Se aspetti il ruolo per il prossimo anno scolastico, in questi giorni non c'è alcuna domanda da presentare: le immissioni in ruolo dei docenti per il 2026/27 non sono ancora partite perché manca il passaggio decisivo, cioè il decreto che autorizza il contingente nazionale delle assunzioni. La cosa utile da fare adesso è una sola: tenere d'occhio i canali ufficiali e farsi trovare pronti, senza inseguire scadenze che ancora non esistono.

Il quadro, aggiornato all'inizio di luglio, è questo. Dopo la chiusura della mobilità del personale di ruolo, avvenuta il 29 maggio scorso, restano scoperte molte cattedre. Ma quei numeri — le stime sindacali parlano di circa 47 mila posti vacanti — sono la disponibilità teorica, non le assunzioni vere. Il tetto effettivo lo fissa il contingente autorizzato dal Ministero dell'Economia (MEF), che tiene conto della sostenibilità di bilancio e negli anni è spesso risultato inferiore ai posti liberi. Finché quel decreto non viene pubblicato, il numero delle nomine non è noto.

A che punto è la procedura

Il 26 giugno scorso il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha incontrato i sindacati e ha illustrato la bozza dell'Allegato A, cioè le istruzioni operative che diranno agli Uffici scolastici in che ordine procedere con le nomine. Quell'informativa, però, non ha sciolto il nodo principale: come segnalato dalla UIL Scuola, il contingente non era ancora stato comunicato. La proposta di assunzione è stata trasmessa al MEF e si attende il via libera definitivo, dato in arrivo nei primi giorni di luglio. Solo dopo l'autorizzazione il Ministero pubblicherà il decreto con i numeri suddivisi per regione e classe di concorso, trasmettendoli agli Uffici scolastici regionali (USR).

Da lì partiranno i turni di nomina veri e propri. La prima fase si svolgerà tramite Istanze Online e prevede l'attribuzione della provincia; nella seconda si sceglie la sede scolastica tra quelle pubblicate dall'USR, con pochi giorni di tempo per accettare. Le convocazioni le gestiscono gli USR con avvisi dedicati, non arrivano tutte insieme a livello nazionale.

Chi viene chiamato prima

La logica di fondo resta quella prevista dalla normativa: i posti autorizzati si dividono per metà tra le Graduatorie ad esaurimento (GaE) e per metà tra le graduatorie dei concorsi; se un canale in una provincia è esaurito, la quota passa all'altro. All'interno della parte concorsuale la precedenza va ai vincitori dei concorsi più recenti, compresi quelli del PNRR; solo dopo, e nei limiti fissati dai bandi, si scorre agli idonei della quota aggiuntiva.

La novità di questa tornata sono gli elenchi regionali, pensati per gli idonei dei concorsi dal 2020 in poi: entreranno in gioco però solo in coda, quando vincitori e idonei delle graduatorie ordinarie sono esauriti e restano ancora cattedre libere. Per il sostegno, dopo le procedure ordinarie, i posti residui possono essere coperti dalla prima fascia delle GPS.

Le tappe attese

Il calendario illustrato ai sindacati fissa alcuni traguardi che gli uffici cercheranno di rispettare, ma le scadenze puntuali diventeranno operative solo con gli atti degli USR, dopo la ripartizione dei posti:

  • Entro il 30 luglio: conclusione delle assegnazioni di sede per le assunzioni su posto comune, compresi i contratti finalizzati al ruolo per i vincitori privi di abilitazione.
  • Dal 31 luglio a metà agosto: assegnazione delle sedi, nella provincia di inserimento, per gli aspiranti della prima fascia GPS sostegno.
  • Entro il 21 agosto: conclusione della fase interprovinciale per il sostegno, la cosiddetta "mini call veloce".

L'obiettivo dichiarato è completare tutte le operazioni prima dell'inizio delle lezioni, così da consentire la presa di servizio a settembre.

Cosa fare adesso

In concreto, per chi è in graduatoria non è previsto alcun adempimento su piattaforma in questa fase: nessun modulo, nessuna istanza per il ruolo. L'unica azione sensata è monitorare. Conviene tenere sotto controllo la casella e-mail collegata a Istanze Online, il sito del proprio USR e la sezione news del Ministero, dove compariranno gli avvisi che daranno ufficialmente il via alle convocazioni. Gli aggiornamenti sono seguiti da vicino anche dalle organizzazioni sindacali, che offrono consulenza sulle singole situazioni.

Il momento davvero decisivo sarà la pubblicazione del contingente: solo allora il quadro, oggi ancora teorico, diventerà concreto provincia per provincia. Fino a quel passaggio, ogni cifra sulle assunzioni resta una stima. Per seguire l'iter alla fonte è utile la pagina ministeriale dedicata alle immissioni in ruolo.