I programmi dei licei stanno per cambiare, ma non da domani: le nuove Indicazioni nazionali elaborate dalla commissione ministeriale presieduta da Loredana Perla sono state trasmesse a fine giugno al CSPI, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, per il parere consultivo, e l'entrata in vigore è prevista in modo graduale dall'anno scolastico 2027/2028, a partire dalle classi prime. Per docenti e famiglie, quindi, il prossimo settembre non cambia nulla: c'è tutto il tempo per capire cosa contiene davvero il testo, che non è ancora definitivo.
Il documento arriva al termine di un percorso lungo: la bozza era stata pubblicata dal Ministero il 22 aprile scorso per aprire la consultazione con scuole, associazioni disciplinari e, per la prima volta, anche con le Consulte studentesche. La versione inviata al CSPI recepisce una parte delle osservazioni raccolte e su alcuni punti corregge la rotta rispetto alla primavera.
Manzoni resta al secondo anno, Dante confermato
La correzione più visibile riguarda la letteratura italiana. Nella bozza di aprile lo studio dei Promessi Sposi non era più vincolante nel biennio; nel testo trasmesso al CSPI, invece, Manzoni torna stabilmente al secondo anno. Confermata anche la centralità di Dante, mentre tra i riferimenti del percorso liceale entrano lo studio di Omero con l'Odissea e la lettura di alcuni brani della Bibbia, presentati dal Ministero non in chiave religiosa ma come fonti fondamentali della letteratura e dell'arte occidentale.
Accanto al canone, la novità più concreta per gli studenti del primo biennio è l'obbligo di leggere almeno sei libri cartacei in due anni, un minimo che i singoli docenti potranno ampliare. La rosa degli autori suggeriti è volutamente varia: si va dai classici del Novecento come Orwell a nomi vicini ai ragazzi come Ammaniti e Roald Dahl, passando per gialli, fantascienza, testi teatrali e persino sceneggiature. L'obiettivo dichiarato è contrastare la frammentazione dell'attenzione tipica dell'era digitale.
Matematica dalla realtà alla teoria, filosofia in due dimensioni
Sul fronte scientifico, il ministro Giuseppe Valditara ha descritto in un'intervista a Italia Oggi un cambio di impostazione per la matematica: si partirà dall'osservazione della realtà per arrivare alla teoria, con l'errore riconosciuto come parte del lavoro intellettuale e non come stigma. All'ultimo anno la disciplina dovrebbe dialogare con altre materie, dall'arte alla filosofia, e un'impostazione analoga è prevista per la fisica. In questa cornice si inserisce anche il potenziamento delle discipline STEM e l'ingresso dell'intelligenza artificiale come tema trasversale: non una materia a sé, ma un oggetto da comprendere criticamente, a partire dai concetti matematici che stanno alla base di questi sistemi.
Per la filosofia viene recuperata la dimensione cronologica dello studio, integrata però da approfondimenti tematici. Tra le novità segnalate c'è l'attenzione alle radici filosofiche della Costituzione, con il dibattito dell'Assemblea Costituente su concetti come democrazia, libertà, sovranità popolare e separazione dei poteri. Nei programmi di storia, infine, il testo rafforza la centralità dell'Occidente, dell'Europa e dell'Italia, senza precludere — precisa il Ministero — lo studio delle altre civiltà.
Tempi e passaggi: cosa aspettarsi adesso
È il punto su cui serve più chiarezza, anche per evitare allarmi ingiustificati nelle sale docenti. Il testo non è ancora adottato: il CSPI dovrà esprimere il proprio parere, che è consultivo, e solo dopo il Ministero procederà con gli atti formali di adozione. Se l'iter si concluderà nei tempi previsti, le nuove Indicazioni si applicheranno dalle classi prime del 2027/2028, per poi estendersi progressivamente agli anni successivi.
La gradualità riguarderà anche i libri di testo: soltanto le classi che entreranno via via nel nuovo regime adotteranno manuali conformi alle nuove Indicazioni, mentre le altre proseguiranno con quelli in uso. Un dettaglio non secondario per le famiglie, che non dovranno affrontare cambi di manuali anticipati, e per gli insegnanti, che avranno modo di prepararsi con calma alla nuova impostazione.
In sintesi: per l'anno scolastico 2026/2027 tutto resta com'è. Il testo definitivo, con eventuali modifiche suggerite dal CSPI, dirà se e come le anticipazioni di queste settimane troveranno conferma. Per i docenti dei licei conviene seguire i prossimi passaggi dell'iter, perché è lì che si giocherà la partita vera: dalla formazione sul nuovo approccio alla matematica fino alle scelte sulle letture del biennio.