enti del terzo settore, fondazioni, associazioni culturali — che propongono progetti di respiro territoriale o nazionale rivolti alle scuole. In questo caso l'ente redige e gestisce il progetto, mentre all'istituto scolastico basta un'adesione formale per avviare le attività con i propri studenti.
Quanto vale e per cosa
I fondi sono ripartiti su tre linee, ciascuna con un proprio tetto di contributo per progetto:
| Linea | A chi si rivolge | Risorse | Contributo massimo per progetto |
|---|---|---|---|
| Istituzioni scolastiche | Scuole statali e paritarie (in partenariato) | circa 11,4 milioni | fino a 50.000 euro |
| Progetti di rilevanza territoriale | Operatori del settore | circa 7,2 milioni | fino a 90.000 euro |
| Progetti di rilevanza nazionale | Operatori del settore su più regioni | circa 1,5 milioni | fino a 180.000 euro |
La linea riservata alle scuole si articola a sua volta in più azioni: due percorsi di tipo laboratoriale — uno per le secondarie di primo e secondo grado, l'altro per infanzia e primaria — e una linea specifica dedicata alle scuole delle aree periferiche o dei contesti più fragili. Le proposte spaziano dai laboratori di analisi del film alla realizzazione di cortometraggi, spesso legati a temi come inclusione, cittadinanza, legalità e contrasto al bullismo.
Come si presenta la domanda
Tutto passa dalla piattaforma ministeriale cinemaperlascuola.istruzione.it: le candidature si caricano online, con firma digitale, cliccando sul pulsante "Accedi" in alto a destra. La finestra si apre alle ore 15:00 di lunedì 13 luglio 2026 e si chiude, senza proroghe, alle ore 15:00 del 18 settembre 2026.
Un passaggio da non trascurare riguarda la profilazione: le scuole paritarie e gli enti non ancora registrati sul portale (o che devono aggiornare i propri dati) devono inviare la richiesta all'indirizzo cinemaperlascuola@istruzione.it con un certo anticipo — secondo le indicazioni ministeriali, almeno sette giorni lavorativi prima della scadenza — per dare tempo alle verifiche tecniche. Chi arriva all'ultimo rischia di non riuscire a caricare la domanda.
Quanto ai tempi delle attività, secondo quanto previsto dagli avvisi i progetti ammessi potranno partire dopo la pubblicazione delle graduatorie e dovranno concludersi entro il 15 dicembre 2027. I testi integrali dei bandi, con criteri di valutazione e allegati, sono consultabili sulla stessa piattaforma e, per il quadro d'insieme, sulla pagina del MIM dedicata al cinema per la scuola.
Cosa fare adesso
Se l'istituto è interessato, conviene muoversi prima dell'apertura del 13 luglio. In pratica:
- Verificare la registrazione sul portale e, se serve, avviare subito la profilazione, senza aspettare le ultime settimane.
- Individuare il partner — l'operatore del settore con cui costruire il progetto — dato che per la linea scuole il partenariato è obbligatorio.
- Definire l'idea progettuale e il budget, tenendo d'occhio il tetto di contributo della linea a cui si concorre e i criteri di valutazione indicati nell'avviso.
La domanda vera e propria potrà essere trasmessa solo a partire dal 13 luglio, ma è nelle settimane precedenti che si prepara il lavoro che fa la differenza: un progetto ben strutturato, con partner solido e obiettivi chiari, ha più possibilità di superare la soglia di ammissione e rientrare tra i finanziati.