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Scuola

NASpI supplenti scuola: requisiti e domanda 2026

07 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

I supplenti il cui contratto termina il 31 agosto — o che hanno già chiuso l'incarico al 30 giugno scorso — e che restano senza un nuovo impiego possono chiedere la NASpI, l'indennità di disoccupazione dell'INPS. La cosa più importante da tenere a mente è una sola: la domanda va presentata entro 68 giorni dalla fine del contratto, solo online, altrimenti il diritto si perde.

La scadenza di un contratto a termine conta come cessazione involontaria del rapporto di lavoro. Per questo i docenti e il personale ATA con supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche rientrano tra chi può accedere alla prestazione, a differenza di chi lascia volontariamente il posto.

Il requisito contributivo

Per avere diritto alla NASpI serve aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la fine del rapporto di lavoro. Chi ha svolto una supplenza annuale soddisfa quasi sempre questa condizione; concorrono anche le supplenze brevi, perché i contributi versati nei diversi incarichi si sommano tra loro. Non è più richiesto il vecchio requisito delle giornate di lavoro effettivo nell'ultimo anno.

Come e quando presentare la domanda

La domanda si invia esclusivamente per via telematica sul sito dell'INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa ci si può rivolgere a un patronato o al contact center dell'Istituto. Il servizio da cercare è quello dedicato alla NASpI, l'indennità mensile di disoccupazione.

Sul termine conviene essere precisi. I 68 giorni decorrono dal giorno successivo alla cessazione del contratto: chi chiude al 31 agosto ha quindi tempo fino ai primi giorni di novembre, mentre chi ha terminato al 30 giugno deve muoversi entro i primi giorni di settembre. C'è però un motivo concreto per non aspettare: se la domanda arriva entro 8 giorni dalla fine del contratto, l'indennità decorre dall'ottavo giorno; se arriva dopo, decorre solo dal giorno successivo all'invio, con la perdita dei giorni trascorsi nel frattempo.

Quanto dura e quanto spetta

La NASpI viene pagata ogni mese per un periodo pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi. L'importo si calcola sulla retribuzione media di quel periodo e, dopo alcuni mesi di fruizione, scatta una riduzione progressiva mensile. Per il 2026 l'assegno non può comunque superare i 1.584,70 euro lordi al mese, secondo l'aggiornamento comunicato dall'INPS a inizio anno.

Con la presentazione della domanda si rilascia automaticamente la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID). Entro 15 giorni occorre poi contattare il Centro per l'Impiego per sottoscrivere il patto di servizio personalizzato: è un passaggio necessario per non veder decadere la prestazione.

Se arriva una nuova supplenza

Un punto pratico per chi lavora nella scuola: chiedere la NASpI non impedisce di accettare un nuovo incarico. Se durante il periodo di disoccupazione arriva una nuova supplenza a termine, la prestazione può essere sospesa oppure proseguire in forma ridotta, a seconda della durata del contratto e del reddito previsto. In ogni caso il nuovo rapporto di lavoro va comunicato tempestivamente all'INPS per evitare problemi con i pagamenti già ricevuti.

Cosa fare adesso

Chi sa già che il proprio contratto non sarà rinnovato può prepararsi fin da subito: controllare la propria posizione contributiva sul sito INPS, tenere a portata di mano SPID, IBAN e la data esatta di fine rapporto, e presentare la domanda appena il contratto è cessato, senza lasciar passare i giorni. Nei casi meno lineari — contribuzione a cavallo tra più incarichi, periodi di lavoro all'estero, situazioni particolari — un patronato può verificare i requisiti prima dell'invio ed evitare il rischio di un rigetto.

Tags: precariato supplenze naspi
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