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Scuola

NASpI supplenti 2026: domanda dopo il contratto al 30 giugno

04 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Se il tuo contratto da supplente si è chiuso il 30 giugno, con ogni probabilità puoi chiedere la NASpI, l'indennità di disoccupazione dell'INPS, per avere un sostegno economico durante i mesi estivi in attesa di una nuova nomina. La domanda si presenta online all'INPS e conviene farlo presto: presentarla entro otto giorni dalla cessazione ti fa recuperare qualche giorno di indennità in più.

È la situazione di decine di migliaia di docenti e ATA con supplenza al 30 giugno: fine dell'anno scolastico, stipendio che si ferma e nessuna certezza sulla nomina di settembre. La NASpI serve proprio a coprire questo vuoto.

Chi ne ha diritto

I requisiti sono sostanzialmente due. Il primo è la disoccupazione involontaria: la scadenza di un contratto a termine, come una supplenza, rientra a pieno titolo tra le cause che danno diritto alla prestazione. Il secondo è contributivo: servono almeno 13 settimane di contributi versati nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto.

Chi ha lavorato con incarichi frammentati durante l'anno può sommare tutte le settimane utili per arrivare alla soglia, purché quei contributi non siano già stati "consumati" da una precedente domanda di disoccupazione. In pratica, chi ha svolto una supplenza continuativa per buona parte dell'anno scolastico difficilmente ha problemi a raggiungere il requisito.

Entro quando presentare la domanda

Il termine è di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto: superato, il diritto decade. Per chi ha il contratto chiuso al 30 giugno c'è quindi tempo per tutta l'estate. Ma attenzione a un dettaglio che pesa sui soldi in tasca:

Tradotto: non serve aspettare, e prima si invia meglio è. La domanda va fatta solo dopo la chiusura del rapporto, non prima.

Come si presenta

La domanda è esclusivamente telematica. Puoi inviarla in autonomia dal portale INPS con SPID, CIE o CNS, dall'app INPS, oppure affidarti gratuitamente a un patronato, che verifica i requisiti e compila la pratica al posto tuo. Il punto di partenza è la scheda ufficiale del servizio: NASpI – indennità mensile di disoccupazione.

Un passaggio da non trascurare: la presentazione della domanda vale come Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro. Entro i 15 giorni successivi dovrai attivarti con il Centro per l'Impiego per il patto di servizio personalizzato. Saltare questo adempimento, senza giustificato motivo, può costare sanzioni o la perdita dell'indennità.

Quanto dura e quanto spetta

La NASpI viene pagata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contributi degli ultimi quattro anni, entro un tetto massimo di 24 mesi. Chi ha lavorato con continuità per l'intero anno scolastico, di norma, copre senza problemi i mesi estivi fino alla ripartenza delle nomine.

L'importo è legato alla retribuzione media degli ultimi anni. Per il 2026 l'INPS ha fissato un tetto massimo mensile di 1.584,70 euro lordi. Da ricordare anche il cosiddetto décalage: l'assegno si riduce del 3% al mese a partire dal sesto mese di fruizione (dall'ottavo mese per chi, alla domanda, ha già compiuto 55 anni).

E se arriva una nuova supplenza a settembre?

Qui sta la domanda che interessa di più i precari. Molto dipende dalla durata del nuovo contratto:

La distinzione tra sospensione e decadenza è delicata e ha effetti concreti sul portafoglio, perciò in caso di dubbio conviene farsi seguire da un patronato prima di firmare o accettare l'incarico.

Cosa fare adesso

Se il contratto è cessato al 30 giugno e hai i requisiti, valuta di presentare subito la domanda per non perdere giorni di indennità. Tieni a portata di mano SPID (o CIE/CNS) e l'IBAN intestato a te, e ricordati dell'appuntamento al Centro per l'Impiego. Se la situazione contributiva è complessa o hai avuto molti contratti brevi, un patronato può verificare gratuitamente cosa ti spetta ed evitare errori che rallentano il primo pagamento.

Tags: precariato supplenze disoccupazione
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