Se lascia la scuola dal 1° settembre 2026, per lei l'iter è ormai concluso: le domande andavano presentate entro l'autunno scorso e l'INPS ha completato le verifiche sul diritto a pensione la scorsa primavera. Da qui in poi tocca alle segreterie e agli uffici territoriali sistemare gli ultimi passaggi amministrativi. La partita davvero aperta, oggi, riguarda chi punta a uscire dal 1° settembre 2027: le domande si apriranno solo in autunno, ma l'estate è il momento giusto per controllare la propria posizione ed evitare sorprese.
La regola che rende la scuola diversa da tutti
Il personale scolastico ha una sola finestra di uscita all'anno: si cessa dal servizio il 31 agosto per andare in pensione dal 1° settembre successivo. Non esistono uscite “a scaglioni” durante l'anno come in altri comparti. Questo vale per docenti, personale educativo e ATA di ruolo, insegnanti di religione e dirigenti scolastici. Chi manca il treno di settembre deve attendere l'anno successivo: da qui l'importanza di arrivare pronti alla scadenza, senza rincorrerla all'ultimo.
Pensioni 2026: a che punto siamo
Per le cessazioni con decorrenza 1° settembre 2026 il calendario è stato scandito dal decreto del Ministero dell'Istruzione e del Merito pubblicato lo scorso settembre. Il termine per le domande di docenti e ATA era fissato al 21 ottobre 2025 (28 febbraio 2026 per i dirigenti), le istanze sono passate dalla piattaforma POLIS – Istanze on line e l'INPS ha chiuso l'accertamento del diritto a pensione entro il 21 aprile 2026. In pratica, chi doveva muoversi lo ha già fatto: oggi non c'è più nulla da presentare per uscire quest'anno.
I requisiti restano quelli ordinari: pensione di vecchiaia con 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi; pensione anticipata, a prescindere dall'età, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Accanto a queste restano le vie ordinarie previste dalla normativa (cumulo dei contributi versati in gestioni diverse, quota 103 per chi ne ha maturato i requisiti negli anni utili, corsia dei lavoratori precoci).
Cosa cambia per chi guarda al 2027
Chi programma l'uscita dal 1° settembre 2027 deve mettere in conto un mese in più. Torna infatti a operare l'adeguamento automatico dei requisiti alla speranza di vita, il meccanismo che negli anni scorsi era rimasto congelato. In concreto, per la pensione di vecchiaia servono 67 anni e 1 mese (sempre con almeno 20 anni di contributi) e, allo stesso modo, la soglia per l'anticipata cresce di un mese, arrivando a 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne.
Sembra poco, ma per chi era “a un passo” dal traguardo quel mese può spostare l'uscita di un intero anno scolastico: conviene rifare i conti con attenzione. Un'altra novità da tenere presente riguarda l'Opzione donna, non più percorribile per le nuove uscite dopo le modifiche introdotte con l'ultima legge di bilancio.
Attenzione a una cosa: il calendario 2027 non c'è ancora
Le date esatte per le domande di cessazione dal 1° settembre 2027 saranno fissate da un apposito decreto del MIM, accompagnato dalla circolare con le indicazioni operative. Questi atti, di norma, arrivano tra fine settembre e ottobre: al momento non sono ancora stati pubblicati, quindi non esiste una scadenza ufficiale. È ragionevole attendersi tempistiche simili a quelle degli anni scorsi, ma è bene diffidare di date “anticipate” che circolano senza conferma: l'unico riferimento valido saranno le comunicazioni ufficiali del Ministero.
Cosa fare adesso, durante l'estate
Anche se le domande si apriranno solo in autunno, i controlli conviene farli ora, con calma:
- Verifichi la sua posizione contributiva sul sito dell'INPS, controllando che tutti i periodi risultino accreditati correttamente. Eventuali buchi, ricongiunzioni, riscatti o periodi ante 2000 da sistemare richiedono tempo: meglio scoprirli adesso che a ridosso della scadenza. La verifica è disponibile nell'area riservata di inps.it.
- Si faccia due conti sulla data giusta, tenendo presente il mese in più richiesto dal 2027. Se ha dubbi sul raggiungimento del requisito, un patronato può aiutarla gratuitamente a leggere l'estratto contributivo.
- Ricordi che sono due domande distinte: la cessazione dal servizio si presenta al Ministero tramite POLIS – Istanze on line (per il personale di ruolo), mentre la domanda di pensione vera e propria va presentata separatamente all'INPS. Dimettersi su POLIS non equivale a chiedere la pensione.
Un accorgimento utile per chi non è sicuro di maturare il requisito entro fine 2027 è la cosiddetta domanda con riserva: la cessazione si perfeziona solo se l'INPS accerta il diritto; in caso contrario il rapporto di lavoro prosegue, evitando di ritrovarsi senza stipendio e senza assegno.
In sintesi: per il 2026 la macchina ha già fatto il suo corso. Per il 2027 il tempo per agire arriverà in autunno, ma le verifiche sui contributi è meglio non rimandarle. Chi punta a lasciare la scuola tra poco più di un anno ha davanti alcune settimane preziose per presentarsi preparato all'appuntamento.