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Scuola

Riforma istituti tecnici: più ore alle discipline di base

08 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Una parte delle ore "sottratte" al primo biennio degli istituti tecnici verrà ripristinata e restituita alle discipline economiche e scientifiche. È l'esito principale dell'incontro tecnico di oggi, mercoledì 8 luglio, tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito e i sindacati della scuola sulla revisione della riforma dell'istruzione tecnica. La novità riguarda le classi prime del prossimo anno scolastico 2026/2027 e tocca da vicino docenti, studenti e cattedre.

In concreto, le ore che la riforma destinava al cosiddetto curricolo autonomo della scuola — cioè la quota che ogni istituto avrebbe potuto gestire in autonomia — vengono eliminate nel primo biennio e riportate sulle materie caratterizzanti dell'indirizzo, a partire dall'area economica e dalle scienze sperimentali. Per docenti e famiglie significa più ore garantite sulle discipline di base, con meno spazi lasciati alla programmazione discrezionale del singolo istituto.

Cosa è stato deciso al tavolo dell'8 luglio

Si è trattato del secondo incontro tecnico tra amministrazione e organizzazioni sindacali, nato dopo il tavolo di "raffreddamento" chiesto nei mesi scorsi dai sindacati di categoria (tra cui UIL Scuola, CISL Scuola, SNALS, Gilda e ANIEF) sulle criticità della riforma. Rispetto al primo confronto, il Ministero ha comunicato di aver recepito una parte delle richieste avanzate dai sindacati.

Il punto più rilevante riguarda proprio il primo biennio: secondo quanto riferito da UIL Scuola, l'amministrazione ha accolto la proposta di azzerare le ore del curricolo autonomo, restituendole alle discipline dell'area economica e alle scienze sperimentali. Un intervento nella stessa direzione è previsto anche per il secondo biennio e per il quinto anno, dove dovrebbe ridursi in modo consistente la quota di ore destinata al curricolo autonomo.

Perché è una modifica importante

La riforma degli istituti tecnici — inserita tra gli obiettivi del PNRR — riorganizza discipline e quadri orari a partire dalle prime classi del 2026/2027. Il nodo più delicato, sollevato a più riprese dai sindacati, era il rischio che la nuova distribuzione delle ore riducesse il peso di alcune materie di base e, di conseguenza, creasse difficoltà agli organici, con possibili spezzoni e situazioni di soprannumero per i docenti.

Riportando le ore sulle discipline caratterizzanti, l'obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare la preparazione di base degli studenti e dare più stabilità alle cattedre. Resta però un intervento in corso d'opera. I sindacati hanno chiarito che si tratta di un primo passo e che il confronto proseguirà per ottenere ulteriori correttivi, ribadendo le perplessità sull'impianto complessivo della riforma e sui tempi stretti di attuazione.

Cosa manca ancora

Le decisioni annunciate al tavolo dovranno ora tradursi in indicazioni operative ufficiali per la programmazione didattica del prossimo anno. Il Ministero è atteso su questo fronte nelle prossime settimane, prima dell'avvio dell'anno scolastico: saranno quei documenti a fissare nel dettaglio come le scuole dovranno distribuire le ore materia per materia.

Fino a quel momento le singole modifiche non sono ancora formalizzate: è quindi prudente attendere le note ufficiali prima di riorganizzare quadri orario e proposte di organico. Gli aggiornamenti verranno pubblicati sui canali del Ministero dell'Istruzione e del Merito (mim.gov.it).

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Il quadro, insomma, si muove nella direzione chiesta da tempo dalle organizzazioni sindacali, ma la parola definitiva spetterà ai provvedimenti operativi che il Ministero dovrà emanare nelle prossime settimane.

Tags: docenti riforma scolastica istituti tecnici
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