Per il prossimo anno scolastico la formazione degli insegnanti ruoterà soprattutto attorno a tre parole: digitale, intelligenza artificiale e didattica innovativa. È la direzione indicata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito nei suoi atti di programmazione, in linea con gli obiettivi del PNRR e con l'avvio delle nuove Indicazioni nazionali. Per la gran parte dei docenti non cambia il "come" — l'impianto delle ore resta quello che già conosciamo — ma cambia il "su cosa" ci si concentrerà.
In pratica: se insegni, nei prossimi mesi ti troverai davanti a un'offerta formativa che spinge molto su competenze digitali, uso consapevole dell'IA in classe e metodologie laboratoriali. Vale la pena tenerlo presente già ora, quando il Collegio dei docenti inizierà a costruire il Piano di formazione d'istituto per il 2026/2027.
Cosa dicono gli indirizzi del Ministero
Nell'Atto di indirizzo per la programmazione 2026, il MIM indica tra le aree tematiche prioritarie della formazione l'educazione civica, il Made in Italy, l'innovazione della didattica e le nuove tecnologie. Lo stesso documento segnala un incremento delle risorse destinate al Piano per la formazione dei docenti a partire dal 2026, con una quota dedicata anche alla formazione degli insegnanti nominati commissari d'esame.
Un secondo filone di formazione riguarderà l'intelligenza artificiale. Il Ministero ha destinato risorse specifiche per attivare percorsi rivolti al personale scolastico sull'uso consapevole e sicuro dell'IA a scuola, individuando istituti che faranno da "snodo" formativo sul territorio, in attuazione delle Linee guida ministeriali sull'IA. Sono attività che si costruiscono a livello di scuola e di rete, non domande individuali da presentare online.
Il collegamento con le nuove Indicazioni nazionali
C'è poi un fronte che toccherà da vicino chi lavora nell'infanzia e nel primo ciclo: l'entrata in vigore delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo. Il Ministero ha previsto azioni di accompagnamento e formazione per dirigenti e docenti, avviate già nell'anno in corso e destinate a proseguire nel 2026/2027, con attenzione particolare alle novità del nuovo quadro — dall'ingresso dell'informatica fin dalla primaria alle discipline STEM.
Per le scuole significa un lavoro concreto: entro l'avvio del prossimo anno scolastico gli istituti dovranno adattare il Piano triennale dell'offerta formativa e rielaborare il curricolo alla luce delle Indicazioni 2025. È un compito che passa dai collegi dei docenti e che si intreccerà, di fatto, con la formazione in servizio.
Come funziona la formazione, in breve
Sul piano delle regole, l'impianto resta quello consolidato. La formazione in servizio è un diritto-dovere del personale e, quando il Collegio dei docenti la delibera e la inserisce nel Piano di formazione d'istituto, diventa obbligatoria per chi vi rientra. Le ore si collocano di norma dentro le attività funzionali all'insegnamento, fuori dall'orario di lezione.
Accanto a questa, esistono percorsi volontari: la cosiddetta formazione incentivata prevista dalle norme di riordino resta su base facoltativa. Attenzione, quindi, a non confondere i due piani: un conto sono i corsi deliberati dal proprio istituto, un altro le iniziative a cui si sceglie liberamente di aderire.
Dove trovare i corsi
I percorsi accreditati e le iniziative di aggiornamento restano raccolti sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A. (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento). Per i progetti legati ai fondi europei e al PNRR — compresi quelli su digitale e competenze professionali — il riferimento è invece l'ambiente Scuola Futura, la piattaforma dedicata alla formazione del personale nell'ambito degli investimenti del Piano nazionale.
Vale la pena ricordare che molti di questi percorsi non partono da un'iscrizione individuale ma dall'adesione della scuola: sono i singoli istituti a candidarsi agli avvisi e ad attivare i moduli, che poi vengono proposti al proprio personale. Chi è interessato può quindi rivolgersi anzitutto alla propria segreteria e al referente per la formazione.
Cosa fare adesso
Non ci sono, al momento, scadenze individuali da rispettare per il singolo docente. Il consiglio pratico è tenere d'occhio due canali: le comunicazioni interne della propria scuola sul Piano di formazione per il 2026/2027 e gli aggiornamenti ufficiali del Ministero. Per orientarsi tra le iniziative si può consultare la sezione dedicata sul portale del MIM. Il quadro complessivo, per l'anno che verrà, è chiaro nella direzione — digitale, IA e didattica innovativa — anche se molti dettagli operativi arriveranno con le circolari e gli avvisi dei prossimi mesi.