Una certificazione linguistica o informatica fa salire il punteggio solo se viene dichiarata durante la finestra di aggiornamento della graduatoria a cui si è iscritti. È la premessa che cambia tutto in questi giorni: per le due procedure più seguite — le GPS dei docenti e le graduatorie ATA "24 mesi" — i termini per il 2026 sono già scaduti. Chi consegue un titolo adesso, quindi, non modifica la posizione per il prossimo anno scolastico: lo mette in cascina per il futuro.
Vale la pena chiarirlo perché è l'equivoco più comune. La piattaforma Istanze Online (POLIS) non è un archivio sempre aperto in cui caricare titoli quando si vuole: raccoglie le domande solo mentre la relativa procedura è attiva. Fuori da quelle finestre, il punteggio resta quello cristallizzato con l'ultima istanza valida.
Perché per il 2026 non si fa più in tempo
Per le GPS 2026/2028 la domanda di inserimento e aggiornamento si è presentata dal 23 febbraio al 16 marzo 2026: è lì che andavano dichiarate le certificazioni, non dopo. Le graduatorie che ne derivano restano valide per il biennio, e la prossima occasione utile per aggiornarle sarà il rinnovo successivo.
Per il personale ATA, le graduatorie provinciali permanenti "24 mesi" relative al 2026/2027 hanno avuto la finestra dal 28 aprile al 19 maggio 2026, aperta con la nota ministeriale del 15 aprile. Anche qui i titoli si dichiaravano entro quella scadenza. Chi ha già presentato domanda con i titoli in suo possesso è a posto; chi conta di aggiungerne dovrà attendere il prossimo aggiornamento.
Quali certificazioni contano davvero
Prima di spendere tempo e denaro in un corso, conviene verificare che il titolo sia effettivamente valutabile: negli ultimi aggiornamenti le regole si sono strette parecchio.
Per le certificazioni informatiche, l'ordinanza di aggiornamento delle GPS riconosce solo quelle rilasciate da enti accreditati Accredia e costruite sui framework europei DigComp 2.2 e DigCompEdu, fino a un tetto complessivo di pochi punti. Le vecchie certificazioni informatiche generiche e non accreditate, di fatto, non pesano più come un tempo.
Sul fronte ATA la novità è ancora più netta: la CIAD (Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale, basata su DigComp 2.2 e anch'essa accreditata Accredia) è diventata un requisito di accesso per i nuovi inserimenti in quasi tutti i profili — l'eccezione è il collaboratore scolastico — e non un semplice titolo da punteggio. Chi era già inserito e presenta solo l'aggiornamento non è tenuto a possederla.
Le certificazioni linguistiche (per esempio i livelli B2, C1 e C2 del Quadro comune europeo) restano valutabili come titoli culturali, purché rilasciate da enti riconosciuti: anche qui l'ente e il livello contano più del "pezzo di carta" in sé.
Cosa fare adesso
Se hai già inviato la domanda, la mossa giusta è verificare che i titoli risultino registrati correttamente: puoi controllare la tua posizione e i punteggi dalla tua area su Istanze Online e, per i docenti, sulle graduatorie pubblicate dall'Ufficio scolastico provinciale. Un refuso o un allegato mancante si contesta meglio subito che a graduatoria ormai consolidata.
Se invece stai pensando a una certificazione in vista del futuro, il momento per muoverti è prima della prossima finestra, non durante: i tempi di rilascio possono richiedere diverse settimane. Scegli fin da ora titoli coerenti con le regole vigenti — enti Accredia e framework DigComp per l'informatica; enti riconosciuti e livello adeguato per le lingue — così da arrivare al prossimo aggiornamento con il punteggio già pronto da dichiarare.
Per orientarti sulle procedure e sui prossimi aggiornamenti puoi fare riferimento alla pagina ufficiale del Ministero dedicata alle graduatorie provinciali di supplenza, dove vengono pubblicate ordinanze e istruzioni operative.




