Dal prossimo anno scolastico i collaboratori scolastici delle scuole superiori saranno 2.174 in meno: è la riduzione confermata per gli organici del personale ATA 2026/2027. A pagarla saranno soprattutto i precari, perché sono i posti in organico a determinare quante supplenze annuali le scuole potranno assegnare a settembre. Il 7 luglio il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha inviato agli Uffici scolastici regionali, con la nota 17642, i criteri e le tabelle per distribuire i posti tra le regioni.
Il taglio non tocca tutti allo stesso modo. Riguarda solo il secondo ciclo — licei, istituti tecnici, professionali e licei artistici — mentre restano fuori la scuola dell'infanzia, la primaria e la secondaria di primo grado. Nel complesso la dotazione nazionale ATA scende dai 196.477 posti di quest'anno a 194.303 per il 2026/2027.
Chi cala e chi resta fermo
La riduzione ricade interamente su un solo profilo, quello dei collaboratori scolastici, che passano da circa 131.100 a circa 128.900 posti. Gli altri profili restano sostanzialmente stabili.
| Profilo | Posti 2026/27 |
|---|---|
| Collaboratori scolastici | 128.969 |
| Assistenti amministrativi | 46.822 |
| Assistenti tecnici | 17.190 |
| DSGA | 7.389 |
Secondo il decreto interministeriale che fissa il taglio, i 2.174 posti in meno si dividono tra i licei (poco meno di 1.300) e gli istituti tecnici, professionali e artistici (circa 880). La misura era già stabilita dal decreto interministeriale n. 211 del novembre 2025, attuativo della legge di bilancio 2025; la nota di questi giorni serve a tradurla in numeri regione per regione. Il Ministero motiva la scelta anche con il calo demografico e con il tetto di spesa fissato dalla normativa vigente. La ripartizione territoriale, avverte lo stesso Ministero, è ancora in via di definizione e potrà subire variazioni.
Cosa cambia in pratica
Meno posti in organico significa, molto concretamente, meno lavoro disponibile. I primi a risentirne sono i collaboratori scolastici precari che ogni anno coprono le supplenze: dove un posto viene soppresso, non ci sarà più il contratto annuale. Per le scuole superiori, spesso articolate su più sedi, i sindacati segnalano il rischio di maggiori difficoltà nella vigilanza degli ambienti e nel supporto agli alunni con disabilità, dove i collaboratori scolastici svolgono anche compiti di assistenza.
Non tutto, però, è già scritto. Alcuni margini restano:
- le scuole coinvolte nei processi di dimensionamento e accorpamento mantengono i parametri di calcolo dell'anno scorso, per non perdere personale a causa delle fusioni;
- ogni provincia accantona il 3% della dotazione, da usare nelle situazioni più complesse (molti alunni con disabilità, tanti plessi, laboratori numerosi);
- l'adeguamento dell'organico di diritto a quello di fatto, avviato con nota ministeriale di fine giugno, può restituire qualche posto in più a inizio anno dove i numeri non bastano.
Sul fronte delle nuove figure professionali, l'introduzione degli operatori scolastici e dei funzionari — attesa da tempo — è stata rinviata: se ne parlerà, salvo cambiamenti, dal 2027/2028.
La posizione dei sindacati
Le organizzazioni sindacali contestano il taglio in modo netto. La FLC CGIL lo ha definito «ingiusto e inaccettabile», sostenendo che ridurre i collaboratori scolastici mette a rischio sicurezza, vigilanza e funzionamento quotidiano delle scuole proprio mentre crescono carichi di lavoro e adempimenti. Sulla stessa linea la UIL Scuola, che parla di scelta «insensata» a fronte di responsabilità sempre più ampie affidate a questo personale, e l'ANIEF, che chiede al Ministero di rivedere i parametri. Il tema si intreccia con la sentenza della Corte di Giustizia UE dello scorso maggio sull'abuso dei contratti a termine del personale ATA, che spinge invece verso più stabilizzazioni: da qui la richiesta sindacale di scelte più coerenti.
Cosa fare adesso
Per chi lavora o aspira a lavorare come collaboratore scolastico, nell'immediato conta soprattutto presidiare le graduatorie. Chi è inserito nelle graduatorie ATA dei 24 mesi ha ancora pochi giorni per completare la scelta delle sedi con l'Allegato G, la cui finestra su Istanze Online si chiude, salvo proroghe, lunedì 13 luglio: è il passaggio che consente l'inclusione nelle graduatorie d'istituto di prima fascia. Nelle prossime settimane arriveranno poi i numeri definitivi provincia per provincia e gli adeguamenti dell'organico di fatto, che è opportuno seguire sul sito del proprio Ufficio scolastico regionale.
Il quadro nazionale, invece, è ormai delineato: il testo e le tabelle del provvedimento sono disponibili nell'area dedicata del Ministero dell'Istruzione e del Merito.