Il voto della maturità è espresso in centesimi: si parte da 60, la soglia minima per ottenere il diploma, e si arriva a 100, a cui può aggiungersi la lode. Lo si legge accanto al proprio nome sul tabellone esposto nella scuola sede della commissione e nell'area riservata del registro elettronico. In questi giorni, tra la fine di giugno e la prima metà di luglio, le commissioni chiudono i colloqui e pubblicano gli esiti: ogni classe ha i suoi tempi, perché il voto compare solo quando la commissione ha concluso gli orali di tutti i candidati e completato lo scrutinio finale.
Dove e quando compaiono gli esiti
Non esiste una data unica nazionale né un "click day" valido per tutti. Chi ha sostenuto il colloquio nei primi giorni vede il voto prima; chi lo affronta più avanti attende la fine della sessione della propria classe. I due canali ufficiali sono il tabellone cartaceo affisso a scuola e il registro elettronico, dove gli esiti diventano visibili nello stesso momento. Conviene tenere d'occhio anche il sito dell'istituto, dove spesso vengono pubblicati avvisi su orari e modalità di consultazione.
Attenzione a non confondere i voti degli scritti con il voto finale: i punteggi della prima e della seconda prova escono prima, ma non sono il voto di maturità. L'esame si chiude solo con il colloquio, e il punteggio complessivo in centesimi arriva soltanto al termine di tutti gli orali.
Come è composto il voto
Il punteggio nasce dalla somma di due blocchi. Il primo è il credito scolastico maturato nel triennio, che vale fino a 40 punti: è la "dote" con cui lo studente arriva all'esame, decisa dal consiglio di classe in base alle medie e al comportamento. Il secondo blocco sono le prove d'esame, fino a 60 punti complessivi, ripartiti tra prima prova scritta, seconda prova scritta e colloquio. Sommando i due blocchi si ottiene il voto finale, in centesimi.
Per gli studenti con almeno 90 punti complessivi la commissione può aggiungere un piccolo bonus, entro il tetto dei 100. La lode, invece, spetta a chi raggiunge il massimo in tutte le componenti con voto unanime della commissione, ed è un riconoscimento raro. Le regole di quest'anno sono fissate dall'ordinanza ministeriale che disciplina la sessione 2026, nel quadro del decreto legislativo n. 62 del 2017 sugli esami di Stato del secondo ciclo. Le indicazioni ufficiali sono consultabili sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Cosa significa "esito negativo"
Chi non raggiunge i 60/100 non consegue il diploma. In questi casi, per rispettare la riservatezza, sul tabellone e sul registro non compare un punteggio insufficiente, ma una dicitura standard di esito non positivo, uguale per tutti. È una scelta pensata per non esporre pubblicamente il voto di chi non ha superato l'esame.
Se invece il numero che leggi non ti torna — per esempio la somma tra crediti e punteggi delle prove non corrisponde al totale sul tabellone — la strada corretta è rivolgersi subito alla segreteria della scuola: un errore materiale di trascrizione può essere verificato sui verbali e corretto. Prima di trarre conclusioni, insomma, conviene chiedere un controllo.
Se l'esame non è stato superato
Il mancato superamento non chiude tutte le porte, ma è bene ragionare con lucidità sulle opzioni concrete. La prima è ripresentarsi all'esame: chi non supera può sostenerlo di nuovo l'anno successivo. In parallelo esistono percorsi alternativi, dalla formazione professionale all'ingresso nel mondo del lavoro, ciascuno con vantaggi e vincoli da valutare con calma.
L'esito dell'esame è un atto amministrativo della commissione e, come tale, può in linea di principio essere impugnato secondo le regole del diritto amministrativo, entro termini precisi. Ogni situazione, però, è diversa: se pensi ci siano gli estremi per un ricorso, la scelta della via da seguire e la valutazione delle reali probabilità vanno affidate a un legale, senza affidarsi al passaparola. Può essere utile, prima ancora, chiedere l'accesso agli atti per prendere visione degli elaborati e dei verbali: è un diritto previsto dalla normativa sul procedimento amministrativo e si esercita presentando istanza alla scuola.
Cosa fare adesso
In sintesi: controlla il registro elettronico e il tabellone della tua scuola, leggi il punteggio in centesimi accanto al tuo nome e ricorda che il diploma cartaceo vero e proprio viene rilasciato dalla segreteria nelle settimane successive, ma il voto è valido e utilizzabile già dalla pubblicazione. Se il numero non ti convince, parti dalla segreteria. E se l'esito è stato negativo, prenditi il tempo per valutare con la famiglia — ed eventualmente con un professionista — la strada più adatta al tuo percorso.